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Evitare il black-out

di Federico Gerardi - 4 luglio 2003

Il problema di decenni di deficitaria politica energetica ha portato in questi giorni il Paese black-out in numerose ed estese aree lungo tutta la penisola, arrecando enormi danni al tessuto economico. L'interruzione della corrente elettrica decisa dal Grtn (Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale), spesso senza preavviso ha causato notevoli disagi ai processi produttivi delle grandi industrie e altrettanti a numerose persone rimaste bloccate dentro gli ascensori o che si sono trovate senza corrente elettrica per i computer o per gli elettrodomestici di casa. Un black-out che ha paralizzato la vita e l'economia italiana per diverse ore causando danni stimati in oltre 400 mln di Euro.

Cosa si poteva e cosa di può fare per evitare una nuova ondata di black-out?

La scellerata pianificazione anzi, mancata pianificazione energetica dei decenni passati ha causato tutto ciò; dall'approvazione del referendum abrogativo sulla produzione di energia nucleare in Italia in poi la produzione di energia nel nostro Paese è stata orientata soprattutto verso il petrolio, scelta che comporta un maggior costo legato alla volatilità del valore di mercato e alla indeterminabilità del succedersi degli avvenimenti geo-politici e geo-strategici dell'area del Golfo Persico, maggiore produttrice mondiale di greggio. Ho scritto che il referendum abrogativo riguardava il divieto di produzione di energia nucleare, ma non il suo consumo, visto che l'Italia importa quasi il 20% del suo fabbisogno energetico dalla Francia e dalla Svizzera, energia prodotta proprio da centrali nucleari. A questo proposito, risulta alquanto strano il silenzio di quegli ambientalisti che si sono lungamente battuti contro il nucleare in Italia, ma che di buon grado, consumano quotidianamente energia elettrica nelle proprie case prodotta da centrali nucleari straniere che distano pochi chilometri dal confine italiano.

La politica ambientalista dei Verdi ha, inoltre, impedito che nell'ultimo decennio fossero concessi permessi per la costruzione di nuove centrali al fine di sopperire al crescente fabbisogno energetico italiano cresciuto nell'ultimo decennio alla media del 3% annuo per il mutamento delle abitudini dei cittadini e del sempre più frequente uso di apparecchiature elettroniche (vedi computer e condizionatori).

E' stato, anche, impedito lo sviluppo del carbone pulito come fonte di energia a minor costo e minor inquinante rispetto al petrolio per la grettezza dell'idea del popolo verde che la tecnologia per sfruttare questo combustibile sia ancora la stessa della fine dell'Ottocento.

Il Governo del Presidente Berlusconi con il Ministro delle Attività Produttive Marzano si è fattivamente impegnato per risolvere questo problema con il decreto di Legge denominato "Sblocca centrali", con il quale è possibile rilasciare nuove concessioni per la costruzione di nuove centrali per la produzione di energia elettrica. Ad oggi, sono state rilasciate concessioni per la costruzione di ben 22 centrali energetiche per un totale complessivo di ben 11.000 Megawatt, che porterebbero al raggiungimento del livello di sicurezza della disponibilità di energia che, secondo le regole del settore, è pari al fabbisogno momentaneo (52.000 Megawatt) più un 20% di disponibilità aggiuntiva (10.400 Megawatt) per un totale di 62.400 Megawatt contro i 63.000 di quando saranno realizzate tutte le nuove centrali. Purtroppo, a questo sorge un altro problema molto grave, poiché al 30 Giugno erano in fase di realizzazione solamente tre centrali sulle 22 concessioni rilasciate. A causa, infatti degli ingenti costi di costruzione, stimati in centinaia di milioni per un sito, non tutti i soggetti richiedenti sembrano in grado di reperire le risorse necessarie; infatti le tre centrali in costruzione sono tutte dell'Eni, una grande azienda dalle spalle larghe.

La capacità di produzione elettrica nel nostro Paese è pari a 49.000 Megawatt (includendo il turnover di centrali inattive per manutenzione) mentre i consumi di questi giorni hanno raggiunto picchi di 52.000 Megawatt, ponendo un saldo deficitario di ben 3.000 Megawatt, parzialmente compensato da 1.500-2.000 Megawatt importati dalla Francia (prodotti nelle sue centrali nucleari) e passibili di interruzione della fornitura senza preavviso.

Tutto ciò è derivato dalla politica ottusa e irresponsabile dei passati governi del Centro-sinistra ostaggio del partito dei Verdi, rappresentante dell'1-1,2% degli italiani, che ora ha ridotto al buio e creato danni e disagi al restante 99% della popolazione italiana. Quegli stessi italiani che ogni giorni rischiano la vita per oltrepassare gli Appennini da Firenze a Bologna su un'autostrada progettata per un volume di traffico di 22.000 autoveicoli/giorni riferito agli anni ‘60? E che ne deve sopportare 220.000 a al giorno con stragrande maggioranza di autotreni, questo perchè questi signori hanno impedito fino al 2001 la costruzione della Variante di Valico pensando soltanto alla vita degli alberi e non, anche, a quella degli uomini.

! Federico Gerardi
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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