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numero 280
6 marzo 2008
 
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L'offensiva di Chazepetovka - 5-14 Dicembre 1941

di Paolo Possenti - 26 settembre 2003

Alla data del 30 novembre il CSIR, inquadrato fra la 17a Armata, a nord, e il XLIX Corpo tedesco, a sud, era schierato dalla stazione di Scelesnoje alla stazione di Rassipnaia con:

  • La Divisione Pasubio, rinforzata dalla 63a legione, uno squadrone Lancieri di Novara, un gruppo da 105/32 ed una batteria da 75/27 del reggimento artiglieria a cavallo, dalla stazione di Scelesnoje a Mogila Pavlovskaja;
  • La Divisione Torino, meno il III gruppo da 75/27 del 52° artiglieria, rinforzata da un gruppo da 105/32 e da due gruppi del reggimento artiglieria a cavallo, da Mogila Pavlovskaja alla stazione Baskovski;
  • La colonna motorizzata della Celere, rinforzata da un gruppo da 105/32 dal III gruppo da 75/27 della Torino e da uno squadrone del reggimento Savoia, dalla stazione di Baskovski alla stazione Rassipnaia.

L'aviazione aveva ancora la massa dei suoi mezzi a Zaporoje, ad eccezione di una squadriglia di caccia, una squadriglia osservazione ed il Comando del LXXI gruppo dislocati a Stalino, dove si trovavano anche per la difesa contraerea il XIX gruppo da 75/46 e la 97a batteria cannoni-mitragliere da 20.

Il Comando tattico del CSIR, fin dal 18 novembre, aveva stabilito la sua sede in Jassinovataia, dove si sistemavano per la protezione del cielo il IV gruppo da 75/46 e la 95a batteria cannoni-mitragliere da 20. In queste condizioni il CSIR affrontava la prima vera grande battaglia contro forti unità sovietiche a copertura di una ampia operazione strategica condotta da grandi unità tedesche.

Dopo dieci giorni di durissima lotta si concludeva positivamente una delle operazioni di guerra più aspre e più complesse del CSIR, che ebbe come protagonisti principali la Divisione Torino e il 79° reggimento fanteria Roma della Pasubio. La loro combattività e perizia erano state ancora una volta sperimentate dal contegno irriducibile e dalla pervicace determinatezza di un avversario deciso, ottimamente armato ed abilissimo nello sfruttamento della sistemazione difensiva e delle organizzazioni campali.

Gli scopi dell'operazione erano stati raggiunti. Infatti, superati gli abitati industriali che facevano parte della linea di resistenza ed oramai inglobati nelle retrovie, si era conquistata una linea topograficamente e tatticamente forte - la linea "Z" - capace di assicurare protezione e, dietro di essa, possibilità di ricovero al CSIR per tutta la durata dell'inverso. Si era inoltre raggiunto un altro obiettivo dell'azione, quello cioè di effettuare la saldatura con la 17° Armata tedesca nella zona di Debalzevo. Infine si era raccorciato il fronte di circa venti chilometri.

Paolo Possenti

possenti@ragionpolitica.it

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