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Pensiero politicoDa buonista ad antiromenodi Gianni Baget Bozzo - 6 novembre 2007 Accusando la Romania, Veltroni ha fatto un passo azzardato, esponendo l'Italia, Paese non razzista perché di cultura cattolica, alle rimostranze di una Nazione che parla una lingua neolatina e che ha vissuto l'impronta romana e cristiana nei secoli del dominio turco. Il Leviatano necessariodi Raffaele Iannuzzi - 3 novembre 2007 La destra, sul tema della sicurezza, deve essere radicalmente alternativa alla sinistra, con un tasso di tolleranza zero adeguato alla reale situazione, basato sulla consapevolezza che lo Stato, essendo il detentore del monopolio legittimo della forza fisica, lo deve esercitare per tutelare il bene comune. Con la sicurezza, infatti, la democrazia diventa un luogo di consapevolezza dei diritti e dei doveri, uno spazio comunitario vivibile, dunque non soggetto a devastanti e permanenti critiche. Lo hanno compreso bene sia Rudolph Giuliani in America che Christoph Blocher in Svizzera. La forza di un percorso comunedi Gianteo Bordero - 20 ottobre 2007 Forza Italia è riuscita a radunare sotto un medesimo tetto laici e credenti perché i principi su cui essa si fonda fanno parte del patrimonio costante della nostra civiltà e, in particolare, del nostro Paese. Perciò la creazione di una corrente cattolica snaturerebbe il partito, svilirebbe la sua missione politica e, infine, ne ridurrebbe l'appeal elettorale. Operai alla riscossadi Raffaele Iannuzzi - 9 ottobre 2007 I ceti operai vogliono reimpossessarsi della vita comune senza doversi per forza sottoporre al «tour de force» ideologico del «riscatto sociale». La loro autonomia è oggi la stessa dei singoli di tutto il mondo. E' la libertà che si coniuga con la ricchezza e finisce per espandere la creatività. La maledizione della sinistradi Gabriele Cazzulini - 6 ottobre 2007 La divisione è il simbolo che meglio rappresenta la sinistra italiana, una sinistra che continua a ritorcere le sue contraddizioni contro se stessa. La Cosa rossa, il nuovo partito del socialismo europeo e il Partito Democratico diventano tre cartelli che conducono tutti alla stessa meta: l'utopia di una sinistra di lotta e di governo, a fianco dei lavoratori e degli imprenditori, filo-occidentale ma senza rinunciare all'equi-vicinanza, riformista e al tempo stesso intransigente. La divisione come destino perenne della sinistra è la pena per la sua incapacità di decidere. Grillo, ovvero il Pd portato alle estreme conseguenzedi Antonio Iannaccone - 27 settembre 2007 Proprio nel momento in cui le liste per le primarie del Partito Democratico stanno per essere chiuse irrompe sulla scena quello che potrebbe essere considerato il candidato più coerente alla leadership del nuovo soggetto: Beppe Grillo. Infatti, ciò che caratterizza sia l'azione del comico genovese che quella del Pd è, in ultima analisi, una pura volontà di «rimozione». Il centrodestra e la sfida dell'antipoliticadi Raffaele Iannuzzi - 27 settembre 2007 La classe politica ha il dovere di tenere in considerazione l'ondata di antipolitica che sta attraversando tutto il Paese. Il centrodestra, in particolare, può rovesciare il corso degli eventi e trasformare così il problema in opportunità, la crisi in occasione di riscossa generale della sua politica. Chi rifonda e chi nodi Raffaele Iannuzzi - 22 settembre 2007 L'approccio ai vari problemi posti dalla globalizzazione agli Stati dell'Ue fa la differenza tra Paese e Paese. Casi emblematici sono quelli della Francia e dell'Italia: mentre Nicolas Sarkozy mette in atto una coraggiosa politica di rifondazione del sistema economico, sociale e istituzionale, Romano Prodi fa pagare al sistema-Paese il prezzo salato della sua visione conservatrice. La moltitudine grillantedi Gianteo Bordero - 18 settembre 2007 La critica alla Casta e ai partiti ed il rifiuto della democrazia rappresentativa, con Grillo e i suoi tanti «grillanti» tendono a trasformarsi da «movimento d'opinione» in vera e propria «moltitudine», la stessa di cui parlano Tony Negri e Michael Hardt in un saggio pubblicato nel 2004. Il grillismodi Raffaele Iannuzzi - 18 settembre 2007 Le categorie di cui si serve Grillo sono altro rispetto alla classica gestazione politica e alla sua ritualità. Le piazze non sono una novità: ciò che appare nuovo è quella sorta di «furore plebeo» accompagnato da un blocco sociale in origine di sinistra e oggi in grave crisi di identità. Siamo di fronte a una versione turbolenta del populismo antagonista che prolifera sul web. |
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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