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numero 280
17 giugno 2008
 
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IN NOME DELLA LEGGE

Il governo è impegnato a ridare allo Stato una delle sue dimensioni fondanti, quella del controllo del suo territorio. Il contenuto del nuovo esecutivo non dipende dalle ideologie politiche, ma dalla volontà di far esistere lo Stato dopo che la sinistra lo aveva liquidato sia stando al governo del paese sia stando all'opposizione.

di Gianni Baget Bozzo

Una questione di immagine?

Walter Veltroni ha affermato che la recente decisione del governo di impegnare 3.000 soldati sul territorio a tutela della sicurezza dei cittadini rischia di «dare una immagine sbagliata del paese». Il leader del Partito Democratico, a proposito di «immagine», farebbe bene a pensare in primis ai danni prodotti dall'esecutivo prodiano in due anni di malgoverno.

di Francesco Natale

Enti locali: meno tasse e più risparmi

Abolendo l'Ici sulla prima casa e decidendo di bloccare all'attuale livello la tassazione che compete agli Enti locali, il governo compie un'importante operazione: da un lato riduce l'imposizione fiscale che grava sulle tasche dei cittadini, dall'altro obbliga Comuni, Province e Regioni a mettere in atto politiche virtuose di contenimento della spesa.

di Andrea Camaiora

Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, sta introducendo un metodo politico che produce una nuova cultura del welfare, non più legata ai vecchi schemi statalisti e socialdemocratici e fondata invece sul concetto di «workfare», sviluppato in Italia da Marco Biagi. Riaprire la partita per l'Europa a partire dal «welfare to work» (che comprende molte cose, dal capitale umano al capitale sociale, dalla formazione in stato di disoccupazione all'equità sociale) è un'operazione proattiva e legata a una vera cultura, non ideologica, delle riforme.

Le derive di carta

Nel momento in cui si avvicina la presentazione dei provvedimenti del governo l'isteria dell'opposizione sale. Poiché la democrazia è una brutta bestia per chi ha pruriti egemonici, non resta che giocare sporco e gettare nella mischia i militanti armati di penna e calamaio.

di Gabriele Cazzulini

Il richiamo della foresta

Dalle pagine de «La Repubblica» Eugenio Scalfari lancia l'allarme democratico e immediatamente Walter Veltroni si arruola come milite nella guerra di resistenza al nuovo fascismo che avanza. Il Partito Democratico torna dunque all'antico: il richiamo della foresta è più forte del salto in avanti verso la «nuova stagione» annunciata ai quattro venti in campagna elettorale.

di Gianteo Bordero

La linea dura di Teheran

Sul fronte del pericolo nucleare l'Iran non sembra voler adottare una politica improntata al dialogo ma, al contrario, continua a manifestare una forte rigidità nelle proprie posizioni. È quanto emerge in seguito all'incontro tra Javier Solana, l'alto rappresentante Ue per la politica estera, e Manucher Mottaki, il ministro degli Esteri iraniano.

di Daniele Martino

Entra in vigore la Costituzione kosovara

Domenica 15 giugno è entrata in vigore la Costituzione kosovara. Il testo, nella sostanza, equipara il Kosovo ad uno Stato sovrano ed indipendente. Il pacchetto di 41 leggi votate dal parlamento e che ora formano la Carta è stato firmato dal presidente Sejdiu di fronte ai 40 rappresentati dei paesi che hanno deciso di riconoscere l'indipendenza dell'ex provincia serba.

di Alexandra Javarone

Niente di nuovo a Mosca

di Erik Marangoni

Medvedev ha lanciato ai nuovi partners Ue un forte messaggio: secondo il presidente russo la pace e la sicurezza in Europa non possono essere determinate nel quadro della Nato o dell'Osce, ma di un nuovo accordo tra tutti i paesi europei in cui le alleanze, di natura diversa, non siano più intese nel senso tradizionale del termine bensì siano «a geometria variabile». Tale iniziativa fa capire come enche nel 2008 la proposta unilatarele di Medvedev appaia finalizzata a rompere il fronte occidentale, ancora saldo attorno agli Stati Uniti. Come si vede, al Cremlino cambia lo stile ma la sostanza è sempre la stessa.

GLI APPROFONDIMENTI DI RAGIONPOLITICA.IT
Compassione e responsabilità

Dopo i fallimenti del welfare State sarebbe ora di passare ad una vera welfare society che valorizzi le persone e le associazioni impegnate nell'intervento sociale. Per questo è necessario che lo Stato liberi risorse affinché la società italiana sia stimolata a produrre ricchezza ed ad investirla socialmente.

di Matteo Gualdi

 

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GLI ARTICOLI DI DON GIANNI

Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 17/6/2008
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 17/6/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
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