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Salviamo il pronto soccorso

di Gianluca Negro - 9 gennaio 2003

Tutti i lombardi laboriosi e intraprendenti, quelli che desiderano servizi pubblici perfettamente efficienti, hanno salutato con apprezzamento e condivisione la decisione della Giunta Regionale di introdurre uno strumento regolatore del flusso disordinato quanto improprio di pazienti verso i Servizi di Pronto Soccorso degli ospedali lombardi.

Il provvedimento consiste nell'attribuzione di un codice di gravità e urgenza a tutti i pazienti in modo tale da trattare prioritariamente i casi che presentano pericoli per la sopravvivenza, ed a seguire tutti gli altri in ordine decrescente di pericolo, complessità, urgenza.

Fu un colonnello medico dell'esercito napoleonico ad introdurre quello che ancora oggi si chiama appunto "triage infermieristico" che consiste nella classificazione dei casi di pronto soccorso.

Per la verità ai tempi di Napoleone dopo la battaglia i sanitari passavano in rassegna i feriti e attribuivano un codice di gravità secondo una scala di valori capovolta, e cioè collocavano all'ultimo posto i più gravi, quelli che avrebbero assorbito più risorse con minori probabilità di essere salvati.

Oggi, e per fortuna di noi tutti, la graduatoria è stata rovesciata, e nei nostri ospedali diamo la precedenza proprio ai più gravi, come è ovvio che debba essere.

Succede quindi che i pazienti che intasano il Pronto Soccorso senza essere affetti da alcuna patologia urgente-e rappresentano persino il 50% degli utenti- lamentino spesso lunghe attese.

Le strutture pubbliche sempre esposte a critiche enfatizzate dai media tendono perciò a sovradimensionarsi, a dislocare più medici e infermieri, ad appesantire i propri bilanci con costi impropri determinati dalla esigenza di trattare in Pronto Soccorso pazienti che dovrebbero recarsi dal proprio Medico di Medicina Generale e che, invece, intasano gli ospedali.

Come eliminare questi accessi impropri? Con il provvedimento adottato recentemente dalla Regione se l'esito del triage è di "nessuna urgenza" l'utente viene invitato a recarsi dal proprio medico il giorno stesso, o il giorno successivo. Se il cittadino insiste e richiede comunque la prestazione è tenuto a pagare 35 euro per la visita, che diventano 50 se si aggiungono esami di laboratorio o di radiologia.

Le forze politiche di opposizione gridano allo scandalo perché "si pagano le prestazioni di Pronto Soccorso", ed è pura speculazione politica perché così non è in quanto il cittadino, quando decide di richiedere la prestazione, esercita un diritto, effettua una scelta ed è tenuto al pagamento soltanto in questo caso.

Noi pensiamo che i nostri concittadini non cadranno nel tranello: in genere in Lombardia chi racconta frottole non va lontano. Viene presto smascherato e se dice falsità peggio per lui, paga subito pegno alla prima tornata elettorale.

Ma L'Assessorato alla Sanità deve migliorare la propria capacità di comunicazione per trasmettere agli utenti il giusto contenuto della decisione.

Adottare un buon provvedimento e comunicarlo nel modo sbagliato è un errore da evitare.

Noi ci sentiamo di affermare con decisione che è un buon provvedimento: libererà il Pronto Soccorso Ospedaliero da presenze improprie di cittadini che si devono recare altrove. Per conseguenza il personale medico e infermieristico potrà dedicarsi a pazienti davvero meritevoli di cure urgenti.

I pazienti in pericolo di vita saranno assistiti con una rapidità di intervento ancora maggiore, e si ridurranno perfino i ricoveri impropri, quelli che è più facile se si verifichino in Servizi di P. S. sovraffollati o addirittura letteralmente intasati. E se qualcuno insisterà per avere una prestazione non urgente è giusto che paghi i la prestazione, perché così saranno pochi, o almeno molti di meno rispetto a quanto avviene attualmente.

Avremo Servizi di Pronto Soccorso rapidi nell'agire, ordinati ed efficienti. Praticamente l'esatto contrario di ciò che sono stati sino ad oggi.

Il paziente verrà trattato secondo gravità, cioè secondo la giusta priorità.

Con buona pace dell'opposizione:

E del Colonnello medico di Napoleone.

! Gianluca Negro
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
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