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Metafisiche geometrie colonialiL'architettura razionalista in Libia negli anni Trentadi Riccardo Forte - 22 novembre 2003
La costruzione delle identità: la casa coloniale e l'idea di mediterraneitàIl dibattito sulla nuova architettura coloniale prende ufficialmente avvio con Maurizio Rava, Segretario Generale della Tripolitania; nel settembre 1929 Rava muove le prime critiche all'abuso dello stile "moresco-medioevale" di Tripoli, invitando l'amministrazione municipale ad affrontare il problema della "forma architettonica" delle nuove costruzioni. La modernizzazione del linguaggio architettonico passa attraverso un'interpretazione attenta della tradizione costruttiva autoctona. "L'edilizia minore locale" - aggiunge - "rappresenta il "vero stile arabo della Tripolitania", base di riferimento essenziale per la costruzione dei nuovi edifici. La funzione dell'architetto è dunque quella di coniugare "tutti i perfezionamenti tecnici delle modernissime costruzioni [con le] caratteristiche locali".
All'inizio degli anni Trenta la generazione dei giovani architetti razionalisti è impegnata nell'elaborazione teorica dei nuovi modelli abitativi: nel 1931 Carlo Enrico Rava avvia un primo dibattito critico sulle moderne tendenze dell'architettura contemporanea e coloniale italiana. Nella tradizione costruttiva dell'età classica, precisa, esiste "una parte archeologica, ormai esaurita, rappresentata dalle rovine monumentali"; e un'altra parte, dove la distribuzione razionale della casa romana rivive nelle costruzioni arabe. Dal modello "latino" - il più rispondente al clima e alle esigenze della vita coloniale - si deve conseguentemente innestare, a giudizio di Rava, la costruzione identitaria della nuova architettura coloniale italiana. Dalle pagine di Domus egli proclama: "Oggi noi siamo i depositari fatali e secolari di questo eterno spirito latino (...): dalle nostre coste libiche a Capri, dalla costa amalfitana alla riviera ligure, tutta un'architettura minore tipicamente latina e nostra, senza età eppure razionalissima, mediterranea e solare, sembra additarci la via (... ) in questo "spirito mediterraneo" dovremo dunque cercare la caratteristica di italianità mancante ancora alla nostra giovane architettura razionale". In piena assonanza con le posizioni di Rava Luigi Piccinato pubblica nello stesso anno sull'Enciclopedia Italiana la voce "Edilizia coloniale"; il dibattito sulla moderna architettura coloniale si estende al contesto più generale della politica espansionistica condotta dal Fascismo. In questo senso, la conquista dell'Etiopia e la proclamazione dell'Impero cinque anni più tardi costituiscono un evento mediatico decisivo nel processo di elaborazione critica dell'architettura coloniale moderna. L'iconografia della casa coloniale entra profondamente nell'immaginario collettivo: la stampa gioca a tale riguardo un ruolo strategico nei dispositivi di propaganda e diffusione dei nuovi modelli abitativi proposti dagli architetti più in voga del momento.
Sul piano applicativo, la produzione architettonica di Pellegrini in Libia rappresenta la trasposizione più feconda e convincente di tali enunciati. Nel progetto di "casa d'abitazione" del 1937, nelle numerose ville costruite sul lungomare di Tripoli e nei progetti per i villaggi di colonizzazione, la cultura del sito è un parametro formale e intellettuale irrinunciabile del progetto. Tra elaborazione teorica e produzione architettonica: la funzione dei prototipi
Tuttavia, è Piccinato che porta a maturazione l'elaborazione moderna dell'abitazione "mediterranea". Il prototipo di casa coloniale presentato nel 1933 alla V Triennale di Milano è la traduzione flagrante dei suoi enunciati: muri continui nel lato esposto a Sud, un patio centrale chiuso da pareti vetrate. La casa coloniale rivela, in tutta la sua forza espressiva, la funzione di "edificio-manifesto", autentica icona della modernità.
Riccardo Forte, architetto. Dottorando in ricerca in Storia dell'architettura moderna e contemporanea all'Université de Paris I Panthéon-Sorbonne Membro DO.CO.MO.MO. - sezioni italiana e francese (Organizzazione internazionale per la Documentazione e la Conservazione degli Edifici, dei Siti e dei Complessi Urbani del Movimento Moderno).
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Ragionpolitica, periodico on line n.32 del 22/11/2003 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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