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Come cambia il Ministero dei Beni Culturalidi Edoardo Albani - 28 novembre 2003 Lo scorso 19 settembre il Ministro Giuliano Urbani ha presentato al Consiglio dei Ministri lo schema del decreto legislativo per la riforma dell'organizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Con la legge 137/2002 infatti, il Governo è stato delegato dal Parlamento ad adottare uno o più decreti legislativi, correttivi o modificativi di altri provvedimenti concernenti la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche già emanati ai sensi della legge 59/1997. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, istituito con il Decreto Legislativo 368/1998, si articola attualmente in otto Direzioni Generali competenti in settori di intervento alquanto specifici quali ad esempio i Beni Archeologici, Archivistici, Paesaggistici, Artistici e Storici. Il mantenimento dell'unità dell'azione amministrativa è assicurata dal Segretario Generale che opera alle dirette dipendenze del Ministro. Con la "riforma Urbani", questo Ministero verrà strutturato in tre Dipartimenti: uno per le Antichità, le Belle Arti ed il Paesaggio, un Dipartimento per lo Spettacolo e lo Sport ed infine uno per le Ricerca e l'Innovazione. Dai Dipartimenti dipenderanno le Direzioni Generali, mentre verrà abolito il Segretariato Generale. Al primo Dipartimento faranno capo le Direzioni Generali per l'Archeologia, per i Beni Artistici e Storici, per l'Architettura e l'Arte Contemporanea, per gli Archivi, per le Biblioteche e gli Istituti Culturali e quella per i Beni Architettonici ed il Paesaggio. Dal Dipartimento per lo Spettacolo e lo Sport dipenderanno invece le Direzioni Generali per la Musica ed il Teatro e per il Cinema. Infine il Dipartimento per la Ricerca e l'Innovazione verrà suddiviso in Risorse Umane e Formazione, Innovazione Tecnologica e Promozione; ad esso faranno capo anche gli istituti centrali che si occupano della ricerca quali l'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, l'Istituto Centrale per il Restauro, l'Opificio delle Pietre Dure e l'Istituto per la Storia dell'Arte. In coerenza con una moderna visione della tutela, verrà inoltre istituito al suo interno un Ufficio Servizi che curerà la promozione del nostro patrimonio culturale, il miglioramento dei servizi museali ed il rapporto con il pubblico. Il Ministro Urbani ha indicato in questo dipartimento il cuore stesso di una riforma finalizzata ad una gestione più efficace dei Beni Culturali ovvero di un settore che per la prima volta viene considerato come una risorsa importante per il Paese. Proprio per questo le novità riguarderanno anche il personale interno. La Direzione Risorse provvederà a sviluppare politiche di formazione finora colpevolmente trascurate mentre, ad un livello più alto, verranno conferiti ai vari Soprintendenti Regionali effettivi poteri di gestione e coordinamento. Un altro ambito in cui finalmente si è deciso di intervenire è quello dei rapporti tra cittadino ed amministrazione. E' prevista infatti l'istituzione graduale di uffici provinciali che consentiranno la presenza di almeno uno sportello dei Beni Culturali in ogni provincia. Inoltre, per una maggiore garanzia dei cittadini, la competenza regolativa dei vincoli verrà affidata ad organi collegiali composti dai diversi Soprintendenti competenti nel territorio. In definitiva, questa riforma costituirà una tappa fondamentale nel passaggio da una tutela fine a sé stessa, espressione di una Sinistra priva di reali capacità innovative ad una tutela più moderna, caratterizzata anche da un ruolo decisivo dei privati nella gestione di servizi finalizzati al miglioramento della fruizione pubblica e della valorizzazione del patrimonio artistico. Il settore dei Beni Culturali potrà quindi rappresentare una voce importante nella nostra economia. L'immenso patrimonio storico, artistico e paesaggistico del Paese, per lungo tempo offeso da un'indifferenza diffusa, ritorna ad essere parte integrante della nostra identità. Il cambiamento è allo stesso tempo possibile e conveniente come dimostrano, ad esempio, le realtà di Arezzo e Lecce, due città destinate fino a poco tempo fa ad un inesorabile declino, oggi invece mete ambite di un turismo nazionale ed internazionale sempre più esigente. E' importante infine sottolineare che questa riforma è stata progettata e sarà attuata da un Governo di centro-destra. Partendo da tale constatazione infatti, si può comprendere quanto sia stato sterile in tutti questi anni il primato della Sinistra nella Cultura italiana.
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Ragionpolitica, periodico on line n.33 del 28/11/2003 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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