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La guerra in Iraq e l'impiego delle armi intelligentidi Marco Biso - 22 maggio 2003 Fino ad oggi, la definizione di "arma intelligente" è stata utilizzata nei modi più disparati ed al suo significato sono state attribuite, soprattutto da certa stampa male informata e sensazionalista, caratteristiche ai limiti del fantastico. E' dunque quanto mai necessario chiarirne le caratteristiche per avere un quadro più preciso del ruolo della tecnologia in campo bellico. Con il termine armi intelligenti (smart weapons) si definisce genericamente una famiglia di armi moderne molto precise poiché dotate di particolari sistemi di guida che sfruttano le tecnologie dell'infrarosso, elettro-ottiche (TV o laser) o GPS. Questo tipo di armi iniziò ad essere sviluppato durante la guerra fredda a seguito delle preoccupazioni dei capi militari occidentali nei confronti dell'enorme quantità di mezzi corazzati del Patto di Varsavia. La NATO, per contrastare quest'inferiorità numerica, perseguì la soluzione "un colpo - un carro distrutto" puntando su uno standard elevato di qualità dei mezzi corazzati ed abbandonando il concetto di "massificazione" delle forze proprio della dottrina militare sovietica. Per raggiungere questo risultato era necessario installare un sistema di guida molto preciso su bombe e missili per condurli, dal momento del lancio e durante tutta la loro corsa, sull'obiettivo realizzando un fuoco estremamente selettivo ed efficace. Ad esempio, la bomba a guida laser (già utilizzata durante la guerra del Vietnam) è una bomba di tipo tradizionale (a caduta) a cui sono stati applicati un sensore laser ed un sistema di alette di controllo comandate dal sensore stesso. In questo modo è capace di autodirigersi su un obiettivo illuminato da un fascio laser generato da un apparecchio denominato "designatore laser" montato sullo stesso aereo, su un aereo gregario o comandato da operatori a terra. L'energia laser emessa dal designatore viene riflessa dal bersaglio e captata dal sensore di guida della bomba. Esso elabora le informazioni, calcola i comandi per il controllo della bomba in planata e li trasmette alle alette di guida che la indirizzano sull'obiettivo. L'uso di queste armi ha un duplice vantaggio strategico: precisione nel bombardamento e possibilità per gli aerei di condurre l'attacco fuori dalla portata dei sistemi antiaerei nemici. Nel corso degli ultimi decenni, lo sviluppo di questi sistemi ha prodotto un considerevole aumento in termini di precisione (errore max. 3-10 m.), tuttavia non si può affermare che esistano armi così precise da essere considerate infallibili o capaci addirittura di distinguere autonomamente tra obiettivi civili e militari. Si tratta pur sempre di "macchine" (per loro natura imperfette) ed è per questo motivo che ogni tanto capita che una bomba o un missile manchi il bersaglio. Sarebbe dunque molto più appropriato parlare di "armi precise" e non di "armi intelligenti", gli standard militari, infatti, esigono una precisione del 95/98% e, se su 5000 ordigni utilizzati, 250 o 100 di essi (il 5/2%) non dovessero andare a segno non ci sarebbe nulla di anormale. Oggi i risultati sono ancor più soddisfacenti anche grazie ad un nuovo tipo di bomba di cui l'USAF è dotata: la JDAM (joint direct attack munition). Essa è una bomba "a caduta" a cui è stato aggiunto un sistema di guida GPS, che le consente di auto indirizzarsi sul bersaglio tramite alette di controllo senza dover ricorrere ad un illuminatore laser esterno. In questo modo, con l'impiego di pochi bombardieri è possibile condurre attacchi multipli, molto più efficaci ed in ogni condizione di tempo e soprattutto ridurre il numero di vittime civili dovuto agli eventuali, ma purtroppo inevitabili, errori.
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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