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Pensiero politicoL'essenza del veltronismodi Gianteo Bordero - 28 giugno 2007 Dire tutto per dire niente, occuparsi di tutto per occuparsi di niente, proporre tutto per realizzare niente. L'essenza ultima della «bella politica» di Walter Veltroni sta tutta in questo rapporto inversamente proporzionale tra la parola e la realtà. Walter il «luogocomunista»di Antonio Iannaccone - 26 giugno 2007 Veltroni si presenta nell'agone politico come l'«uomo senza peccato». In realtà, egli è l'«uomo senza volto», che incarna in se stesso la scelta comune dettata dall'orizzonte in cui è immerso. Più che il comunismo, in questo senso, al sindaco di Roma può essere imputato il «luogocomunismo», cioè l'avere come centrale criterio di esistenza politica il fatto di annullare la libertà per rappresentare ogni «luogo comune» del presente. Il rapporto tra verità e leggedi Leonardo Tirabassi - 19 giugno 2007 Davanti alle sfide odierne le democrazie occidentali si presentano deboli su tutti i fronti, a partire da quello istituzionale, dove si è affermata una democrazia solo procedurale con una volontà di presunta neutralità morale nei confronti delle istanze etiche. Ma nessuno stato è solo pura procedura astratta da ogni contenuto storico. Salvare i cristiani in Medioriente significa salvare l'Occidentedi Raffaele Iannuzzi - 19 giugno 2007 La ferita del cristianesimo è la ferita dell'Occidente. Ne ha scritto Magdi Allam; il Papa ha alzato il tiro per quel che riguarda la tragica situazione irachena; e ora è possibile aderire all'appello contro la persecuzione dei cristiani in Medioeriente e in tutto il mondo. La battaglia per la libertà religiosa è il vero scontro di civiltà, poiché l'Islam nega alla radice qualsiasi altra scelta religiosa, con una reductio ad unum che dovrebbe sconcertare i cosiddetti progressisti. Invece, per vigliaccheria giustificata e razionalizzata, l'Occidente milita contro se stesso. Così tramonta il postcomunismodi Raffaele Iannuzzi - 16 giugno 2007 L'idea che la questione morale fosse la nuova scienza politica trapiantata in tutte le sezioni comuniste e distribuita a piene mani nell'intero Paese è tutta berlingueriana. La vera, grande degenerazione della sinistra è interamente addebitabile a questa operazione. D'Alema si ritrova così, oggi, nella morsa della macchina infernale costruita da Berlinguer. Roger Scruton Manifesto dei conservatorirecensione di Mario Secomandi - 16 giugno 2007 Roger Scruton mette bene in evidenza come per genuino ed autentico conservatorismo debba intendersi la messa in atto di un approccio politico-culturale teso al contemperamento della massima promozione della libertà della persona umana con la salvaguardia e difesa dell'ordine della realtà a livello sia sociale che morale. Identità, dialogo e interculturalitàdi Armando Pannone - 14 giugno 2007 L'Occidente dà l'impressione di volersi allontanare dalla sua tradizione culturale, spirituale e religiosa sposando ideologie multiculturaliste. Meglio sarebbe puntare sull'interculturalità, che presuppone fortemente il concetto di identità e connota l'appartenenza di una comunità e di un popolo ad un determinato insieme di princìpi e di valori. Sinistra senza vocedi Gianni Baget Bozzo - 12 giugno 2007 Il Ds non può seguire la via del partito radicale di massa perché contraddice la sua storia, e neppure può definirsi socialista perché ciò vorrebbe dire ricevere la legittimazione dalla storia del Psi. Anche Bertinotti si trova senza linguaggio, perché il suo sforzo di portare l'antagonismo al governo lo ha condotto ad abbandonare la protesta sociale. Che cosa sia la sinistra oggi è difficile a dirsi. Berlusconi e la questione comunistadi Raffaele Iannuzzi - 12 giugno 2007 Aver sostenuto la storicità e l'attualità della questione comunista rende Forza Italia in grado di leggere adeguatamente le nuove versioni dell'antagonismo, come neppure i più raffinati ed acuti politologi riuscirebbero a fare. Perché non è con la censura e con la rimozione che si fanno la storia e la politica. E la storia oggi è la prima questione politica. A partire dalla questione del comunismo postmoderno. La presenza di Berlusconi sulla scena politica rappresenta il presidio di resistenza civile al predominare di una violenza ideologica e politica dagli accenti comunicativi postmoderni, ma dall'antico sapore criminale. Contro il gramscismo di destradi Raffaele Iannuzzi - 9 giugno 2007 Dopo le molte chiacchiere sul postmoderno come età della fine delle «grandi narrazioni», cioè dei grandi progetti ideologici, oggi emerge una torsione del pensiero, tipica della sinistra, che tende a contagiare anche la destra: l'idea che la cultura sia invenzione degli intellettuali. |
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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