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numero 280
6 marzo 2008
 
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Tito Tettamanti

I sette peccati del capitale. La risposta di un imprenditore

recensione di Carlo Stagnaro - 10 ottobre 2003

Con il suo ultimo libro, Tito Tettamanti non sembra cercare il favore di tutti i lettori. Ed è facile prevedere che molti lettori italiani de I sette peccati del capitale. La risposta di un imprenditore (Sperling & Kupfer, pp.219, €17,00) resteranno sorpresi di fronte a molte tesi di questo finanziere svizzero che - in collaborazione con il giovane economista Paolo Pamini - prende di petto molti luoghi comuni in tema di capitalismo e globalizzazione.

Diviso in sette capitoli, però, il volume esamina con attenzione anche la questione ambientale, che è spesso tirata in causa per attaccare il mercato e per chiedere un crescente controllo politico della vita produttiva. Tettamanti sottolinea che l'ecologismo è per sua stessa natura statalista e avverso al libero mercato, dato che mentre è oggi difficile chiedere che l'apparato statale programmi e pianifichi la vita economica, nessuno si scandalizza di fronte al moltiplicarsi di piani urbanistici, territoriali o paesaggistici. In questo senso, l'ambiente sta diventando l'ultima "ridotta" del comunismo: con le tragiche conseguenze che è facile prevedere.

Come Tettamanti e Pamini spiegano, in effetti, la condizione disastrosa in cui spesso versa l'ambiente è proprio la conseguenza di un controllo politico-burocratico crescente, che nel momento in cui rende difficile lo sfruttamento delle risorse naturali (fauna, boschi, e così via) allontana da esse ogni interesse degli imprenditori. Una conseguenza di tutto questo, ad esempio, è lo spopolamento delle montagne, dove il moltiplicarsi dei parchi finisce per rendere difficile ogni genere di attività economica.

Il volume evidenzia sia l'importanza del progresso tecnologico (senza il quale molte sfide ambientali non possono essere neppure affrontate) che la centralità della proprietà privata. In merito ai problemi di inquinamento, ad esempio, Tettamanti rileva: "Mentre a lungo si è creduto che l'inquinamento fosse la conseguenza di un ‘fallimento' del mercato, oggi si sa bene che è proprio l'assenza del mercato, a partire dalla definizione e tutela dei diritti di proprietà, all'origine dei maggiori problemi ambientali".

In questa sua riflessione sul rapporto tra mercato e natura, gli autori mostrano di avere ben presenti le tesi dei free-market environmentalists americani (da Julian Simon ad Aaron Wildavsky, da Terry Anderson a Fred L. Smith) ed anche gli scritti di quanti in Italia hanno per primi portato queste tesi: tra gli altri, Guglielmo Piombini, Carlo Lottieri e Giorgio Bianco. Sono sempre presenti sullo sfondo pure quegli scienziati che non si sono lasciati ingannare dal facile allarmismo, ma che hanno voluto vederci chiaro e assumere posizioni più razionali e aderenti al reale stato delle conoscenze (si pensi, nel nostro paese, all'importante ruolo del movimento Galileo 2001).

I sette peccati del capitale ha dunque il grande merito di difendere il mercato, esaltare la funzione della proprietà, mettere in discussione le troppe Cassandre che ogni giorno ci dicono che la fine del mondo è vicina. Oltre a ciò, Tettamanti contesta anche l'unica ossessione degli statalisti di ogni colore, quel "principio di precauzione" che, se applicato, porrebbe fine definitivamente ad ogni progresso ed evoluzione.

Come il finanziere elvetico scrive, infatti, "se tale principio fosse stato in voga in età preistorica, oggi non conosceremmo né il fuoco né la ruota, alla cui invenzione si deve certamente la morte di molte persone, ma che pure hanno aiutato l'uomo e continuano a farlo". Non è avendo paura, ma avendo coraggio che l'uomo ha sempre migliorato la propria condizione.

! Carlo Stagnaro

Carlo Stagnaro è direttore del dipartimento "Ecologia di mercato" dell'Istituto Bruno Leoni

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I sette peccati del capitale. La risposta di un imprenditore
  • Autore:
    Tito Tettamanti
  • Editore:
    Sperling & Kupfer
  • Prezzo: 17,00 €
  • Pagine: 219

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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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