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numero 280
6 marzo 2008
 
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Riforma della Scuola. Si parte!

di Francesco Verzillo - 2 agosto 2003

Molte sono le curiosità sorte intorno alla Riforma scolastica, da quando cioè, alla fine del mese di marzo scorso essa è divenuta legge dello Stato.

La legge n.53 di Riforma del sistema scolastico, possiede sicuramente le caratteristiche di unitarietà ed omogeneità. E' un disegno di legge nato appunto per mettere ordine, in modo sistemico, nel complesso mondo qual è appunto quello della Scuola e della Formazione.

Questo criterio si esplica, non solo, mediante il raccordo tra i vari principi pedagogici, didattici e formativi in essa contenuti ma anche con la raccolta e la suddivisione delle varie competenze spettanti agli altri Ministeri coinvolti (Affari regionali, Finanze, Funzione pubblica, Politiche sociali, Attività produttive) per giungere alle Regioni ed agli Enti locali.

Contiene, infatti, in sé molti punti da sviluppare anche in ordine al mutamento del dettato costituzionale (modifiche del titolo V) per un'ulteriore e progressiva forma di "devolution" del sistema scolastico nazionale, nonché per un'ulteriore spinta all'autonomia didattica ed amministrativa dei singoli istituti.

In tale contesto, piuttosto complesso, non è possibile operare in modo estemporaneo ma occorre suddividerne l'attuazione in maniera graduale e progressiva.

In particolare, occorre garantire che gli indispensabili passaggi legislativi siano veicolati correttamente in modo tale da non restare validi solo sulla carta.

Occorre inoltre che tutto avvenga in modo veloce e sinergico tanto da conciliare le esigenze di rapidità ed efficienza, tenuto conto che nella Riforma si troveranno a collaborare soggetti non sempre abituati a lavorare insieme.

In particolare sarà necessario operare in maniera interregionale, specie per quelle regioni storicamente legate per caratteristiche geografiche, economiche e sociali.

Da un punto di vista pratico il ruolo assegnato alle Regioni potrebbe tradursi nella stesura di progetti, di percorsi formativi, ma soprattutto potrebbe essere costituito da proposte di politica scolastica coerenti con la Riforma.

Tali spunti potranno poi essere realizzati in collaborazione tra le Direzioni regionali scolastiche, le Regioni, gli IRRE (Istituti regionali di ricerca educativa), le Università, gli enti locali e quant'altri soggetti facenti parte ormai, a buon diritto, della "galassia" scolastica.

Tutto questo, consentirebbe, fatte salve le specificità territoriali, di allargare al massimo il ventaglio delle proposte formative in coerenza con le indicazioni generali di livello nazionale.

E' dunque evidente che risultati di tale portata non potranno mai essere raggiunti se non per gradi.

Dall'anno scolastico prossimo partirà dunque una forma di sperimentazione "allargata", molto più ampia di quella dell'anno scorso, a legge non ancora approvata, che aveva coinvolto solo alcune scuole, regione per regione.

Questa forma di "collaudo" generale pare dunque essere la proposta più seria e realistica perché l'unica in grado di mettere l'intero impianto riformistico alla prova dei fatti.

Auguri dunque a tutti quanti e buon lavoro!

! Francesco Verzillo
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
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