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Notre Dame Undergrounddi Elena Siri - 5 ottobre 2003 Di fronte alla pregevole iniziativa della RAI TV di mandare in onda in diretta il famoso musical "Il gobbo di Notre Dame" non possiamo che rallegrarci. Per mesi questo famigerato spettacolo ha imperversato nei teatri più grandi e prestigiosi d'Italia ed è stato visto, celebrato e commentato da decine di migliaia di persone. Finalmente la Televisione di Stato si è proposta come veicolo di trasmissione della cultura contemporanea dando la possibilità a tutti gli italiani di godere di un evento in diretta (è meglio non sapere quanto sia costata l'operazione). Peccato che il tanto acclamato capolavoro con le musiche di Riccardo Cocciante non fosse all'altezza delle aspettative; peccato che la scena praticamente fissa in un musical di oltre due ore rendesse il tutto poco spettacolare, che i testi di Pasquale Panella (ultimo paroliere di Battisti) fossero banali e melensi, che i costumi ricordassero un circo di basso livello e che le coreografie si limitassero a delle corse frenetiche su e giù per lo spazio scenico. Peccato ancora che i protagonisti, per quanto cantanti intonati, non fossero all'altezza dell'interpretazione. Insomma nessuna emozione per gli spettatori a casa e poca anche per il pubblico presente all'Arena di Verona che, a giudicare dalle immagini che passavano sul teleschermo, applaudiva poco e si annoiava moltissimo. La storia del gobbo di Notre Dame e della bella Esmeralda è stata ambientata nei bassifondi della cattedrale dove vivono mendicanti, zingari e disperati che vengono presentati come i soli portatori dei veri valori. La società civile dell'epoca (1480) e la Chiesa cattiva maltrattano crudelmente e si accaniscono contro il popolo del sottosuolo e contro la bella gitana Esmeralda fino a condannare questa a morte a causa della sua bellezza. Il tutto viene rappresentato in un elogio dello straniero, del diverso, del deforme, dei disperati e dei sobillatori., in un inno a tutto ciò che è "contro" la bellezza e la civiltà. Nella canzone dedicata alla libertà e allo straniero si svela l'ideologia: i protagonisti cantano mostrando al pubblico il pugno chiuso. Povera Esmeralda ridotta ad una pasionaria e povero gobbo di Notre Dame svilito e ridicolizzato in un costume rosa da "omino Michelin"; ma soprattutto povero pubblico italiano che ha pagato 50 Euro e più per assistere ad uno spettacolo di questo tipo. Il vero gobbo di tutta la situazione è davvero il pubblico che, grazie ad una efficiente organizzazione e diffusione pubblicitaria, è andato a teatro convinto di vedere un capolavoro. Ne esce vittorioso solo il produttore David Zard che, con un'opera brutta, superficiale ed ideologica ha fatto un mare di quattrini ed infatti è lui a salire sul palco al termine dello spettacolo per raccogliere gli ultimi applausi: bravo Zard tu sei l'eroe e noi siamo i gobbi che ti diamo i soldi pensando anche che quello a cui abbiamo assistito sia uno spettacolo.
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Ragionpolitica, periodico on line n.25 del 3/10/2003 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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