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numero 280
6 marzo 2008
 
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Samuel P. Huntington

The Clash of Civilizations and the Remaking of the World Order

recensione di Erik Marangoni - 8 ottobre 2001

"The Clash of Civilizations and the Remaking of the World Order" è stato definito da Henry Kissinger uno dei più importanti libri pubblicati dopo la fine della guerra fredda. Il libro è stato scritto da uno studioso di Harvard, Samuel P. Huntington ed è stato preceduto da un articolo pubblicato sulla rivista americana foreign affairs da parte dello stesso autore. Nell'articolo precedente il libro, Huntington si chiede se i conflitti tra civiltà domineranno il futuro delle relazioni internazionali e presenta della argomentazioni a favore della sua tesi. Nel libro, invece, Huntington ritiene che sia necessario instaurare un ordine internazionale basato sulle civiltà stesse, al fine di evitare che il mondo sprofondi in un baratro di guerre senza fine.

Per molti secoli, almeno fino alla Rivoluzione francese, le guerre che avevano sconvolto l'Europa potevano ben definirsi guerre tra principi ed imperatori. Erano infatti i principi a scatenare guerre per incrementare le proprie ricchezze, il proprio territorio. Con la Rivoluzione francese le guerre divennero guerre tra popoli, almeno fino alla prima guerra mondiale.

Con la Rivoluzione bolscevica e la nascita dei nazi-fascismi in Europa lo scontro divenne ideologico e sfociò nella contrapposizione tra l'ideologia liberale e l'ideologia comunista negli anni della guerra fredda. In tutti i casi, si trattò di uno scontro interno alla civiltà occidentale. La fine della guerra fredda invece, ha posto la civiltà occidentale di fronte ad altri tipi di civiltà, ossia ad altri modelli di sviluppo culturale, sociale ed economico. In altre parole il mondo occidentale si è trovato a dover affrontare la presenza di altre entità culturali, caratterizzate da lingua, storia, religione, tradizioni e istituzioni comuni, ma soprattutto da una auto- identificazione di sé stesse come popolo.

E' opportuno sottolineare che il concetto di civiltà non è cosi facilmente identificabile come sembrerebbe a prima vista. In realtà ogni civiltà si mischia e sovrappone alle altre e spesso produce delle sotto- civiltà; cosi la civiltà occidentale presenta due varianti: americana ed europea e l'Islam è diviso in diverse sotto- civiltà come l'araba, la turca, l'indonesiana, ecc.

Il mondo si trova suddiviso in 7 o 8 grandi civiltà: occidentale, confuciana, giapponese, islamica, indù, slava- ortodossa, latino- americana e, forse, africana. Le possibilità che le guerre future siano combattute su linee di civiltà piuttosto che ideologiche è confermata dal crescente sentimento di appartenenza che ogni popolo sente per il proprio modello di civiltà rispetto ad altre forme di aggregazione. Cosi l'immigrazione africana in Francia provoca un crescente risentimento in molti cattolici francesi mentre, per lo stesso motivo l'immigrazione di cattolici polacchi è vista con magnanimità. Inoltre, "...i processi di modernizzazione economica e cambiamento sociale nel mondo stanno separando le persone da vecchie identità locali. Essi indeboliscono lo stato- nazione come fonte di identità. In molti casi la religione ha provveduto a riempire tale gap, spesso sotto forma di movimenti definiti fondamentalisti..." di cui i vari movimenti islamici sono la più significativa espressione.

Quindi, il mondo tende a collocarsi su linee di frattura di civiltà, piuttosto che su fratture economiche (basti ricordare la frattura capitale- lavoro e la frattura terra- industria) o di organizzazione politica (conflitto centro- periferia). D'altra parte, le caratteristiche e le differenze culturali sono meno mutevoli delle altre differenze di carattere politico ed economico. Si può facilmente diventare ricchi, ma meno facile è, per un cristiano, diventare musulmano e viceversa.

La linea di demarcazione tra civiltà occidentale da una parte, civiltà cristiano- ortodossa e islamica taglia l'Europa esattamente a metà. Partendo dalla Finlandia (i confini dell'antico Granducato di Finlandia), essa taglia a metà la Bielorussia attuale, l'Ucraina, la Romania, esclude totalmente la Serbia ma comprende per intero la Croazia. Si tratta, ovviamente di una linea solo approssimativa, dato che nei Balcani non esiste una identificazione perfetta tra stato e religione, o tradizioni religiose. L'Occidente, se non verrà instaurato un nuovo ordine, si troverà a dover affrontare gravi crisi derivanti da questa frattura e dalle altre nelle quali il mondo si trova diviso. Oggi più che mai persone appartenenti a culture diverse tendono a unificare i propri sforzi al fine di raggiungere obiettivi comuni. Il rally-around-the flag di molti arabi nelle questioni della guerra di Bosnia, del Kossovo e di Cecenia dimostrano la valenza della teoria di Huntington dello scontro di civiltà. Infatti, nella guerra in Bosnia, l'Occidente ha manifestato simpatia per le sofferenze inflitte ai musulmani dai serbi, ma certamente non si è levato in difesa dei musulmani quando ad attaccarli furono i cattolici croati.

Tra le varie forme di civiltà che abbiamo prima indicato è ovvio che la civiltà occidentale si trova attualmente ad un elevato stadio di potenza. Sia in ambito economico sia in ambito militare la potenza dell'Occidente è senza rivali. In seno a tutte le più importanti organizzazioni internazionali il potere occidentale influenza i decision- making processes. Ciò ovviamente ha provocato un crescente sentimento di ostilità tra gli appartenenti alle culture non occidentali che a volte si traduce in atti sanguinosi come quelli cui siamo stati testimoni recentemente. Perché la guerra terroristica che sta progressivamente estendendo i propri gangli in tutto il mondo, potendo sfruttare la presenza di disperati pronti a tutto pur di ottenere la "buona morte", non è altro che una guerra tra civiltà opposte e, a volte, contrapposte, che hanno avuto storie e origini diverse e che si fondano su valori diversi.

! Erik Marangoni
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The Clash of Civilizations and the Remaking of the World Order
  • Autore:
    Samuel P. Huntington
  • Editore:
  • Prezzo: n.d.
  • Pagine: n.d.

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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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