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La guerra elettronica

di Francesco Tomasinelli - 17 ottobre 2003

P3 FlaresQuando è nata e come si è evoluta?

I primi tentativi di impiego della guerra elettronica risalgono alla Seconda Guerra Mondiale in campo aeronautico e navale. Alcune di queste tecniche, assieme ad altre ben più raffinate, sono state riprese dall'Aeronautica americana in Vietnam per degradare le prestazioni dei missili e degli impianti radar forniti dai russi. Ma è stato nel 1982, durante le operazioni israeliane nella valle della Beka'a contro i siriani, che si è visto il primo impiego massiccio di queste tecniche. Oggi qualunque conflitto con un minimo livello di sofisticazione presuppone il ricorso alla guerra elettronica.

Che cosa è e cosa consente?

E' difficile trattare in poche righe questo tema. Si tratta una campo molto vasto, con un numero crescente di applicazioni, che in occidente vengono chiamate genericamente EW (electronic warfare). Si includono in questa categoria le tecniche ed i dispositivi elettronici in grado di percepire, ingannare o alterare le emissioni elettromagnetiche del nemico.

Molte delle tipologie più note di guerra elettronica sono legate al campo delle ECM (electronic counter-measures), l'impiego di rilevatori e disturbatori anti-radar che, montati su un aereo od una nave, sono in grado di alterare il segnale che il radar nemico riceve, provocando errori di tiro, camuffamenti o valutazioni sbagliate. Le laminette anti-radar (chaff) e gli inganni pirotecnici all'infrarosso (flares), utili per deviare missili diretti contro il velivolo o la nave, costituiscono un'altra applicazione non più recente ma che mantiene la su validità. Il sistema di guida delle armi è infatti confuso da un segnale più forte, rappresentato appunto dagli inganni del difensore.

Con tecniche evolute è anche possibile disturbare i sensori che operano nel campo dell'infrarosso per guidare i missili e addirittura i sonar dei sottomarini. Esistono addirittura sistemi equivalenti agli inganni aeronautici (chaff e flares) da usare contro i siluri. Si tratta di dispositivi che producono rumore e bolle, con un effetto simile ad una gigantesca aspirina effervescente.

Infine sempre nel campo dell'EW va collocata l'intercettazione e l'analisi delle emissioni nemiche, siano esse radar, radio o laser secondo un procedimento denominato SIGINT (signal intelligence).

Che implicazioni ha sul piano operativo e su quello politico?

La lotta tra dispositivi di inganno e apparati oggetto del disturbo continua ormai da cinquanta anni ed ha rivoluzionato il modo di combattere. I paesi che vantano le tecnologia più evolute devono molto dei loro successi nei conflitti più recenti all'impiego corretto dei sistemi e delle procedure di guerra elettronica, che si stanno ora estendendo in modo massiccio anche al settore terrestre.

Anche in questo caso, come per i velivoli stealth, è facile ipotizzare un impunità dei mezzi dotati di sistemi ECM. La realtà insegna però che ogni sistema funziona parzialmente: può comportarsi benissimo contro apparati più vecchi, discretamente con quelli più recenti ed essere invece inefficace nel caso di sistemi completamente innovativi. Per questo l'efficacia reale degli apparati EW, le frequenze e le modalità con cui operano, sono tra i segreti meglio custoditi da progettisti e utilizzatori.

In questo campo, come era logico aspettarsi, gli Stati Uniti sono davvero all'avanguardia, seguiti dai paesi occidentali e di seguito dalla Russia. Molto delle nazioni più povere faticano non poco a disporre delle tecnologie necessarie, che hanno costi considerevoli e richiedono personale qualificato per essere applicate.

Il settore dell'EW, che a confronto con armi ed aerei passa spesso inosservato, costituisce un gigantesco affare per le industrie che investono nel campo e fornisce una certa ricaduta tecnologica di cui può approfittare anche il settore industriale civile.

A che punto è l'Italia in questo settore?

Può sembrare strano, ma l'Italia è uno tra i pochi paesi europei a schierare piccoli reparti di piloti e velivoli Tornado appositamente modificati atti a contrastare i radar nemici con il disturbo e la distruzione diretta. Alenia Aeronautica è inoltre una delle aziende leader nella produzione di sistemi elettronici. Ciò non deve farci pensare di essere completamente al passo con i tempi, perché il margine di vantaggio di molti nostri alleati rimane concreto.

Come posso saperne di più?

Per non perdersi in un mare di pagine web si può dare un'occhiata all'ACIG journal, rigoroso sito web americano che dedica a questi temi un articolo in inglese interessante, dettagliato e non troppo tecnico: http://www.acig.org/artman/publish/article_56.shtml.

Di seguito i links ad alcune compagnie specializzate nel settore ECM: http://www.airforce-technology.com/contractors/counter/index.html

! Francesco Tomasinelli
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  • Una correzione - di Un Operatore di guerra elettronica della M.M. - 17 marzo 2004 18:50
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
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