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6 marzo 2008
 
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La libertà di diventare grandi

di Riccardo Meynardi - 3 ottobre 2003

Siamo agli albori d'un nuovo anno scolastico, ma non si tratta d'un inizio qualunque. D'ora in avanti assisteremo alla graduale attuazione della riforma della scuola del Ministro Letizia Moratti, di anno in anno prenderà forma una nuova concezione d'istruzione e di studente.

Sono sorprendenti, infatti, i cambiamenti che esalteranno le individualità ed il senso di responsabilità, virtù rimaste fino ad oggi imprigionate.

La sola formalità di cambiare il termine obbligo scolastico in diritto-dovere ha già, di per sé, un forte significato teorico, ma racchiude anche una lunga serie d'aspetti riscontrabili nella quotidianità dello studente. Perché un giovane ha l'obbligo d'istruirsi? Semplice, perché ha il dovere di acquisire gli strumenti necessari a comunicare con la società che lo circonda; perché ha il diritto di costruirsi un futuro. Allora perché obbligare? eliminiamo questo termine opprimente e chiamiamo, finalmente, le cose con il proprio nome.

I giovani hanno il dovere d'imparare a comunicare. Hanno, quindi, il diritto di sfruttare gli strumenti migliori per raggiungere l'obiettivo, perché altrimenti si troverebbero soli, come effettivamente ogni individuo sarebbe se non potesse interagire con altri. Ed ecco la prima e concreta attuazione della Riforma: a partire dal settembre 2003, inglese ed informatica dal primo anno di scuola primaria. Passo importante, questo, anche perché implica la prossima introduzione di un'aggiuntiva lingua straniera durante il primo anno di scuola secondaria.

I giovani hanno il dovere di riuscire bene nelle materie che gli piacciono di più e di colmare le proprie lacune nelle materie meno amate. Hanno, quindi, il diritto di partecipare a validi Laboratori di Recupero e Sviluppo degli Apprendimenti (La.R.S.A.). Gli studenti impareranno ad amministrare al meglio le ore che avranno a disposizione e a responsabilizzarsi sotto la guida di un insegnante tutor che li seguirà nel loro intero percorso.

I giovani avranno il dovere di lavorare. Hanno, quindi, il diritto di conoscere il mondo del lavoro e d'acquisire crediti e qualifiche adeguati. Per questo s'introdurrà l'alternanza scuola/lavoro. Periodi di studio s'avvicenderanno con stage presso aziende, liberi professionisti, artigiani, ecc. seguendo il percorso formativo dello studente.

I giovani hanno il dovere di dare il meglio di sé. Hanno, quindi, il diritto di scegliere che istituti frequentare ed hanno anche il diritto di sbagliare e cambiare strada. Ecco che la Riforma assicura ed assiste i passaggi da una scuola all'altra, qualunque esse siano. Con i corsi estivi per integrare i nuovi insegnamenti, lo studente non sarà più obbligato a cercarsi un insegnante privato.

La Riforma Moratti è una riforma liberale, che allarga gli spazi dell'uomo-studente e, permettendogli di sfruttare le sue individuali capacità, lo sostiene nella realizzazione della sua libertà: la costruzione del suo futuro. Si stanno salendo importanti gradini, infatti, come scrive Ortega y Gasset, "l'uomo è libero, che lo voglia o no. Perché, che lo voglia o no, è costretto a decidere in ogni istante ciò che diventerà". Importanti gradini, appunto, che porteranno il sistema scuola ad avere la possibilità di fornire ai suoi studenti i mezzi indispensabili per effettuare le più importanti scelte della loro vita, per mettersi in gioco.

Un altro importante cambiamento di questo 2003, che esula dalla Riforma Moratti, ma ch'è facilmente ricollegabile al concetto di libertà, è quello del buono scuola.

Si tratta di un aiuto economico dato a quelle famiglie che decidono d'iscrivere il proprio figlio ad una scuola paritaria, questo avviene in completa sintonia con la politica liberale sostenuta con ampio successo dall'attuale Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il filosofo ed economista austriaco F. von Hayek sosteneva, infatti, che "lo Stato è nemico della libertà soprattutto perché tende a trasformare in monopolio ogni attività su cui riesce a mettere le mani." Ora il Miur ci ha messo di fronte ad un nuovo concetto di Stato, che ben si sposa con la libertà di scelta d'ogni singolo individuo.

Questo importante passo avviene, inoltre, nel più totale rispetto, non solo della Costituzione italiana, ma anche delle volontà di chi la Costituzione ha creato, in nome degl'italiani tutti.

Si è aperto un dubbio interpretativo sul significato del terzo comma dell'art.33 Cost. secondo cui "Enti e privati hanno diritto di istituire scuole e istituti di educazione, senza oneri per lo Stato". Per capire cosa realmente significhi, bisogna consultare gli atti dell'Assemblea Costituente e individuare le intenzioni del legislatore. Gli Onorevoli Corbino e Codignola, riferendosi al comma citato, a nome di tutti i colleghi proponenti l'aggiunta delle parole "senza oneri per lo stato", dichiaravano infatti: "Non diciamo che lo Stato non potrà mai intervenire a favore degli istituti privati; diciamo solo che nessun istituto privato potrà sorgere con il diritto di avere aiuti da parte dello Stato."

Ecco, dunque, un valido esempio d'applicazione di leggi e di rispetto della Costituzione che garantisce ai giovani cittadini ed alle loro famiglie la più totale Libertà di scelta individuale.

La scuola italiana sta finalmente imboccando un nuovo sentiero che porterà alla riscoperta di molti dei valori, dei diritti e dei doveri proprî dell'uomo, inteso come individuo consapevole di essere "costretto, che lo voglia o no, a decidere in ogni istante ciò che diventerà".

! Riccardo Meynardi
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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