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Stalino e Gorlovkadi Paolo Possenti - 26 settembre 2003 Sul fronte delle unità tedesche con le quali operava il CSIR e, in particolare, nel settore del III Corpo, dopo l'accanita resistenza opposta dai russi ed i contrattacchi che essi continuavano a sviluppare intensi e decisi, si era delineata l'impossibilità, o quanto meno il gravoso dispendio, di conquistare Rostov con azione frontale. Il Comando della I° Armata decideva allora di avvolgerne le difese per la sinistra e per l'attuazione di tale proposito ordinò al III Corpo di passare sulla difensiva e di ributtare ogni attacco nemico; al XIV Corpo di agire verso est con direzione Golodajevka e Schachty e, successivamente, a sud per aggirare Rostov da est; al XLIX Corpo da raggiungere la zona di Dmitrievka-Diakovo per garantire successivamente il tergo del XIV Corpo. In tal modo il XLIX Corpo era inevitabilmente portato a divergere verso sud per plasmare il proprio movimento su quello del XIV Corpo, conseguentemente il CSIR doveva affrontare da solo le forze nemiche dislocate a sud-ovest di Voroscilovgrad allo scopo di impedire l'occupazione di Gorlovka e di minacciare fianco e tergo della I° Armata corazzata. La funzione del CSIR, dunque, non solo non veniva a diminuire alcuna delle sue delicate attribuzioni, ma si accresceva anzi di tanta importanza quanta gliene aggiungeva la difficile tutela degli obiettivi assegnatigli in rapporto ai compiti e agli obiettivi della I° Armata corazzata. La decisa avanzata della Celere e della colonna Chiaramonti della Pasubio aveva gettato le basi per l'investimento di Golovka, basi che si consolidarono ancor più con l'arrivo degli altri due battaglioni del 79° fanteria a Scelesnoje. Per l'attacco a Gorlovka, tuttavia, il Generale Messe non avrebbe potuto contare su alcun appoggio delle unità laterali tedesche in quanto il XLIX Corpo aveva già iniziato la diversione verso i suoi nuovi obiettivi a sud e la 17° Armata era ancora troppo indietro per poter fa sentire la sua presenza. Della Divisione Torino il Comandante del CSIR non avrebbe potuto disporre che di lì a qualche giorno perché ancora in movimento. Il concetto di manovra del Generale Messe si proponeva dunque di attaccare e conquistare in un primo tempo l'obiettivo di Rykovo con la Divisione Celere e di investire successivamente l'abitato e il centro industriale di Gorlovka con azione frontale da ovest da parte della Pasubio e con manovra avvolgente da est-sud-est con la stessa Celere. Nell'attesa di far serrare le proprie artiglierie rimaste incagliate nel fango, ed allo scopo di mantenere il contatto con l'avversario e di individuarne possibilmente le forze, le Divisioni Celere e Pasubio svolsero intensa attività esplorativa che consentì di accertare la presenza delle Divisioni russe 74°, 262° e 296°, nonché di altri reparti appartenenti ai reggimenti sovietici 55°, 56°, 62° e 105°. La situazione aveva invece richiesto al CSIR uno sforzo che andava ben oltre le sue possibilità, ma, alle esigenze inderogabili di un superiore interesse, le sue unità avevano obbedito senza riserve e senza eccezioni. Dopo queste ultime operazioni su Rykovo-Gorlovka e Nikitovka lo stato di efficienza del Corpo di Spedizione non era, perciò, né poteva essere, nelle migliori condizioni, sicché s'imponevano immediati provvedimenti. La distanza, l'avversità degli elementi meteorologici, il terreno, la continuità e l'intensità delle fatiche e dei disagi, avevano sottoposto uomini, quadrupedi e macchine ad un tormento elevatissimo in cui già da tempo era dato rilevare i sintomi della crisi. Questa assumeva carattere tanto più contingente in quanto, proprio in quel momento, allo sforzo operativo s'innestava quello logistico, per trasportare a piè d'opera le masse ingenti di derrate e di materiali che si stavano raccogliendo con ritardo, a causa del mancato arrivo dei treni a Dniepropetrovsk. Né l'avanzare del precoce inverno ammetteva dilazioni. Durante le fasi dell'avanzata si era dovuto perfino adattare sommariamente la linea ferroviaria per renderla percorribile agli automezzi, in mancanza di piste, e poi ricorrere all'aviotrasporto perché almeno le unità più esposte potessero avere un minimo di indumenti di lana. Spettava parimenti all'aviazione del CSIR il merito maggiore nel rifornimento dei viveri, delle munizioni e dei materiali di più urgente necessità, nonché dello sgombero dei feriti - nonostante le condizioni di pessima navigabilità - e della necessità di aggiungere all'impiego degli apparecchi da trasporto quello degli aerei da ricognizione. Tuttavia il bilancio di questi primi combattimenti e l'importanza delle posizioni occupate di mostravano che le truppe italiane erano ottimamente addestrate, gli ufficiali ben preparati e specie l'artiglieria pesante molto efficiente per nulla inferiore a quella tedesca. Paolo Possenti possenti@ragionpolitica.it |
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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