RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

La nuova sanità: fase due

di Gianluca Negro - 23 febbraio 2003

Il 14 gennaio il Governatore della Lombardia ha convocato a Palazzo Pirelli i direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere di fresca nomina. Sappiamo che suonerà la carica, e con ragione.

Ci aspettiamo che si apra nella sanità lombarda, dopo la conclusione del quinquennio che ha visto approvare la riforma nota come "Legge 31", una nuova fase. La sanità "mista" e "competitiva", grazie alla presenza di strutture accreditate sia pubbliche che private, ha consentito di conseguire importanti risultati. Citiamo tra questi certamente una maggiore libertà di scelta da parte del cittadino della struttura alla quale affidare la tutela della propria salute. Anche per quanto riguarda le visite specialistiche e le prestazioni diagnostiche sono stati notevolmente ridotti i tempi d'attesa; oggi fare una TAC, una risonanza magnetica, un'ecografia non è più il calvario di qualche anno fa, con attese oltre 6 mesi. E ricordiamoci che in quasi tutte le altre regioni non siamo a questo livello.

Per le prestazioni in regime di ricovero la Lombardia resta la meta agognata per molti pazienti di altre regioni che riempiono le corsie dei nostri ospedali, ed è proprio il caso di dirlo, visto che rappresentano il 12% del totale; come dire che la Lombardia, attraverso il proprio Servizio Sanitario Regionale, assiste se stessa e un'altra regione di medie dimensioni.

Detto questo però, dire che si tratti soltanto di luci sarebbe un azzardo; c'è anche qualche ombra.

Innanzitutto la questione delle risorse destinate alla Sanità, che sono tuttora scarse e che, con i chiari di luna di una finanza pubblica che risente della crisi economica mondiale e quindi anche italiana, è prevedibile che conserveranno all'Italia il primato che lasceremmo volentieri ad altri: essere a livello europeo fanalino di coda insieme all'Inghilterra nel rapporto Fondo Sanitario Nazionale - PIL.

Nel passato i governi di centrosinistra hanno nettamente privilegiato le regioni "rosse" - forse adesso "rosa"- nel riparto del FSN. Al nostro governatore il compito di invertire la tendenza e procurare più risorse: è inaccettabile che il Fondo Sanitario della Regione rappresenti il 4,3% del PIL lombardo. Basti pensare che Francia e Germania hanno ormai superato il 10%. La Direzione Generale Sanità, recentemente rinnovata, dovrà fornire tutto il supporto necessario, perché il primo vero risultato sarà portare a casa le risorse che ci spettano.

Occorrerà poi colmare una lacuna emersa chiaramente nella fase che abbiamo attraversato: il governo della domanda di prestazioni sanitarie. In un sistema dove il gatekeeper all'inglese non esiste e dove tutti i medici prescrivono attingendo a piene mani è facile prevedere una tendenza crescente della spesa. La Regione si è mossa bene, reintroducendo recentemente il ticket sui farmaci e il pagamento delle prestazioni non urgenti al Pronto Soccorso, ma non ci si può fermare a questi provvedimenti. Occorre coinvolgere tutti i medici prescrittori in un processo di governo della domanda attraverso l'eliminazione delle prescrizioni inappropriate. Si eseguono un'infinità di esami di laboratorio e prestazioni diagnostiche assolutamente inutili, sostenendo costi che potrebbero essere evitati.

Così come va governata l'offerta, riconvertendo in qualche caso, sopprimendo le strutture che sopravvivono per mera inerzia storica senza offrire un reale servizio alla popolazione. Se la giunta regionale riuscirà a fare tutto questo con qualche gesto di coraggio e senza commettere i recenti errori nella comunicazione - il taglio di 5. 400 posti letto che più che un taglio è la presa d'atto che si tratta di letti che non servono, il ticket per le prestazioni di Pronto Soccorso che non è un ticket ma il risultato della libera scelta del cittadino di pretendere una prestazione non urgente nel posto sbagliato - possiamo ben sperare.

I lombardi sono laboriosi e di buon senso: pagheranno con largo consenso anche le scelte coraggiose e necessarie anche se poco popolari. Le elezioni non sono dietro l'angolo. C'è tutto il tempo per spiegarne le ragioni.

! Gianluca Negro
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata