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numero 280
6 marzo 2008
 
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Politica estera > Politica estera italiana

il mondo divide la sinistra

di Gabriele Cazzulini - 18 luglio 2006

L'Unione ha deciso di votare sì al rifinanziamento della missione militare in Afghanistan. Un coro di sì per Kabul riuscirà a zittire otto piccoli no, quello di otto senatori estremisti che, per quanto siano una pattuglia sparuta, bastano per porre la lapide sul governo Prodi.

Il governo Prodi è inadeguato alla realtà globale

di Alessandro Gianmoena - 15 luglio 2006

Il vulnus della sinistra sta nella scelta di approccio alla realtà, anche in politica estera: mediare con il mondo seguendo il pragmatismo politico dei Ds, in stile dalemiano, o vivere di antagonismo con un disimpegno nei confronti delle crisi internazionali secondo il diktat della sinistra radicale?

Medioriente: la sinistra si inchina all'«equilibrio del terrore»

di Aurora Franceschelli - 15 luglio 2006

Mentre la situazione in Medioriente si fa sempre più tesa e si acuisce la crisi israelo-libanese, la sinistra nostrana fa fatica a disporre di una bussola che guidi gli orientamenti di politica estera. Le dichiarazioni rilasciate sia dal ministro degli Esteri D'Alema, che definisce la reazione di Israele agli attacchi libanesi «sproporzionata e pericolosa», sia da Prodi, che ha deplorato l'azione di difesa di Israele, suonano come un campanello d'allarme, sono una chiara testimonianza della subalternità della sinistra al regime del Terrore.

Afghanistan: Unione disunita?

di Aurora Franceschelli - 13 luglio 2006

L'imperativo della discontinuità rispetto alla politica estera di Berlusconi, posto dall'ala radicale dell'Unione, rischia di trasformasi in una spada di Damocle per Prodi. Le minacce di dimissioni del ministro D'Alema hanno tutta l'aria di costituire un altolà simbolico all'avanzare della pressione pacifista.

Dietro l'equivicinanza il nulla

di Pietro De Leo - 5 luglio 2006

I nodi del governo Prodi nella politica mediorientale vengono al pettine. Nodi che stanno tutti nell'incapacità di prendere una posizione seria e determinata. L'equivicinanza, ormai è chiaro, è un concetto vacuo. Ripetere all'infinito il concetto «due popoli, due Stati», stigmatizzare i ripetuti atti di antisemitismo che si verificano in Europa non basta.

Sull'Afghanistan l'Unione rischia grosso

di Sara Franchino - 28 giugno 2006

Alla vigilia della votazione sul rifinanziamento della missione in Afghanistan il centrosinistra è stato costretto a ricorrere in fretta e furia al vertice interno. Ma l'obiettivo della linea condivisa da tutte le forze politiche dell'Unione è ancora un miraggio lontano.

Secondo la sinistra Israele non esiste

di Danilo Giurdanella - 27 giugno 2006

Gli scontri a fuoco ed il rapimento di un caporale israeliano da parte di un commando di Hamas proveniente dalla striscia di Gaza ci riportano alla dura realtà dei fatti. Chi si era illuso che la mano tesa del governo israeliano avrebbe lasciato un segno nella politica di Hamas si è evidentemente sbagliato.

La Disunione alla prova sull'Afghanistan

di Mario Secomandi - 26 giugno 2006

Il governo Prodi sta per essere messo alla prova riguardo alla questione del rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan. Tale voto è una vera e propria cartina di tornasole delle spaccature interne all'Unione in merito alla politica estera, un tema su cui nella maggioranza sta andando in scena un vero e proprio festival delle divisioni.

Arrendevolmente D'Alema

di Stefano Magni - 23 giugno 2006

La miglior difesa è la resa? Così sembra essere con il nuovo ministro degli esteri, Massimo D'Alema. Perché dopo l'annuncio di una ritirata totale dall'Iraq che non lasci più nemmeno un soldato a protezione dei nostri operatori umanitari (ma che però «non offenda» gli americani), abbiamo avuto un piccolo assaggio di quella che sarà la linea della diplomazia italiana nella crisi iraniana. E' dall'estate scorsa che gli iraniani puntano sulla ricattabilità dell'Europa e dei Paesi che ne fanno parte per ottenere condizioni favorevoli. E D'Alema non solo sta al gioco, ma lo dichiara pure.

Berlusconi al Partito Popolare Europeo

di Giovanni Vagnone - 16 giugno 2006

Dopo 5 anni, al castello di Meise, nei pressi di Bruxelles, Silvio Berlusconi ha partecipato nuovamente al summit del Partito Popolare Europeo. Il Cavaliere ha commentato la politica estera del governo Prodi e, dopo aver relazionato sulla situazione italiana, l'ha definita semplicemente «disastrosa».

 

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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
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