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Dimenticare l'arida settimana rossa

di Andrea Borneto - 21 gennaio 2004

L'arida settimana rossa (12-17 gennaio), che il paese è stato costretto a sopportare, mostra come fino a oggi l'Italia sia una comunità dove i poteri oligarchici spadroneggiano indisturbati, mentre la sovranità popolare viene continuamente calpestata. Leonardo Sciascia, in un suo memorabile romanzo, (che gli valse il titolo di "Anti-Gattopardo"), arrivò ad immaginare l'autodissolvimento delle oligarchie per la sopravvenuta impossibilità di mantenere in piedi l'inestricabile rete di ricatti incrociati su cui si fondano. Lo scandalo Parmalat-banche e l'attività della Consulta hanno convinto lo storico Gaetano Quagliariello che in questi giorni stiamo vivendo proprio l'ultimo capitolo del romanzo sciasciano.

Questa settimana il Parlamento sta dando un'ulteriore spinta alla dissoluzione dei "poteri forti rossicci" con un programma di lavoro con i fiocchi, che rende onore al decennale di Forza Italia: finalmente il progetto della "grande riforma" della Costituzione è arrivato nell'Aula del Senato. In Commissione, la maggioranza ha approvato diversi emendamenti nella direzione voluta dall'opposizione:

- il premier non sarà più "indicato"sulla scheda elettorale, ma sarà solo "collegato"ai candidati alla Camera;

- lo scioglimento della Camera non avrà luogo se la maggioranza, entro dieci giorni dalle dimissioni del Premier, riesce ad eleggere un successore rimanendo invariata;

- inoltre è stato previsto che all'opposizione venga attribuita la presidenza delle commissioni di garanzia e che possa eleggere un suo Speaker.

In Aula l'accoglimento di queste richieste dell'opposizione dovrebbe essere mediata dall'introduzione di alcuni emendamenti di maggioranza volti a reintrodurre l'immunità parlamentare e a ridisegnare la Corte Costituzionale. L'attività della Corte, infatti, ha mostrato che essa, oltre a essere centralista per vocazione, è anche irriducibilmente partigiana: è stato dimostrato (Mannoni) che la giurisprudenza della Corte sul pluralismo è mutuata interamente dai libri di Zaccaria e, inoltre, che la sentenza sul Lodo Maccanico-Schifani è in contraddizione con la sentenza 148/1983 che giudicò costituzionale la legge ordinaria che rendeva insindacabili i membri del CSM (Cossiga ritiene addirittura che il Governo dovrebbe cancellarla con un decreto legge). Per rimediare alla faziosità della Corte si rende necessario accompagnare l'elezione di giudici rappresentanti delle autonomie con una norma transitoria che preveda la rielezione di tutti i membri della Corte (Baget Bozzo). Inoltre, sarebbe anche necessario prevedere che il Presidente della Corte sia eletto dal Parlamento (Mazzella).

Al Senato prosegue anche l'esame del d.d.l. sull'ordinamento giudiziario che elimina la carriera automatica dei magistrati. E'inutile diminuire il numero dei parlamentari per diminuire le tasse, come prevede la "grande riforma" della Costituzione, se si lascia che i Magistrati, dopo pochi anni dall'assunzione, arrivino automaticamente, senza merito, a guadagnare come i Parlamentari.

Nell'altro ramo del Parlamento, alla commissione Telecomunicazioni della Camera, fervono i lavori per il riesame della "legge Gasparri"; anche in questo procedimento l'eventuale accoglimento di alcune pretese quirinalesche dovrebbe essere riequilibrato dall'abolizione dell'attuale art. 6 del testo di legge che, per ora, ribadisce la "par condicio" di ulivesca memoria.

Viene spontaneo concludere pensando che quando questi cruciali provvedimenti diverranno legge, anche i parlamentari della maggioranza potranno, a buon diritto, fregiarsi, come il grande scrittore siciliano, del titolo di "Anti-Gattopardi".

! Andrea Borneto
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