|
|||||||
|
|
Riscoprendo l'essenziale: la poesia di Agostino Gandolfidi Mariacristina Nasi - 12 dicembre 2003 Agostino Gandolfi vive a Correggio (in provincia di Reggio Emilia), dove è nato nel 1938, e qui compone i suoi versi, ospitati anche in antologie di poeti contemporanei ("Verso il nuovo millennio, antologia di poeti nuovi", edizioni Tracce, Pescara, 1999; "Poeti e novellieri contemporanei: edizione 2003", edizioni Golden Press, Genova, 2003). Dotato di una indubbia padronanza dei mezzi espressivi, che si rivela altresì nella sua esperienza di traduttore, soprattutto di Blake, Keats, Coleridge, Carroll, Rimbaud, Baudelaire, Verlaine, Trakl, egli fa suo il linguaggio ermetico della poesia più pura, entra nella lingua e la divora, per presentarla rinnovata dei suoi sensi. La sua poesia si legge dentro, si agita e si impossessa delle parole, riscoprendole più vere e caricandole di vita: ESSERE Non è la Vita che stanca - Potessimo non prenderci sul Serio - (Tratta da "L'Enigma", edizioni F.G.T., Correggio, 1988, p. 148) Leggere Agostino Gandolfi è immergersi nell'essenziale, entrare a contatto con la poesia pura, lontano dai compiacimenti, dalle mode, dalle parole facili, per appropriarsi dell'essenza dei vocaboli, giocare con essi e trasformare la parola in una scia di sensazioni: ATTENDERE L'ATTESA Ore lunghe come la Luce delle Stelle (Tratta da "La Notte Alta", edizioni F.G.T., Correggio, 1984, p. 90) Gandolfi agisce sul verso, lo spezza o lo distende, lo amplia o lo contrae, ogni termine si lega all'altro per costruire il senso della poesia: QUESTA MALINCONIA Eppure non è vana questa Malinconia (Tratta da "L'Enigma", p. 180) A SERA A sera penetriamo (Tratta da "Idee Assolate", Genesi Editrice, Torino, 1991) Non è una facile lettura quella di Agostino Gandolfi, non vuole esserlo, perché frutto del sentire del poeta, prodotto della volontà di dare forma a ciò che fluisce nel suo animo: LA TANA PER RINASCERE Come si spreca il Vento nel Deserto E nemmeno un Fiore da constatare - Si profònde l'Anima nel Nulla (Tratta da "La Notte Alta", p.91) Le parole quotidiane acquistano nuovo senso, si impreziosiscono e si affinano in un unicum carico di vissuto, che tracima da ogni parola, che si coglie in ogni pausa: NON E' FACILE Non è facile essere veri - (Tratta da "L'Enigma", p. 135) IL VIVERE E' TROPPO POCO Forse il vivere è troppo poco (Tratta da "Troppa Luce", Genesi Editrice, Torino, 2001) La poesia di Agostino Gandolfi è densa e intensa, colma di concetti. E' in continuo divenire, si muta nel farsi e si arricchisce di neologismi. Non si può parafrasarla, non si deve, solo la si può leggere, e cercare di afferrare il significato profondo delle parole, la loro bellezza intrinseca, cogliendo forse così anche il senso della vita: IL CALCOLO SOTTINTESO A vivere giochiamo Il Vento che ci rincorre E se tocchiamo l'Aratro Finché un Giorno moriamo A sussurrarci troppo piano (Tratta da "La Notte Alta", p.40)
|
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.35 del 12/12/2003 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||