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numero 280
6 marzo 2008
 
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Robert Conquest

Il secolo delle idee assassine

Uno sguardo attento al passato... e al presente. Un calcio a pigrizia e impazienza!

recensione di Mariacristina Nasi - 10 ottobre 2003

Il secolo delle idee assassine" (titolo originale: "Reflections on a Ravaged Century"), pubblicato nel 1999, é opera di Robert Conquest, scrittore e storico inglese, già autore de "Il grande terrore", sulla dittatura staliniana, pubblicato nel 1970. Egli ha "tradotto Pasternak e Lamartine e [...] scritto su Stendhal e Rimbaud", oltre che "su vari temi concernenti il mondo antico e medievale, nonché quello ottocentesco". E' "autore di un romanzo di fantascienza [e] di racconti". Ha fatto parte del dipartimento Informazione e ricerca del Foreign Office presso il ministero degli Esteri inglese fino al 1956, insegnato alla London School of Economics e alla Columbia University. E' "membro della Society for the Promotion of Roman Studies [...], della British Interplanetary Society", attualmente Senior Research Fellow alla Stanford University.

In questo suo lavoro Conquest analizza i meccanismi che hanno portato al regime totalitario ed indaga le ragioni che hanno permesso il diffondersi dell'utopia comunista, che ha "sconvolto innumerevoli menti, interi movimenti e interi paesi", reso possibili stermini e persecuzioni, ma che ancora esercita un certo fascino, specie tra alcuni pseudo-intellettuali.

Nella prefazione Conquest rivela come la tesi del libro sia che "la principale responsabilità dei disastri del Novecento non va attribuita tanto a qualche problema quanto alle soluzioni adottate, non tanto a qualche forza impersonale quanto a uomini in carne ed ossa, persone che hanno concepito determinate teorie e hanno compiuto determinate azioni."

Nell'introduzione l'autore riflette sugli orrori del Novecento e sul pericolo di una guerra nucleare e si domanda: "Abbiamo imparato la lezione?" Sottovalutare o ignorare il passato, come pure il ripresentarsi di certi fenomeni, é indice di una crisi dell'ordine civico, di un torpore mentale. Conquest afferma che "il genere umano é stato aggredito e calpestato da ideologie criminali". Scopo del libro é "indagare e spiegare come e perché tali aberrazioni mentali abbiano potuto prodursi", ricostruire "la loro incubazione, la loro natura e i loro esiti, per poi concludere con qualche suggerimento volto a prevenirne la futura ricomparsa."

L'opera é divisa in due parti: nella prima, "Il massacro dello spirito", in nove capitoli, si analizzano le condizioni in cui nasce e si diffonde l'Idea totalitaria, a cui si contrappone il pensiero democratico, lo stabilirsi dell'Ideologia e i mezzi attuati per la "trasformazione dell'ordine sociale e morale" attraverso "la campagna di collettivizzazione, la pianificazione, il Terrore (visto come il tentativo di cancellare la realtà)", la visione distorta che di tale sistema ebbe un certo Occidente, la guerra Fredda.

Nella seconda parte, "Alle prese con i postumi", in sei capitoli, si descrivono gli effetti dell'Ideologia, i mezzi a disposizione per migliorare, i problemi che si presentano, gli scenari probabili.

Il libro descrive le caratteristiche del regime totalitario in Unione Sovietica, ma anche in Cina, Kosovo, Vietnam, Cambogia, analizzando quelle forme di pensiero la cui costante é stata "l'ossessivo attaccamento a [...] Idee [in corsivo nel testo] che pretendevano di risolvere tutti i problemi e che invece si sono rivelate fallaci o deludenti".

Conquest ribadisce come "la cultura del primato di legalità e libertà politica", pur "con tutti i suoi difetti", resti "la sola risorsa su cui [...] possiamo contare ed asserisce che "una delle ragioni per cui le ideologie totalitarie hanno conosciuto un successo di proporzioni così considerevoli risiede nel fatto che troppi paesi democratici sono stati incapaci di comprenderle." Perciò "dobbiamo studiare i vari modi in cui esse, o le loro varianti, hanno influenzato la nostra atmosfera intellettuale", evitando di cadere vittima di quelli che, secondo Kierkegaard, sono "i più pericolosi vizi della mente", pigrizia e impazienza. "La pigrizia mentale- sostiene Conquest- si é tradotta nella riluttanza ad affrontare realtà inconsuete, complesse e ostiche. E proprio dove avrebbero dovuto trovare spazio la riflessione e il giudizio, l'impazienza ha condotto all'infatuazione per teorie apparentemente in grado di spiegare ogni cosa." Tali ideologie hanno quindi potuto svilupparsi anche grazie alla superficialità o all'indifferenza di chi non ha voluto riconoscerne la pericolosità. Oggi ci é data un'opportunità per non cadere negli stessi errori.

Nella postfazione Conquest afferma che "il successo di una linea politica dipende fortemente dalla determinazione e dall'unità dei paesi democratici", mentre sono da "evitare obiettivi immaginari o indebitamente ingigantiti". L'"involgarimento della realtà sociale e intellettuale dell'Occidente, nonché il suo progressivo intontimento" devono essere superati, poiché se é indubbio che "le ideologie sono state sconfitte sia sul piano pratico che su quello intellettuale", esse hanno però "lasciato un terribile vuoto", che potrebbe favorirne il ritorno. Secondo Conquest "ciò che é in gioco é l'intera ‘cultura della civiltà' [le virgolette sono dell'autore]".

Il libro "vuole essere una ricognizione d'insieme, un tentativo di presentare in modo sufficientemente lucido le cause essenziali del disastro che ci siamo lasciati alle spalle e dei problemi con cui si deve misurare la nostra speranza di un mondo in cui regnino la pace e la concordia." E' necessaria "un'evoluzione dell'ordine mondiale in senso civico" che non può prescindere dalla condanna dei regimi totalitari. Solo realtà in cui "il pluralismo rappresenti una parte costitutiva o un obiettivo in via di conseguimento possono essere contemplate come autentiche componenti di un mondo futuro". "Oggi abbiamo la possibilità di dare vita a un ordine politico mondiale basato sull'unione e la forza della cultura democratica. [...] Il buon esito dipende da molti fattori, ma soprattutto dalla capacità di imparare a evitare [...] le distorsioni mentali che si sono rivelate la causa principale dei nostri problemi. [...] Il fanatismo e l'ottusità non hanno affatto perso la loro presa", ma - Conquest conclude- le "possibilità possono diventare meno scarse se sappiamo valutare attentamente ciò che va imparato e ciò che va accantonato."

! Mariacristina Nasi
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Il secolo delle idee assassine
  • Autore:
    Robert Conquest
  • Editore:
    Arnoldo Mondadori Editore
  • Prezzo: 18,08 €
  • Pagine: 357

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Ragionpolitica, periodico on line n.26 del 10/10/2003
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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