RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

G.K. Chesterton

G.K. Chesterton: "Il pugnale alato e altri racconti"

recensione di Gianteo Bordero - 2 agosto 2003

E' uscita il mese scorso, edita da Rizzoli nella collana "I libri dello spirito cristiano", una preziosa antologia di racconti dello scrittore, giornalista e pensatore inglese Gilbert Keith Chesterton. Nato nel 1874 e morto nel 1936, Chesterton rappresenta, nel panorama culturale novecentesco, una figura affatto singolare, come singolare fu il percorso umano e intellettuale che portò l'autore, da posizioni inizialmente nichiliste, a convertirsi al cattolicesimo. Quel cattolicesimo "romano" (come egli amava specificare) che, nell'Inghilterra tardo-ottocentesca, era quanto mai censurato e combattuto, dagli atei razionalisti come pure da tanti strati dell'anglicanesimo.

Autore amato e stimato da figure apparentemente lontane da lui (quali Kafka, Gramsci e J.L. Borges), Chesterton - come ha notato Giacomo Biffi - «non è cresciuto in una famiglia religiosa e non ha ricevuto una formazione cristiana nel senso preciso del termine. Non è stato preparato alla sua missione apologetica da qualche agguerrita università pontificia. Nessun movimento culturale cattolico l'ha illuminato, nessuna associazione dedita all'apostolato l'ha spronato alla "buona battaglia". Si è fatto da solo. E' semplicemente andato alla scuola della sua schietta umanità e ha ricercato la verità con assoluta onestà intellettuale, usando effettivamente di quella ragione che i razionalisti si limitavano a venerare. Questo è stato sufficiente per condurlo "a casa", cioè all'antica fede e alla saggezza dei padri».

"Il pugnale alato" (antologia curata da Stefano Del Magno e Davide Rondoni) raccoglie alcuni tra gli innumerevoli racconti che Chesterton scrisse, a più riprese, a partire dai primi anni del ‘900 fino alla sua morte. Figura centrale dei racconti è il personaggio chestertoniano senz'altro più conosciuto presso il grande pubblico, quel Padre Brown divenuto famoso anche grazie alla fortunata serie televisiva (anni '60) in cui il pretino cattolico dello Yorkshire era interpretato dall'indimenticabile Renato Rascel.

La scelta fatta dallo scrittore inglese di "servirsi" di un apparentemente insignificante prete cattolico come detective infallibile non è casuale, per diversi motivi. Il primo di questi è autobiografico: come Chesterton stesso racconta nella sua "Autobiografia", sotto Padre Brown sta la figura, decisiva nella vita dell'autore, di Padre John O'Connor. Fu attraverso l'incontro e l'amicizia con O'Connor che Chesterton maturò la definitiva conversione al cattolicesimo. E fu a Padre O'Connor che egli fece la sua "confessione generale" che segnò l'adesione alla Chiesa Cattolica, nel 1922.

Ma in Padre Brown c'è anche, e più profondamente, lo stesso Chesterton: c'è tutta la sua filosofia, la sua visione della vita, del cosmo e dell'uomo. In uno dei racconti presenti nell'antologia viene chiesto a Padre Brown di spiegare il segreto che gli permette di risolvere casi di omicidio apparentemente insolubili: «Il segreto è...vedete, sono stato io a uccidere tutte quelle persone [...] Intendo dire che vedevo realmente me stesso, e il mio vero io, nell'atto di commettere gli omicidi. Non uccidevo effettivamente quegli uomini con mezzi materiali; ma non è questo il punto. Intendo dire che pensai e ripensai a come un uomo potesse diventare così, fino a che mi resi conto che io ero realmente così, in tutto e per tutto, salvo che nell'assenso finale all'azione. E' un sistema che mi ha suggerito una volta un mio amico, come una sorta di esercizio spirituale. Credo che gli venisse da papa Leone XIII, che per me è sempre stato una specie di eroe».

Il segreto di Padre Brown risiede dunque in questa capacità di immedesimazione, di credito umano verso chiunque gli sta di fronte. Perché l'uomo (e quindi anche il criminale) - ci dice Chesterton - non può essere studiato coi metodi della scienza moderna; analizzatelo al microscopio quanto volete, ma la sua essenza ultima trapassa i freddi schemi della sociologia e antropologia razionaliste. L'anima spirituale che governa l'uomo non è retta innanzitutto da una logica, ma dal paradossale mistero della libertà. L'uomo non è un meccanismo, e la sua esistenza è il continuo accadere di una sorta di "miracolo" posto in essere da qualcun altro.

E qui emerge il terzo motivo della scelta di un prete cattolico come detective: Padre Brown (come Chesterton, del resto) non è e non ama neppure definirsi un "moderno", nel senso in cui questa parola veniva allora usata: cioè come sinonimo di razionalista, meccanicista, scientista, positivista. Egli non è Sherlock Holmes (che pure era amatissimo dall'autore), non risolve i casi criminosi col rigido metodo della deduzione; la sua lente d'ingrandimento non sono gli strumenti della scienza, ma è la sua stessa fede cristiana, il suo cuore radicato nell'ortodossia, in qualcosa di più remoto ma più vivo e fecondo di tutte le manie razionalistiche: «Non la chiamerò la mia filosofia, perché non l'ho fatta io: l'hanno fatta Dio e l'umanità; ed è questa filosofia che ha fatto me».

Fiero oppositore di tutte le ideologie ottocentesche e novecentesche (marxismo, idealismo, scientismo, positivismo, ecc...), Chesterton si fece apologeta (anche attraverso Padre Brown) di quella che egli riteneva la "visione più lieta della vita umana", il "punto d'equilibrio" cui l'uomo può appoggiarsi affinché l'esistenza non cada nelle secche del nichilismo e delle "filosofie della disperazione". Alla moderna scienza criminologica, dunque, egli preferisce la dottrina del peccato originale, la sola in grado di rendere conto del cattivo uso del libero arbitrio. E tutti i racconti presenti ne "Il pugnale alato" sottendono questa ferma convinzione che il cristianesimo spieghi l'uomo meglio di ogni altro pensiero ed elucubrazione umana. Chesterton vedeva quindi giusto quando diceva che la parzialità delle ideologie moderne avrebbe condotto a immani tragedie per l'umanità (e la storia del Novecento è lì a dargli ragione).

Vale dunque veramente la pena di riprendere in mano questo autore troppo spesso, in Italia, censurato ed oscurato. Oltretutto, ogni pagina di Chesterton è un'autentica sorpresa, che ha la caratteristica - oggi così rara ma non di meno preziosa - di far sorridere e di far pensare allo stesso tempo. E forse il segreto di Chesterton è proprio in una delle pagine più belle presenti ne "Il pugnale alato"; quando, dopo aver risolto un intricato caso, Padre Brown inizia a percorrere la strada che lo riporta a casa: «Il cielo verde pallido del crepuscolo, con un'unica stella come la stella di Betlemme, pareva per una qualche strana contraddizione come una caverna di chiarore. Sembrava quasi che vi fosse una verde fornace di freddo che svegliava tutte le cose alla vita come il calore, e quanto più si addentravano in quei freddi colori cristallini, tanto più esse divenivano leggere e chiare come vetro colorato. Il freddo portava un bruciore di verità e divideva la verità dall'errore con una lama di ghiaccio; ma tutto ciò che veniva risparmiato non era mai apparso così vivo. Era come se tutta la gioia fosse un gioiello nel cuore di un iceberg. Il sacerdote a malapena comprendeva il suo umore, mentre avanzava sempre più a fondo nel verde crepuscolo, bevendo sempre più avidamente di quella virginale trasparenza dell'aria. Pareva che certe lordure e morbosità dimenticate fossero state lasciate indietro o spazzate via».

In questa mistica e paradossale certezza della verità e della redenzione sta tutto il fascino della vita e dell'opera di Gilbert Keith Chesterton.

! Gianteo Bordero
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

G.K. Chesterton: "Il pugnale alato e altri racconti"
  • Autore:
    G.K. Chesterton
  • Editore:
    BUR Rizzoli
  • Prezzo: 10,00 €
  • Pagine: 356

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.16 del 2/8/2003
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata