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Il ritorno della "Fenice"di Edoardo Albani - 27 dicembre 2003 E la Fenice, rinata, si alzò in volo, in un giorno di festa inattesa, battendo le variopinte ali al ritmo di classiche sinfonie. L'armonia della musica, la più eterea tra le arti, guidava il suo istinto. In poco tempo, quello che basta all'uomo per nascere, vivere e poi morire, fu sopra i tetti di Venezia, città austera, antica potenza, effimero sogno tra cielo e mare. In alto la Luna, tacita e sublime, illuminava la città, guidando il lento vagare di nubi erranti. Ormai preda del cielo, la fantastica creatura volteggiò, come impaziente, sopra le dimore celesti di Aurora dita rosate, per poi svanire, come ricordo o vanità, verso i lontani lidi orientali, verso la terra del sacro Nilo, oltre le nude vette d'Etiopia. Ancora una volta, come da sempre, l'Arte è rinata dalle ceneri dell'umana miseria. L'Arte così superflua e così necessaria. L'arte che non ha prezzo, come un'emozione o una speranza, che racconta ed incanta che fa sognare o riflettere. L'arte come l'uomo così contraddittoria, così effimera ed unica. Il teatro "La Fenice" è stato finalmente restituito all'Italia ed al Mondo intero, a circa otto anni da quella terribile notte di gennaio del 1996 in cui un violento incendio appiccato da due maldestri elettricisti in bolletta, aveva completamente distrutto uno dei templi della Musica, provocando una profonda ferita al nostro patrimonio artistico e culturale. A fiamme domate, dopo molte ore di difficile lavoro dei Vigili del Fuoco, del maestoso edificio, inaugurato il 16 maggio 1792, non rimanevano che i muri perimetrali, nudi, privi di vita, come una barca senza vela su di un mare mosso da vivace brezza. Dopo il "Petruzzelli" di Bari, non ancora ricostruito, monumento ad un Meridione abbandonato a sé stesso, un altro teatro, forse il più illustre e famoso in Italia dopo "La Scala" di Milano, chiudeva drammaticamente i propri battenti. Lo spettacolo era rinviato o, forse, interrotto per sempre. Il destino della "Fenice" era ed è intimamente legato a quello di Venezia. Conscio di tale indissolubile connubio, l'allora Sindaco del capoluogo veneto, Massimo Cacciari, a ceneri ancora calde, aveva sostenuto con forza la necessità di ricostruire il teatro "dov'era e com'era". Una sfida non da poco in un'Italia che troppo spesso dimentica, colpevolmente, i propri monumenti. Quanta rovina ha prodotto nel nostro Paese la "cultura del cemento"! Se oggi la "Fenice" è rinata, molto si deve alla volontà di una città e di un'intera nazione di riappropriarsi, mattone dopo mattone, della propria storia e della propria identità. Il restauro di un'opera d'arte è infatti, prima di tutto, l'espressione più autentica e vera del riconoscimento della Tradizione come valore irrinunciabile per far fronte alle molteplici sfide del futuro. Un futuro che finalmente, dopo sette anni, dieci mesi e quindici giorni di duro lavoro, quattordici cause in tribunale ed una spesa complessiva di circa novanta milioni di euro, è diventato realtà. "La musica ci annuncia che l'incubo è finito", ha detto, in apertura della cerimonia inaugurale del teatro veneziano, lo scorso 14 dicembre, un commosso Paolo Costa, Sindaco della città lagunare e Commissario governativo per la ricostruzione della "Fenice". Gli stucchi, le dorature, le pitture "bamboleggianti" secondo la definizione di Sgarbi, il grande sipario donato da Laura Biagiotti in memoria del marito Gianni Cigna e costato circa centomila dollari, contribuiscono a rendere entusiasmante la visione d'insieme dell'interno del teatro e a far svanire il ricordo della distruzione passata. Con la "Consacrazione della casa", il brano composto nel 1822 da Beethoven per l'apertura del Teatro Josephstadt di Vienna, Riccardo Muti ha dato inizio ad un concerto carico di emozioni, durato circa due ore, con musiche di Stravinskji, Caldara e Wagner. "La speranza - ha detto il grande direttore d'orchestra - è che con questa serata inizi una nuova vita per La Fenice. E' un impegno per la nostra cultura. La storia del nostro paese è anche una storia di musica". Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, è il primo ad esser orgoglioso della rinascita della "Fenice": "Venezia è una città internazionale, appartiene a tutto il mondo, ma spero che la Fenice torni ad essere il teatro dei veneziani. E sono d'accordo che sia rinata come era; non poteva esser diversamente. I miei più sinceri complimenti a tutti coloro che hanno lavorato alla ricostruzione ed al sindaco che ha rispettato i tempi". Ed il sindaco Costa, che in questi ultimi anni ha potuto contare sulla fiducia e sull'appoggio del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giuliano Urbani, presente al concerto, ha sottolineato nel suo discorso la valenza internazionale di questo straordinario evento: "Il nostro obiettivo era di rimettere Venezia sulla lunghezza d'onda del mondo". Ed il mondo, da sempre affascinato dal mistero di questa città, un tempo porta d'Oriente, ha accolto con gioia la rinascita della "Fenice". Tra i mille e novantotto selezionatissimi ospiti presenti in sala, molti erano stranieri, provenienti da vari paesi europei, dagli Stati Uniti, dal Giappone e perfino dalle Mauritius. L'attenzione internazionale verso il nostro immenso patrimonio storico, artistico e culturale non può esser delusa. L'Italia è prima di tutto una terra d'arte. Molti dei nostri tesori attendono ancora di esser restaurati, valorizzati, vissuti. Ogni traccia della storia deve esser salvaguardata e rispettata. Il nostro Governo sta facendo già molto in questo senso, ma la tutela, com'è noto, non può esser "imposta". Solo educando le nuove generazioni al Bello, si potranno evitare in futuro eventi disastrosi come quello che ha colpito Venezia. L'augurio è che l'alto ed impercettibile volo della Fenice possa non aver mai fine.
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Ragionpolitica, periodico on line n.37 del 26/12/2003 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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