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numero 280
6 marzo 2008
 
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Revisione dei Tickets sui farmaci in Lombardia

di Carlo Saffioti e Gianluca Negro - 12 marzo 2003

Riassumiamo lo stato dell'arte sul problema Ticket con quella che è stata fino ad ora la nostra posizione. Ricordo che l'accordo Stato-Regioni prevede che la spesa farmaceutica sia contenuta entro il 13% del fondo sanitario pena il mancato finanziamento da parte del Governo.

Dopo l'abolizione del ticket avvenuta alcuni mesi prima delle elezioni politiche del 2001 per iniziativa di Rifondazione Comunista (con demagogico voto unanime del Parlamento), la spesa farmaceutica è esplosa e nel 2001 c'è stato, nella sola Regione Lombardia (Regione peraltro tra le più virtuose), un eccesso di spesa rispetto all'anno precedente di circa 730 miliardi.

L'unico provvedimento che si è fino ad ora dimostrato in grado di incidere seriamente sulla spesa farmaceutica è stato l'introduzione del ticket (Decreto Legge 502 dei primi anni '90 che introdusse il principio della possibile compartecipazione alla spesa sanitaria da parte del cittadino. Il provvedimento ha finalità non solo economiche ma anche "pedagogiche" per responsabilizzare cittadini ed operatori).

Anche nel 2002 la spesa farmaceutica è andata ben oltre il 13% e le altre iniziative di contenimento messe in atto dalla Regione si sono rivelate poco efficaci (farmaco generico, controlli rigorosi nei confronti dei grandi prescrittori ecc.). L'introduzione del ticket si è pertanto imposta come provvedimento non più rinviabile.

Le modalità con cui esso è stato introdotto sono state però eccessivamente penalizzanti per alcune categorie di cittadini e hanno creato anche problemi interpretativi e di gestione con i farmacisti.

Come Forza Italia abbiamo pertanto sollecitato la Giunta a rivedere il provvedimento introducendo alcune modifiche:

1) riduzione del ticket per le patologie croniche gravi, per i trapiantati, per le malattie rare;

2) l'esenzione anche per i familiari dei titolari di pensione sociale o minima;

3) l'esenzione per i farmaci per la terapia del dolore per i pazienti terminali;

4) l'innalzamento della soglia di reddito per l'esenzione.

L'Assessore ha accettato i primi tre punti ma non l'ultimo perché si sarebbe vanificata la portata del provvedimento.

Con le modifiche accettate (e di fatto con il dimezzamento del ticket per le patologie croniche ecc.) la situazione è tornata ad essere, per il cittadino, quella vigente sino all'anno 2000 con il Ministro Bindi con in più, a vantaggio della situazione lombarda, il fatto che i pensionati sociali e quelli al minimo (e i loro familiari) sono ora da noi esentati mentre non lo erano nel passato.

Sembra che la situazione si stia ora ingarbugliando anche a seguito di una cattiva comunicazione e informazione.

Carlo Saffioti e Gianluca Negro

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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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