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Buongiorno Nottedi Francesco Natale - 7 novembre 2003
Sembra il preludio di una qualche storia di amori&corna piccolo-borghesi. Ma l'attenta valutazione degli spazi che essi effettuano non è dovuta alla loro futura volontà di avere figli, di generare nuova vita, quanto, al contrario, alle necessità logistiche inerenti allo spegnere un'esistenza, in ossequio agli inflessibili dettami dell'Unico Vero Dio: il Partito. Subentrano altri due individui che, come se nulla fosse, cominciano a riorganizzare gli spazi della casa in modo da realizzare una microcella occultata da una libreria. Una pacata trepidazione comincia ad impossessarsi di Chiara: sta per succedere qualcosa di grandioso! Qualcosa che riscatterà un'esistenza grigia ed insignificante! Qualcosa che scuoterà fino alle radici il palazzo del Senso Comune, facendolo finalmente crollare. Arriva il grande giorno: 16 Marzo, Via Fani. Chiara apprende con incontenibile gioia che tutto è andato secondo i piani: cadono crivellati i cinque uomini della scorta e l'Uomo, che il Tribunale del Popolo ha condannato senza appello, è tratto prigioniero.
I coinquilini di Chiara entrano in casa recando una pesante cassa sul cui contenuto è ormai inutile speculare, mentre, in aperto contrasto con l'orrore che anima il mondo mediatico e politico, per le strade c'è chi, bandiera rossa al vento, gioisce sguaiatamente per l'ormai prossima Rivoluzione Proletaria. L'uomo viene rinchiuso nella celletta dietro la libreria e "i compagni che sbagliano" (così venivano definite le Brigate Rosse dai militanti del PCI), aspettano la prima dichiarazione di Berlinguer alla televisione. Sono pronti a ricevere elogi ed onori per il fondamentale e indispensabile apporto che hanno dato alla Causa: in fondo loro sono più Compagni dei Compagni, e in quanto tali più uomini degli altri uomini. Se il Marxismo-Leninismo non negasse stolidamente la dimensione trascendente essi si sentirebbero semidei.
Solo ora lo spettatore si rende conto di una cosa sconvolgente: la quotidianità dei nostri "eroi" non viene in alcun modo turbata o alterata dal ritrovarsi a essere assassini e carcerieri: in apparenza essi manifestano l'ultimo e definitivo sintomo di quel devastante contagio che risponde al nome di Marxismo-Leninismo, ovvero la totale asepsi morale. Non c'è pietà, ma neppure entusiasmo. Non c'è alcun senso di riprovazione, ma neppure una,per quanto perversa, gioia. L'uomo è completamente negato.
Il Marxismo è l'oppio dei popoli...
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Ragionpolitica, periodico on line n.30 del 8/11/2003 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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