RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Il Nunzio dei no global

di Pietro De Leo - 16 gennaio 2004

Ancora una volta i, no-global fanno cronaca. Probabilmente, per molto tempo ancora, saremo costretti a sopportare un noiosissimo circo fatto di manifestazioni, sit-in, presidi, proteste, rovesciamenti di letame qua e là al centro di Roma e di altre nostre bellissime città. Basti pensare che lo scorso lunedì, quando 12 esponenti del movimentiamo romano, compreso il loro paladino Nunzio D'Erme sono stati arrestati, sul sito indymedia.org già comparivano messaggi di chi si dichiarava disponibile a consegnare "letame bovino" amorevolmente raccolto "ai compagni che volessero ritirarlo" .

Qua e là per il web, è tutto un fiorire di messaggi di solidarietà, comunicati, dichiarazioni, e così nelle radio "antagoniste", che non si sono lasciate scappare l'occasione per lanciare deliranti accuse, promuovere dibattiti (fra persone che la pensano allo stesso modo, com'è nel loro stile inconfondibile), mandare in onda "speciali" sulla repressione verso il movimento degli eroi del bene che lottano contro l'esercito del cieco capitalismo.

Primo attore della commedia è ancora lui, Nunzio D'Erme, l'eccentrico consigliere comunale romano eletto tra le file di Rifondazione Comunista, che il 4 ottobre scorso guidò la protesta a Palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi, di fronte al quale fu rovesciata una consistente quantità di letame. E' stato arrestato all'alba di lunedì. Su di lui pesa l'accusa di aver aggredito gli uomini delle forze dell'ordine che il 4 ottobre tenevano a bada i manifestanti alla conferenza intergovernativa a Roma. Lui si difende, dicendo che le foto non dimostrano nulla, che essere ripreso con in mano un bastone, casco e scudo di plexiglas non implica l'aggressione. Già è iniziata la sua opera di santificazione; c'è chi è pronto a sostenerne la candidatura a sindaco di Roma e chi si spinge più in là prevedendolo all'Europarlamento, anche se dubito che lì lo facciano entrare con indosso le t-shirt del Che Guevara, come dicono ami presentarsi nell'Aula Consiliare romana. Staremo a vedere. Quello che interessa non è questo.

Piuttosto, la preoccupazione è nei confronti di chi, da molto tempo, continua a voler dare una legittimazione politica ad un movimento il quale, stando così le cose, non può né deve essere considerato come interlocutore politico.

Non è un discorso di opinioni, ma di merito. Non si deve, infatti, dare appoggio a chi vede le istituzioni come nemici da abbattere, fa della calunnia e della disinformazione la chiave di comunicazione politica e, soprattutto, fatica ad accettare l'assetto politico creato e stabilito dalla democrazia.

Ma sono in molti che lo fanno. Non è un mistero che una delle più grandi ambizioni del nostro centrosinistra è quella di creare un bacino elettorale che comprenda anche la frangia antagonista. Già Fassino tese loro la mano al famoso congresso di Pesaro, cercando in seguito un contatto. Molto più efficace è stato Veltroni il quale, per fare del consiglio comunale di Roma la stella polare di tutta la sinistra, non si è risparmiato dal conferire a D'Erme, considerato il paladino del movimentismo romano, un importante incarico, la delega al bilancio partecipativo, che, dopo il fattaccio di Palazzo Grazioli gli è stata sì tolta, ma affidata ad Action, l'associazione di cui è esponente. Praticamente l'ha fatto uscire dalla porta e rientrare dalla finestra. In barba agli elettori e all'opposizione.

E come dare torto a chi dice che a questo punto si pone un problema politico? L'ordine pubblico e il rispetto verso le istituzioni e le forze dell'ordine dovrebbe essere al primo posto fra gli obiettivi di qualsiasi programma politico. Un riconoscimento politico all'antagonismo è alquanto dannoso e finisce rafforza questi movimenti che già, purtroppo, trovano un ampio sostegno presso certa stampa che ne giustifica le azioni eversive e dà risalto ai loro proclami.

Non credo possa bastare l'imbarazzo e il silenzio dietro i quali si è trincerato lo stato maggiore dell'Ulivo (Veltroni compreso) a seguito degli arresti e dell'esibizione di prove che sembrano inequivocabili.

Serve una presa di posizione, una dimostrazione di responsabilità. Per pensare, almeno una volta, più al bene comune che a quello di partito.

! Pietro De Leo
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.40 del 16/1/2004
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata