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La tecnologia stealth ed i bombardieri "invisibili"

di Francesco Tomasinelli - 10 ottobre 2003

StealthQuando è nata e come si è evoluta?

Il debutto di questa tecnologia risale ormai al lontano 1991, ai tempi di Desert Storm, anche se qualcosa si era già intravisto durante le operazioni a Panama nel 1989. I velivoli americani F-117, all'epoca unica macchina stealth operativa, colpirono con successo bersagli particolarmente paganti nel cuore dell'Iraq.

Negli Stati Uniti studi in questo settore, coperti dal più stretto segreto militare e spesso associati a campagne di disinformazione, erano già molto avanti a partire dai primi anni '80. Lo scopo era ovviamente colpire dall'aria il nemico russo senza subire perdite inaccettabili.

Che cosa è e cosa consente?

All'epoca del suo debutto il velivolo americano venne presentato dalla stampa non specializzata come una miracolosa arma segreta "invisibile" ai radar, termine purtroppo ricorrente ancora adesso.

In realtà gli aerei stealth non sono affatto invisibili, ma riescono solamente ad avere un eco radar molto inferiore a quello dei velivoli "normali", oltre a risultare meno visibili all'infrarosso. Possono quindi essere scoperti solo a distanze molto inferiori a quelle possibili con altri bersagli "meno ostici".

La chiave per ottenere queste prestazioni sono i materiali, le forme e le vernici impiegate, oltre a copiosi investimenti nella ricerca.

Portata di un radar contro velivolo

Se la portata massima di un radar è, per esempio, 100 km contro un grande velivolo come il civile B-747, si osserverà un raggio di scoperta progressivamente inferiore con bersagli sempre più piccoli, come il C-130 ed un "normale" caccia Tornado. Il Typhoon e l'F-117 impiegano tecnologia stealth e hanno una segnatura radar ben più piccola di quella di un velivolo di pari taglia (come il Tornado) e raggio di scoperta di conseguenza ben più ridotto. In realtà le portate di scoperta sono assai variabili; le misure proposte sono puramente indicative.

Che implicazioni ha sul piano operativo e su quello politico?

Anche un numero ridotto di velivoli a bassissima osservabilità può mettere in difficoltà le difese aeree più agguerrite. Un solo bombardiere pesante stealth B-2, per esempio, può colpire ovunque nel mondo con le sue sedici bombe guidate da una tonnellata ciascuna, senza preavviso e senza scorta, sempre che manchi un serio contrasto aereo e che siano disponibili buoni informazioni sulle difese aeree (per scegliere al meglio la rotta e poterle evitare). Infatti, quando l'intelligence non è affidabile e si va dritti nella bocca del leone, anche i velivoli stealth vengono abbattuti. E' successo in Serbia nel 1999 durante i bombardamenti di Allied Force, quando un solitario F-117 passò proprio sopra ad una batteria missilistica non segnalata; venne individuato e abbattuto da un colpo fortunato.

La relativa impunità di questi mezzi ha ripercussioni politiche evidenti. Non è infatti possibile al momento proteggersi completamente da attacchi come questi.

Dodici anni dopo quelle prime missioni operative il futuro degli aerei stealth sembra assicurato. Oggi questa tecnologia ha raggiunto costi un po' più abbordabili e tutti gli aerei progettati negli ultimi anni o in sviluppo presentano accorgimenti volti a minimizzare la segnatura radar. Molti di questi principi sono stati applicati anche alle navi e ai missili e si intravedono i primi sforzi nel settore dei mezzi terrestri.

Il settore della difesa aerea però non è stato con le mani in mano. Già oggi esistono sistemi e tecniche, ovviamente segretissime e appannaggio di pochi, in grado di ridurre significativamente il margine di vantaggio che questi mezzi garantiscono.

A che punto è l'Italia in questo settore?

Le difficoltà tecnologiche, i costi di sviluppo e acquisizione dei velivoli stealth puri hanno consentito effettivamente ai soli Stati Uniti di disporre di mezzi di questo tipo. Tuttavia molti mezzi già schierati godono di tecnologie ispirate a quelle dell'F-117. Uno di questi è il nuovo caccia europeo Typhoon che anche l'Italia avrà in servizio tra qualche anno. Non si può dire che sia uno stealth dedicato, ma si vede già grande attenzione dedicata alla riduzione della segnatura radar: il velivolo europeo rinuncia a prestazioni stealth esasperate per disporre di maggiore versatilità e di prestazioni in volo più brillanti. Stessa trattamento riceveranno alcuni missili che l'Italia sta sviluppando e che promettono un elevato contenuto tecnologico.

Come posso saperne di più?

Una pagina italiana (http://utenti.lycos.it/mountainbikefirenze/stealth.htm) approfondisce un po' l'aspetto tecnico. Per le informazioni sugli aerei citati nel testo: http://www.airforce-technology.com/projects/index.html

! Francesco Tomasinelli
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Ragionpolitica, periodico on line n.26 del 10/10/2003
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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