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La realizzazione della riforma della scuola passa per la razionalizzazione del sistemadi Simone Paini - 17 ottobre 2003 La Scuola italiana sta vivendo un cambiamento epocale: è giunta a compimento la Riforma Moratti, quella riforma che più volte noi giovani di Forza Italia abbiamo definito la Rivoluzione Copernicana del sistema di istruzione del nostro Paese, un sistema che guarda finalmente allo studente, che viene considerato il nucleo da cui partire e la meta a cui arrivare. I provvedimenti che la legge 53 del 28 Marzo 2003 (Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione) propone sono tanti, ma tutti calibrati su un unico obiettivo, cioè quello di dare agli studenti del nostro Paese una formazione adeguata alle nuove esigenze del mondo del lavoro e della società civile. Importante, a titolo di esempio, segnalare la regolamentazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro e la previsione della rimodulazione dei programmi, in particolare dando maggiore spazio all'educazione civica, partendo dal principio che non può esistere e non si può creare un buon cittadino se non gli vengono insegnate le basi del vivere civile. Senza dubbio questo cambiamento epocale necessita di un adeguata copertura finanziaria, tenendo presente che non si possono attuare grandi riforme a costo zero; ma oltre a riformare il sistema d'istruzione del nostro Paese, bisogna altresì combattere alcuni privilegi e storture che non permettono di poter spendere in maniera appropriata le risorse che già esistono nel bilancio del ministero dell'istruzione. Molte persone non sanno che due sentenze della corte costituzionale hanno stabilito che il personale ausiliario (bidelli) non deve svolgere mansioni di sorveglianza, che spettano esclusivamente al docente, ne tantomeno occuparsi delle pulizie, che vengono appaltate da molte province ai lavoratori socialmente utili, facendo si che il servizio di pulizie venga pagato due volte. Sorge dunque spontanea una domanda: chi è il bidello? La risposta è la seguente, un residuato dei favoritismi e delle clientele della prima repubblica, di cui il sistema dovrebbe farsi carico; ma chi deve riformare e deve pensare al futuro dei giovani può ancora permettere che ci siano più bidelli in Italia, senza alcuna mansione, che marines per proteggere gli Stati Uniti d'America? Altro problema che andrà sicuramente affrontato è il numero di ore lavorative settimanali che un docente deve svolgere: è giusto da un lato considerare la specificità del lavoro che l'insegnante svolge, ma nel sistema europa l'insegnante italiano risulta essere quello che lavora meno all'interno degli edifici scolastici. I giovani dunque possono contare sul docente esclusivamente durante l'ora di lezione, senza aver la possibilità in altri momenti di poter usufruire delle sue spiegazioni. Sarebbe opportuno che i docenti fossero a disposizione degli studenti anche dopo la lezione e che svolegessero tutte le attività che riguardano la loro professione all'interno dell'edificio scolastico. Questo cambiamento si potrà ottenere solo con l'aumento dell'orario di lavoro, parificandolo a quello di tutti gli altri lavoratori dipendenti, ovvero le 40 ore settimanali, riconoscendo allo stesso tempo un adeguato aumento di stipendio arrivando ad avere retribuzioni simili a quelle dei docenti degli altri paesi europei. Queste non vogliono essere delle provocazioni, ma delle semplici proposte da discutere per raggiungere l'obiettivo di cambiare radicalmente il sistema dell'istruzione del nostro Paese. Allo stesso tempo c'è bisogno di una grande mobilitazione per sostenere le riforme realizzate dal Governo Berlusconi, perché senza il nostro sostegno non potrà essere riformata né la scuola né nessun settore del nostro Paese, negando dunque la possibilità ai giovani di poter essere competitivi con i loro coetanei europei. Simone Paini |
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Ragionpolitica, periodico on line n.27 del 17/10/2003 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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