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Io ho un sogno

di Raffaele Iannuzzi - 21 giugno 2003

Io ho un sogno; sì, io ho un sogno e non cedo alla violenza razionalistica che censura l' immaginazione riconducendola ad una sorta di "sfogo" dell' inconscio: io ho un sogno...

"L' immaginazione è più importante della conoscenza" diceva Einstein ed aveva ragione: immaginare, visualizzare, proiettare in avanti la luce della coscienza spalanca il mondo ad una visione divina. Non c' è vita senza mistica. Io ho un sogno...

L' essere è carico di luce divina; il grande Tommaso d' Aquino sapeva che la luce appartiene all' essere, la realtà è gravida di vivida luce, gonfia di atmosfera magnetica; del resto, noi stessi siamo ebbri di magnetismo, parliamo e comunichiamo con il nostro magnetismo, gli altri decodificano l' attrattiva magnetica da noi emanata e sintonizzano con noi a livello inconscio, " a pelle": sentire la vita rende l' uomo amico di Dio. Sì, io ho un sogno...

Abbiamo visto il mondo dilaniato dal furore ideologico; il comunismo ha distrutto l' esistenza di milioni di persone, ha reso insopportabile il percorso vitale a uomini, donne, bambini...un massacro della civiltà, uno scempio che grida vendetta al cospetto di Dio; noi oggi, uomini liberi e forti, possiamo invertire la rotta diabolica della violenza contro l' uomo e dirigerci verso la Luce, dentro l' Universo voluto da Dio: è mistica la vita o non è. Io ho un sogno...

Non esistono obiettivi minimi nella vita, tutto è immaginazione e percezione della verità, desiderio, eros dinamico, sentire espanso, imprevisto; chi sono gli uomini liberi e forti? Coloro che sognano ed agiscono, gli eroi della vita, i mèntori affamati di senso e di lotta per la libertà: occorre agire e l' azione richiede fede, fede in Dio e fede in noi stessi. Io ho un sogno...

Abbiamo un cammino affascinante da percorrere, abbiamo la stoffa divina dell' homo viator, mendicante della verità, araldo del futuro luminoso; l' uomo liberale insegue un sogno, pur permanendo dentro le circostanze, come direbbe Ortega, anzi proprio nelle circostanze il sogno si realizza, non c' è spazio qui per la ideocrazia, per la dittatura dei progetti anti-umani, costruiti a tavolino, la vita io la vivo, non la programmo, mai. Io ho un sogno...

Sogno, sì, sogno e rimango desto proprio perché sogno, mi nutro di azione e di vita proprio perché trovo spazio per il sogno: l' immaginazione mi conduce fin dentro le coordinate dell' impossibile, cavalcando l' onda della verità carnosa e densa, abbacinante. Ascoltiamo la voce di Weber: "E' perfettamente esatto, e confermato da tutta l' esperienza storica, che il possibile non verrebbe raggiunto se nel mondo non si ritentasse sempre l' impossibile". Altro che disincanto! L' Occidente è la patria dell' incanto imbevuto di azione, lo spazio dell' impossibile tradotto in immaginazione performativa.

Io ho un sogno...

Sogno che l' uomo sia, da oggi in poi, veramente laico, e nel senso più squisito e denso del termine, non quindi "altro" dal clericale (questa è una definizione a contrario, dunque una credenza depotenziante), ma liberamente se stesso, attivamente produttore di senso: laico è l' uomo che cerca sempre la verità, in quanto uomo libero. Non esiste laicità senza verità e libertà: la verità ci renderà definitivamente liberi. Sono, questi, i "percorsi della libertà", è questo il mio sogno. Sogno essendo desto e carico di consapevolezza, tocco il corpo della vita e lo sento mio, cavalco l' onda divina e mistica dell' Universo voluto dal Creatore.

Dove sono ora? La domanda di Dio ad Adamo: dove sei?

Sono coinvolto nella dinamica della liberazione individuale e della vera consapevolezza; non è una tecnica o uno sforzo volontaristico, questo, è una grazia imbevuta di azione. Sogno e son desto, sogno e mi sento libero, ora e per sempre.

! Raffaele Iannuzzi
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
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