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Difesa: l'Inghilterra fa (quasi) da se?

di Francesco Tomasinelli - 10 luglio 2003

I recenti avvenimenti internazionali sembrano disegnare una Gran Bretagna sempre più distante dalle posizioni europee. Ma non si parla solo di scelte politiche. I prossimi passi del governo inglese in pianificazione industriale e militare sembrano rafforzare ulteriormente quanto si è visto fino ad ora.

Non è certo il fenomeno macroscopico del quale ogni tanto si è sentito parlare. Si è detto a volte, sempre sbagliando, che Usa e Inghilterra "... adesso faranno un esercito assieme, tanto hanno le stesse armi...." La realtà è molto diversa e il progressivo allontanamento della Gran Bretagna dall'Europa, anche in questo senso, è cominciato molto tempo prima dell'ultima guerra in Iraq.

Gli inglesi mirano apertamente alla massima integrazione possibile con le forze armate americane. Non hanno le stesse armi - solo alcune, ma poche, per ora - ma seguiranno procedure simili e avranno sistemi di comunicazione totalmente compatibili. E' questo che significa "integrazione e capacità di operare assieme", non lo stesso modello di fucile. Inoltre, analogamente a quanto accade negli USA, più finanziamenti verranno riservati alla proiezione di potenza, a forze leggere hi-tech facilmente trasportabili, all'aeronautica e soprattutto alla "net war", ovvero alla capacità di comunicare e prendere decisioni in pochissimo tempo sulla base di informazioni presentate da reti informatiche.

La voglia inglese di fare da se, manifestatasi ormai da diversi anni, ha già provocato non pochi problemi ai partner europei. Dei grandi programmi multinazionali cui l'Inghilterra ha partecipato, solo il caccia Eurofighter Typhoon resta in piedi, un progetto ormai troppo avanti e troppo costoso per subire revisioni o modifiche. Ma altri, come il missile anticarro TRIGAT-MR, sono stati cancellati. L'arma risultava già vecchia in partenza a causa di uno sviluppo incredibilmente lungo e di continue revisioni tra i litigiosi partner: Germania, Francia ed Inghilterra. Dal 2000 l'Inghilterra è fuori dal programma ed ha adottato il Javelin, un'arma ben più sofisticata e già operativa, ovviamente americana.

Un discorso simile si può fare per i cacciatorpediniere lanciamissili multinazionali (Inghilterra, Francia ed Italia) Horizon, adesso ridefiniti come Type-45, con parte della componentistica made in USA. E si potrebbe andare avanti ancora con l'elicottero Apache o con le due nuove portaerei in definizione, molto più grandi dei precedenti modelli della Royal Navy, e molto simili alle navi americane.

Sembra ormai probabile che molte delle prossime forniture per le forze armate inglesi saranno commissionate a ditte americane o a compagnie britanniche comunque con forti legami negli Stati Uniti.

Gli altri paesi europei non mancano di capacità industriali avanzate. Ciò che stenta a progredire è invece una visione comune, simile a quella che invece si rafforza tra Inghilterra e Stati Uniti. Una forza militare UE completamente indipendente esiste solo sulla carta e al momento non è un'opzione credibile. Anche considerando una volontà politica comune, peraltro tutta da dimostrare, ci sono molte carenze, prima fra tutte la capacità di proiettare con efficienza le forze all'estero. Manca una massiccia capacità di trasporto strategico e certi settore chiave, come le comunicazioni, le reti informatiche, la ricerca & sviluppo e le armi di precisione, non hanno ancora la sofisticazione e la diffusione che si osserva oltreoceano.

! Francesco Tomasinelli
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