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Pensiero politicoLa fine storica della sinistradi Raffaele Iannuzzi - 7 giugno 2007 La sinistra, dopo aver creato il linguaggio della politica, oggi non ha più parole politiche da pronunciare. Riesce soltanto a contrastare retoricamente oppure a copiare la destra liberale. Nient'altro che questo. Una fine epocale, storica. Dopo il crollo del Muro di Berlino, la sinistra ha creato le condizioni per la sua scomparsa, non certamente a causa di una difficoltà storica in sé, bensì a cagione di due limiti strutturali, che venivano prima governati e tradotti in uno spazio ideologico complesso, soprattutto marxista, caduto il quale non c'è stato più niente da fare. L'Italia di monsignor Bagnascodi Gianteo Bordero - 24 maggio 2007 La prima prolusione di monsignor Bagnasco nella veste di nuovo presidente della Cei rappresenta un grande manifesto a favore di una politica autenticamente popolare, a favore di un'Italia reale tanto evocata a parole quanto trascurata nei fatti dalle élites che governano il Paese. La politica tra moralismo e immoralitàdi Valentina Meliadò - 24 maggio 2007 Lamentarsi di tasse, di sicurezza e di privilegi viene considerato da molti politici e da molti commentatori come roba da moralisti qualunquisti che tornano ciclicamente all'attacco ma che poi finiscono matematicamente nel dimenticatoio. Siamo al punto di non capire più la differenza tra moralismo e moralità. E allora è il caso di rimarcarla, ricordando che un governo che spende e spande in modo indebito per se stesso e per tutta la classe politica fino all'ultimo consigliere dell'ultima Circoscrizione dell'ultimo Comune perde qualunque legittimazione a fare la voce grossa con gli evasori fiscali. Un depistaggio dell'ultim'ora: la crisi della politicadi Raffaele Iannuzzi - 22 maggio 2007 Se leggiamo con attenzione l'intervista rilasciata domenica da D'Alema al «Corriere della Sera», possiamo facilmente constatare come l'operazione del ministro degli Esteri consista nel deviare l'attenzione dal fallimento del governo Prodi per dirigerla invece ad una questione generale (la «crisi della politica») che niente ha a che vedere con la realtà delle cose. La Chiesa ritrova se stessa nella battaglia contro il nichilismodi Raffaele Iannuzzi - 20 maggio 2007 Monsignor Betori, segretario generale della Cei, in occasione della festa di Sant'Ubaldo ha sferrato un attacco durissimo al politicamente corretto tanto laico quanto clerical-progressista. La Chiesa, che parla con la voce della gerarchia ed ha un sèguito di popolo, riscopre la «parresìa» autentica della testimonianza sostenuta da solide argomentazioni. La rivolta cattolicadi Raffaele Iannuzzi - 17 maggio 2007 Il Family Day, come ha detto Gianni Baget Bozzo, è un evento tanto significativo quanto drammatico: se la Chiesa manifesta così corposamente in piazza, vuol dire che è in gioco la difesa delle radici cristiane. Anzi, di più: si difende la famiglia perché essa rappresenta l'ultimo fattore oggettivo che possa salvare le radici cristiane del nostro popolo. E' dunque in atto una «rivolta cattolica», un fenomeno che Maggiolini aveva profilato in un saggio del 1995, dal titolo «Meglio il martirio». Martirio e politica sono due elementi che riemergono insieme in questo inizio di XXI° secolo e rendono ragione del dramma storico in atto. La verità della famigliadi Gianni Baget Bozzo - 14 maggio 2007 Berlusconi ha volutamente contrapposto la manifestazione di popolo di piazza San Giovanni a quella svoltasi in piazza Navona. Così ha fatto comprendere che il Family Day è un fatto di rilevanza politica che chiede a gran voce la sicurezza della famiglia e della vita come basi dell'identità comune. Più famiglia, cioè più libertàdi Gianteo Bordero - 12 maggio 2007 La famiglia è il ponte tra il singolo e la società. Senza di essa l'«io» è lasciato a se stesso e la società si trasforma in una massa informe, senza volto e senza storia, senza passato e senza futuro. E la libertà diviene un flatus vocis, un circolo vizioso in cui la persona è facile preda del pensiero dominante. Il Family Day e la legge del desideriodi Gianteo Bordero - 3 maggio 2007 Trentanove anni fa, nel maggio del 1968, prendeva forma la grande ondata anti-tradizionale, la lotta per la liberazione dei costumi, per l'emancipazione sessuale, contro le regole e contro le convenzioni sociali. Oggi, dopo quasi quattro decenni, un altro maggio, quello del Family Day italiano, può segnare in profondità un altro passaggio epocale della nostra storia. Martirio e politicadi Raffaele Iannuzzi - 3 maggio 2007 La Chiesa sa di trovarsi in un tempo di martirio e di nuovo impegno nella società. E' a questa consapevolezza che essa oggi attinge quando attacca il laicismo relativista; ed è per questo che accetta di farsi «parte» nel dibattito circa le grandi questioni che segnano il nostro tempo. |
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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