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Non solo Viennadi Elena Siri - 9 gennaio 2004 Un ottimo inizio d'anno questo 2004 all'insegna di una identità culturale europea davvero interessante e ricca di spunti. Tra le varie arti la musica, come spesso è avvenuto nella storia, si è fatta foriera del nuovo clima intellettuale e annunciatrice di nuove tendenze. La televisione di stato italiana con una lodevole iniziativa di rinnovamento compie una scelta coraggiosa e significativa: la diretta del concerto di capodanno dal nuovo rinato Teatro de La Fenice di Venezia invece che da Vienna. Vi pare poco? Lo storico e tradizionale evento musicale viennese che da trent'anni è seguito in collegamento diretto da tutte le nazioni europee cede il posto ad un concerto italiano. L'orchestra è quella del Teatro de La Fenice, il direttore è il mitico Lorin Mazeel , il repertorio tutto italiano da Verdi a Rossini . Il Teatro ricostruito è di una tale bellezza da incantare i telespettatori e da offuscare l'eleganza del "salone delle feste" di Vienna. Ma certo questo concerto tutto italiano non nasce per il gusto di dare origine ad una contrapposizione; l'evento non è nel "togliere" alla cultura europea ma piuttosto nell'aggiungere. Il nuovo appuntamento musicale della Fenice di Venezia non vuole sminuire né oscurare il celebre capodanno viennese: vuole semmai unirsi al panorama della nuova cultura musicale europea, arricchire il coro, cimentarsi in questa festa musicale di inizio anno. La Rai ha dimostrato ampiamente questa intenzione trasmettendo in differita di poche ore in televisione e la sera stessa alla radio l'integrale dell'incantevole concerto di Vienna (direzione affidata all'italianissimo Riccardo Muti). Da ora in poi tutti i cittadini del mondo amanti della musica avranno un'occasione in più per trascorrere un primo dell'anno di buon augurio e indimenticabile; agli italiani è riservata inoltre un'emozione speciale nel vedere rinato il gioiello storico e architettonico di Venezia, simbolo di una Italia che cresce, che davvero mantiene le promesse e che realizza grandi opere. Qualcuno ha gridato all'affronto, qualcuno ha parlato di provocazione, c'è chi ha persino sentito odore di autarchia e di nazionalismo. Ma la maggioranza degli italiani è fiera di questa proposta operata dalla nuova Rai. Alcuni giornalisti hanno apertamente condannato la possibile "gara" o la "competizione" in cui rischiano di cadere con questi due eventi musicali; ma vivaddio se davvero ritornassero i tempi i cui i musicisti rivaleggiavano e le corti facevano a gara per circondarsi dei migliori artisti! Che gioia se i giornali si occupassero di scontri tra repertori musicali e interpretazioni orchestrali tra l'Austria e l'Italia e che bellezza se nei bar si tifasse per Muti o per Maazel come una volta si tifava Coppi! Si ritornerebbe ad ascoltare musica , a cantare arie delle operette, ad insegnare ai bambini la cultura musicale europea. Sarebbe davvero il segno che questa Europa è ritornata allo splendore, che la cultura rifiorisce e che la civiltà non è solo il benessere economico ma passa anche attraverso le esperienze estetiche e spirituali. E allora perché non mostrare entusiasmo per un evento che non può certo creare disastri ma semplici ed emozionanti sfide artistico-intellettuali? Possiamo davvero augurarci che altre nazioni rispondano con altrettanto spirito e altrettanta bellezza creando nuove occasioni musicali e diffondendo cultura musicale nella nuova Europa.
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Ragionpolitica, periodico on line n.39 del 9/1/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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