|
|||||||
|
|
La Campagna di Russiadi Paolo Possenti - 26 settembre 2003
Per quanto poi concerne gli storici occidentali ed in particolare quelli britannici non sono mancate le solite ironie ovvero la totale ignoranza di vicende che sul piano militare sono state certamente per l'esercito italiano di gran lunga le più gravose e sanguinose dell'intero conflitto. Nessun paragone anzi può farsi neppure con le battaglie più aspre con gli angloamericani in Africa per non parlare di altri fronti come la Francia, i Balcani o la Grecia. La Campagna di Russia è stata per l'esercito italiano e per il soldato italiano di gran lunga la prova bellica più terribile dall'unità in poi, paragonabile solo ad alcune delle più sanguinose battaglie della Prima guerra mondiale, della quale la Campagna di Russia ebbe nella sua prima fase qualche somiglianza specie per i reparti italiani. E' nostra intenzione pertanto uscire da ogni commento di natura retorica o ancor peggio politico, data la nostra intenzione di analizzare solo i fatti storici. Circa la valutazione politica globale sella Seconda guerra mondiale ci siamo già espressi in altra sede e vogliamo qui ribadire il fatto storico che in 150 anni di presenza di uno Stato italiano in Italia (e v'includiamo logicamente il primo e cioè lo Stato napoleonico) mai l'Italia si era discostata, se non per brevi crisi coloniali, da una politica di fondo filo francese e dall'alleanza peraltro spesso sottovalutata, con i cugini d'oltralpe. La breve alleanza voluta da Mussolini (per un gravissimo calcolo errato sull'esito finale della Guerra con la Germania), durata solo tre anni, seguita per giunta da una tragica guerra civile con alla radice proprio il problema delle alleanze, non ha mai influenzato il giudizio storico degli scrittori occidentali, che mai neppure per ipotesi hanno sfiorato il tema dell'impopolarità - anche ai vertici dello Stato - della guerra e di tale alleanza. Era contrario il Re e la Casa reale al completo, erano contrari la maggior parte dei più alti dirigenti fascisti. Il tragico caso di Ciano genero di Mussolini che pagò con la fucilazione assieme ad alcuni dei più alti gerarchi fascisti la propria avversione all'alleanza con Hitler e le segrete simpatie per la Francia e persino per l'Inghilterra sono troppo spesso ignorati o sottovalutati ma ancor più erano contrari gli ufficiali superiori tutti i reduci della Prima Guerra Mondiale, per non parlare dello stato d'animo dei soldati, peraltro più volte analizzato da vari scrittori. Tuttavia sarebbe potuto sembrare che la guerra contro Unione Sovietica comunista e nemica di quasi tutti quei valori in cui la più gran parte degli italiani di allora credevano, in particolare la Religione e la Patria, poteva divenire il vero punto di unione di tutte le forze nazionali politico, militari e religiose attorno al Fascismo.
L'intervento italiano contro l'Unione Sovietica era previsto fin dall'inizio della guerra in maniera non specificata né strategicamente né quantitativamente. Per lo più si era pensato ad un intervento simbolico anche se consistente. Al momento dell'intervento tedesco in Africa - che era previsto in circa 50.000 uomini - si quantificò un corpo di spedizione o di entità di poco superiore (60.000 uomini) anche se di caratteristiche completamente diverse. Tragicamente diverse. Si è detto più volte nel corso di questi capitoli relativi alla Seconda guerra mondiale che l'esercito italiano era in qualche modo ben preparato ad affrontare di nuovo una "Prima guerra mondiale". Ma si badi bene che questa situazione era la stessa per quasi tutti gli eserciti europei, di allora in particolare oltre che per quello italiano proprio per quello russo!!! Solo l'esercito tedesco ed in parte quello inglese si erano preparati ad una guerra completamente nuova: quella con gli aerei e soprattutto con il carro armato. Solo i tedeschi avevano affinato la nuova strategia combinando aerei e carri. Gli inglesi avevano dato più importanza agli aerei, ma con grande rapidità dopo i disastri sul fronte francese avevano iniziato la produzione del carro pesante Mathelda che fu la loro arma vincente in Nord-Africa. Persino i pochi carri pesanti francesi fecero una breve apparizione molto positiva al comando dell'allora colonnello De Gaulle ma per la Francia era troppo tardi. Il potere devastante del carro armato unito all'aviazione si era ben visto contro le valorosissime armate polacche a cavallo, distrutte in 40 giorni con perdite terribili. La stessa sorte toccò con quasi altrettanta rapidità ai francesi ed agli inglesi, benché questi ultimi difesi dal mare potevano almeno in parte sfruttare il loro potere aereo. Non è perciò in alcun modo scusabile la leggerezza con cui lo Stato maggiore italiano preparò un corpo d'Armata da inviare in Russia privo totalmente di carri armati (il carro da tre - dicesi tre tonnellate - non può considerarsi un carro armato anche a confronto dei carri leggeri russi che sin dall'inizio erano di almeno di 15 ovvero di 26 Tn!!); Va rilevato peraltro che le Divisioni mobilitate per la guerra nel 1940 si distinguevano in:
Dopo due giorni di discussioni era infine maturata la soluzione che il Corpo di Spedizione sarebbe stato formato con due Divisioni "autotrasportabili" ed una Divisione celere, tutte e tre inquadrate nel Corpo d'Armata Autotrasportabile. Alla vigilia dell'attacco tedesco all'URSS, 22 giugno 1941, la Grande Unità italiana destinata ad operare con le Armate germaniche si stava perciò preparando per assumere l'ordinamento sopracitato ed il Generale Cavallero ne riferiva telefonicamente al Capo del Governo. Dal testo di quella comunicazione telefonica secondo quanto riferito dall'Ufficio storico dell'Esercito, possono ravvisarsi i seguenti concetti:
Il "Corpo di Spedizione Italiano in Russia" fu chiamato con un'abbreviazione divenuta celebre CSIR e per circa un anno rappresentò le FFAA italiane su quel fronte di guerra. Il trasferimento del CSIR ebbe inizio a scaglioni il 10 Luglio 1941ed avvenne nel modo seguente:
Il movimento per trasportare l'intero Corpo di Spedizione durò ventisette giorni, richiese l'impiego di 216 treni, suddivisi in cinque blocchi, e si concluse il 5 agosto. La distanza dalla zona di scarico dai treni, profonda 80 km, alla zona di radunata era di circa 280 km.
Complessivamente il CSIR riuniva:
In totale:
Così approntato, il CSIR si accingeva nell'agosto 1941 a schierarsi a fianco di un forte esercito, quello germanico, la cui potenza era stata portata ad un grado altissimo in funzione degli ambiziosi propositi dei suoi governanti, per combattere contro un esercito altrettanto potente, quello sovietico, animato dal convincimento di battersi per una causa giusta quale è quella di difendere il proprio Paese. Il Corpo di Spedizione Italiano avanzerà combattendo fino al bacino minerario del Donez. Qui il 9 luglio 1942 sarà incorporato nell'8° Armata italiana con nome di XXXV Corpo d'Armata - CSIR. Paolo Possenti possenti@ragionpolitica.it |
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail ARTICOLI COLLEGATI
IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.24 del 26/9/2003 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||