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Siria e Libano, 1941

di Alessandro Palmesino - 22 maggio 2003

Dopo l'Iraq, gli inglesi rimettono in riga la Siria di Pétain, in una guerra lampo gravida di conseguenze storiche. Un'altra vittoria importante per Churchill e la sua fermezza.

"Alcuni mi hanno detto, che si dovrebbero difendere solo le posizioni che si è certi di poter tenere (...). Secondo questo principio, non dovremmo allora lasciare al nemico un numero illimitato di conquiste senza mai combatterlo? E dove si dovrebbe scegliere il luogo per ingaggiare il nemico risolutamente? (...) se avessimo lasciato (ai tedeschi) territori ed isole senza combattere (...), non potrebbero forse essere già padroni di Siria e Irak, e pronti ad avanzare in Persia? (...) Non ci voleva molta intelligenza a capire che l'infiltrazione dei tedeschi e dei loro intrighi in Siria poneva enormi pericoli alla (...) nostra difesa della valle del Nilo e del canale di Suez. L'unica scelta che avevamo era tra dare aiuto alla Francia Libera, perché tentasse un contro-penetrazione, e preparare (...) una forza considerevole, cosa che abbiamo fatto".

Con queste parole, il 10 giugno 1941, Winston Churchill rintuzzò le critiche piovutegli addosso alla Camera dei Comuni, terrorizzata dai successi hitleriani su quasi tutti i fronti. Grazie alla determinazione del primo ministro, l'Irak era ancora in mani britanniche, e la Siria lo sarebbe stata presto. Le forze del Commonwealth, dopo aver rintuzzato le ambizioni filonaziste del regime nazionalista irakeno, furono condotte da Churchill con tutta la decisione e la rapidità necessarie: gli inglesi non potevano fare sconti a nessuno, nemmeno ai francesi, che si barcamenavano tra orgoglio nazionale e soggezione a Hitler.

L'8 di giugno, quattro giorni dopo aver reinstallato il regime anglofilo in Irak, le forze di Sua Maestà si rimisero in marcia per l'operazione "Exporter", l'invasione di Siria e Libano. Così come non si era perso tempo con i fantocci nazisti di Baghdad, Londra non perse tempo con quelli francesi di Damasco, che avevano permesso agli italo-tedeschi di utilizzare la Siria come base per le operazioni in Irak. Negli ultimi tempi questi, guidati dall'Alto Commissario Henri Dietz, avevano tentato di non alimentare la tensione, rimandando in patria la maggior parte dei numerosi tecnici tedeschi presenti sul territorio.

I francesi di Vichy avevano in Siria circa 35 mila uomini, in maggioranza senegalesi e uomini della legione straniera. I britannici ne schieravano circa 30 mila, per lo più australiani della 7° divisione, oltre a inglesi, indiani, e formazioni della "Francia libera" di De Gaulle. Ignorate le proteste diplomatiche di Dietz, le truppe di Sua Maestà varcarono il confine. Gli scontri furono violenti, e particolarmente tra francesi "liberi" e legione straniera; gli inglesi dovettero scontare l'errore politico di De Gaulle, che aveva insistito sulla sua certezza, poi rivelatasi infondata, che le truppe di Vichy avrebbero disertato per unirsi alle sue. Gli alleati attaccavano su tre direttrici: la strada per Damasco, i valichi sui monti tra Damasco e Beirut e sulla strada costiera per l'interno. La battaglia fu dura, e gli esperti legionari misero più volte in difficoltà l'eterogenea armata inglese. Alla fine gli alleati perdettero circa 5mila uomini, ma l'ostinazione e la superiorità logistica dei britannici imposero alle forze di Vichy un cessate il fuoco, che fu firmato ad Acri, il 14 luglio 1941.

Una delle conseguenze più significative della vittoria fu la dichiarazione d'indipendenza del Libano, che De Gaulle proclamò a novembre e che fu riconosciuta da tutti i paesi alleati. Ma ci fu anche un altro effetto di lungo termine: per la campagna, gli inglesi avevano riorganizzato i gruppi armati ebraici, costituendo i nove gruppi "Palmach" (abbreviazione dall'ebraico "Pelugot Machaz", "compagnie d'assalto"), che poi divennero il nucleo dell'esercito nazionale israeliano. Tra essi militavano due giovani decisi, e destinati ad un alto futuro: Moshe Dajan e Ytzhak Rabin.

! Alessandro Palmesino
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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