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numero 280
6 marzo 2008
 
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Ettore Cinnella

La tragedia della rivoluzione russa

recensione di Fabrizio Gualco - 7 settembre 2001

La rivoluzione russa è un evento che ha influito in modo decisivo sulle vicende del XX secolo. Su questo argomento i testi abbondano. Ma a volte nell'estrema abbondanza la quantità soffoca la qualità. Proprio per questo motivo la lettura di un volume serio, circostanziato e per certi versi innovativo come quello di Ettore Cinnella può indurre ad una constatazione: e cioè che sull'argomento, la stragrande maggioranza delle pubblicazioni dimostrano una sorta di limitatezza.

Di solito, parlando di rivoluzione russa, l'attenzione di storici e pubblicisti viene calamitata dai fatti di Pietrogrado (nel periodo che va dal febbraio all'ottobre 1917) e sul ruolo giocato dal partito bolscevico di Lenin. Da questa prospettiva, però, le pur importanti vicende sociali e politiche del 1917 dicono meno di quello che potrebbero dire. Cinnella considera il contesto della rivoluzione in modo molto più variegato di quanto altri abbiano fatto: Pietrogrado non è l'unico luogo dove avvengono eventi decisivi e i bolscevichi non rappresentano la sola ed unica forza degna di nota all'interno della realtà geopolitica russa. La rivoluzione non si riduce all'azione politica del partito di Lenin né ad un contesto geopolitico rigidamente delimitato, ma si riverbera sull'intero paese sovietico. L'insurrezione d'ottobre, nonché il ruolo del partito bolscevico e del suo leader, rappresentano tasselli che vanno inseriti, necessariamente, all'interno di un mosaico più ampio e articolato di quello solitamente considerato dalla divulgazione storiografica.

In questa ottica, una parte del testo è dedicata alle vicende politico-sociali che interessano l'Ucraina nel periodo che va dal 1917 al 1921. I fatti rivoluzionari ucraini si intrecciano con quelli russi: a questa nazione, impegnata a trovare una via democratica all'indipendenza, il regime di Mosca tenta di imporre forzatamente il suo sistema politico e sociale, con esiti forse ancor più devastanti di quelli provocati nella Russia sovietica. Tra l'altro l'intervento dei russi nei confronti dell'Ucraina non costituisce un evento isolato: Cinnella riporta l'attenzione del lettore sui fatti della guerra russo-polacca del 1920, che rappresenta un conflitto tutt'altro che secondario in quanto segna un passo cruciale nella concezione teorica e pratica del bolscevismo in fatto di politica estera.

Ciò delinea una interessante presa d'atto dell'autore, meritevole di essere posta in particolare evidenza ed eventualmente meditata: "oggi, dopo il crollo dell'URSS, non dovrebbero esserci dubbi sul fatto che il maggior risultato storico della rivoluzione bolscevica fu per l'appunto l'imbalsamazione del mummificato impero zarista". L'internazionalismo del regime sovietico risulta, secondo le tesi dell'autore, una sorta di foglia di fico che copre una malcelata smania imperialistica. Nel 1917 l'impero zarista è un cadavere in via di decomposizione. I bolscevichi, attraverso numerosi liftings ideologici imbellettano il corpo morto permettendogli di continuare ad esistere: diverso nella forma, ma con sostanza pressoché identica.

Documentandosi in modo minuzioso, lo storico non si accontenta di svolgere una semplice registrazione fattuale (per quanto capillare tale registrazione possa essere), ma tende ad introdursi, con accortezza e capacità di giudizio, in un gioco intricato fatto non solo di eventi ma anche di idee e, soprattutto, di uomini: sotto questo profilo le pagine che l'autore dedica alla figura di Lenin, trattata dal profilo della sua formazione politco-intellettuale, sono particolarmente efficaci.

Quest'opera (primo frutto di una indagine durata quasi vent'anni e non ancora conclusa) fornisce anche una implicita lezione di metodologia della ricerca storica: "Il cosiddetto processo storico consiste sempre nel gioco intricatissimo d'innumerevoli pedine grandi e piccole, di tantissime forze e spinte contrapposte; solo indagando il multiforme turbinio degli eventi, si può tentare di capire il reale svolgimento dei fatti e l'esito finale". Uno dei compiti principali di chi fa ricerca storica è quello di operare, instancabilmente, la distinzione fra realtà e leggenda: riconoscere ed evitare luoghi comuni, vecchi stereotipi, giudizi ideologici travestiti da sentenze scientifiche. Chi studia i fatti del passato cerca di non dar niente per scontato, riservando uguale attenzione sia al centrale che al periferico.

Fabrizio Gualco

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La tragedia della rivoluzione russa
  • Autore:
    Ettore Cinnella
  • Editore:
    Luni Editrice
  • Prezzo: n.d.
  • Pagine: n.d.

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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