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Il genio e l'ortodossia. Rileggendo Chestertondi Raffaele Iannuzzi - 24 ottobre 2003 Gilbert K. Chesterton è uno degli autori più singolari della letteratura occidentale. Nato a Londra il 29 maggio 1874, Gilberti si trova a vivere in una famiglia benestante ed a dir poco anticonformista. Il padre, Edward, dirigeva svogliatamente, con l' aiuto del pragmatico fratello Sidney, l' azienda di famiglia, dedicandosi prevalentemente alle sue attività preferite, che consistevano nella pittura ad acquerello, nella fotografia, nel modellismo, nell' intaglio, nella collezione di vetri colorati, nelle miniature medievali, e soprattutto nel teatro delle marionette. Un uomo dal grande spirito burlesco, che sicuramente trasmise al figlio, mite di carattere ma anticonformista. Anche la madre di Gilbert, Marie Louise Grosjean, non scherzava in tema di anticonformismo. Figlia di un predicatore laico metodista originario della Svizzera e di una Keith appartenente ad un antico e fiero clan delle Highlands, Marie Louise era appassionata di antiche leggende, di storie misteriose e di avventure cavalleresche e trasmise certamente al figlio l' amore per la Scozia, oltre ad una certa curiosità per il mistero ed il numinoso. Chesterton nacque in questa straordinaria famiglia, benestante e fuori dal comune, che fu funestata dal grave lutto causato dalla perdita della morte della sorella primogenita, Cecil. Gilbert visse la giovinezza cavalcando l' onda del suo genio e della sua particolare tendenza al paradosso, che renderà la sua genuina fede cattolica qualcosa di assolutamente irripetibile, segno permanente della sua produzione letteraria e saggistica. A causa di questa verve individuale e di questo talento sopraffino basato sull' ironia e sui nonsense carichi di paradosso, Chesterton fu amato anche da scrittori assolutamente distanti dal suo credo cattolico (che abbracciò in tarda giovinezza) e dalla sua matrice culturale; uno di questi fu Borges, che scrisse una schietta e sagace apologia del nostro scrittore, in un' operetta intitolata Otras inquisiciones (altre inquisizioni). L' altro grande ammiratore ed amico di Chesterton fu il grande saggista Belloc, che si congiunse tanto al Nostro, che lo scrittore G.B.Shaw disse che si era creato una sorta di realtà unitaria, fatta da due gemelli siamesi, il "Chesterbelloc". Chesterton si occupò di tutto, scrisse saggi raffinati e velenosi come Ortodossia (già prima della sua conversione al Cattolicesimo) e romanzi gustosi e paradossali come Le avventure di un uomo vivo. Celebre la serie di romanzi teologico-polizieschi (oggi ristampati per i tipi della casa editrice Piemme) che vedono come protagonista il celeberrimo padre Brown, già interpretato in una famosa produzione televisiva da Renato Rascel. Per Chesterton l' ortodossia della fede apre gli spazi reali e concreti della libertà personale, nella sua esperienza, dunque, si congiungono sia la verità che le esigenze dell' esistenza individuale. Si tratta di un' unità singolare e molto determinata, oggi più attuale che mai. Il dogma libera la vera personalità dell' uomo, non la coarta affatto: in questo assunto, lo scrittore paradossale Chesterton ed il filosofo-teologo malinconico Guardini si ritrovano del tutto congiunti. Chesterton è un classico e, come ogni classico, non tramonta mai, anzi diventa sempre più godibile man mano che il tempo si addensa sui suoi capolavori. Non a caso la Piemme sta ristampando in blocco l' opera omnia di questo grande scrittore che ha lasciato il segno nella cultura occidentale con la raffinata leva del paradosso e la schiettezza di chi, indicando il re nudo, la modernità illuministica, fa intravedere nuovi particolari del grande arazzo della Verità.
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Ragionpolitica, periodico on line n.28 del 24/10/2003 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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