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É qui la festa? Il mercato dell'Information Technology in Italiadi D.A. - 2 agosto 2003 «Sherree Rose vedendo che la festa era riuscita perfettamente e che gli invitati ridevano e ballavano si chiese: "Perchè qui tutti si divertono e io no!". Sherree non sapeva che in quel momento ogni invitato, nessuno escluso, aveva il suo stesso pensiero» Clive Blatty Nel 2002 ho partecipato a numerose "feste" (convegni, eventi, fiere, road show, conferenze...) dedicate all'Information Technology e all'ebusiness in cui mi confrontavo con "addetti ai lavori" che mi apparivano assolutamente ottimisti e fiduciosi in un imminente sviluppo del loro business. Io mi sentivo Sherree Rose: non riuscivo a fare mia l'euforia che mi circondava e non capivo il motivo di tanto ottimismo. Infatti analizzando i dati elaborati dalla Sirmi SpA sull'andamento del mercato IT in Italia si vede come per la prima volta dopo dieci anni, il mercato IT chiude l'anno in contrazione. Dal +8% del 2001 si è passati al -3,5% del 2002. I prodotti hardware crollano del 10,5% (con contrazioni medie del 5% sulla parte PC e punte del 15% sulla parte server) e il software è bloccato allo 0,1%. Per il software le componenti più innovative sono "ferme al palo": Supply Chain Managment conta per il 2%, Sales Force Automation per l'1%, e-Commerce e Marketplace per il 2%. Un dato che mi ha colpito in particolar modo è stato quello sulla spesa informatica per dimensione d'azienda. Quelle con più di 500 dipendenti (che rappresentano lo 0,1% del totale del numero di imprese italiane), contribuiscono per il 56,8% alla composizione della spesa informatica complessiva. Le aziende dimensionalmente catalogate come PMI (tra i 10 e i 500 dipendenti) contribuiscono per il 35,8%. Infine alle imprese fino a 9 utenti (sono il 91,7%) viene accreditato il 7,4%. Ciò significa che la spesa IT oggi è trainata in grandissima parte dagli investimenti di Large Accounts che, di norma, si rivolgono, per lo sviluppo e l'implementazione di progetti IT, solo ai Big Players dell'Informatio Technology. Tutti gli altri stanno a guardare. E non si può parlare di ripresa degli investimenti nel breve periodo. Infatti il valore capitalizzato dall'industria dell'information technology nel 2001 è più o meno lo stesso che si raggiungerà nel 2005 (sempre secondo Sirmi): 23 miliardi di euro Sconfortante? Sherree Rose ed io avevamo ragione a pensare che ci fosse poco da ballare e da divertirsi? A pensarci bene, forse no (o per lo meno, non del tutto). Certo, tutti saremmo contenti se le previsioni fossero più rosee, ma va detto che lo stallo dell'Information Technology è frutto di una crescita drogata da fenomini come Internet, l'euro e il passaggio al nuovo millennio. Dal 1997 al 2001 il mercato informatico è cresciuto di 8 miliardi di euro, con una progressione anno su anno superiore al 10%. Se diamo credito alle previsioni stimate da Sirmi per i prossimi anni, il tasso di crescita medio-annuo misurato nel periodo 1997-2005 risulta essere del 5,6%. Quale altro settore industriale maturo può vantare performance di uguale livello? D.A. |
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Ragionpolitica, periodico on line n.16 del 2/8/2003 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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