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numero 280
6 marzo 2008
 
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I docenti che insegnano a boicottare le istituzioni

di Marta Stoffella - 30 gennaio 2004

Lunedì 26 gennaio il ministro Moratti è in visita all'Istituto Arcivescovile di Trento per l'inaugurazione di alcuni laboratori sperimentali all'interno della scuola. In Trentino scoppia la rivolta. Docenti di sinistra assieme a genitori e studenti disinformati si uniscono per dar vita ad una vera e propria operazione di sabotaggio, scambiando questa visita come un faccia a faccia all'ultimo sangue con il ministro. "Moratti, ministro distruzione", canti come "Bella ciao", uova e vernice lanciati contro le forze dell'ordine che presiedono i cancelli dell'Arcivescovile, un manganello allo stomaco di una ragazza che molto probabilmente sta facendo qualcosa che non dovrebbe fare.

Ma tutto questo per cosa? "Perché la scuola pubblica è in pericolo" rispondono in molti, "Perché siamo contro i finanziamenti alle scuole private" rispondono altri. Ma come? Finalmente un ministro dell'Istruzione si rende conto che il nostro sistema scolastico è uno dei peggiori a livello europeo e che i nostri livelli di apprendimento si collocano fra il 21° e il 26° posto della classifica internazionale ed i diretti interessati (docenti in primis) si oppongono ad un miglioramento? Tutto ciò appare sconcertante!

La riforma Moratti parte dal presupposto che il sistema scolastico attuale non funziona, che i ragazzi non sono seguiti nelle loro scelte, che non sono liberi di optare per le materie di loro interesse e che una volta usciti dalla scuola si trovano completamente disorientati in mancanza di un collegamento con il mondo del lavoro. Di conseguenza elenco gli obiettivi di questa riforma tanto contestata: creare una scuola per la persona, una scuola che conceda più libertà di scelta allo studente (anticipo iscrizioni, percorsi personalizzati e orari adattabili alle esigenze delle famiglie), una scuola che valorizzi la persona per le sue particolarità ed attitudini, ed infine una scuola che con un suo sistema di valutazione nazionale assicuri una maggiore qualità dell'istruzione.

Tra tutti questi obiettivi non vedo nulla di tremendo, non mi sembra che questa riforma vieti l'istruzione ad alcuni favorendo altri; anzi, altra novità sono i tanto discussi finanziamenti alle scuole private. Ma dico, cosa c'è di meglio di una riforma che cerca di aprire le porte dell'istruzione privata ad un maggior numero di ragazzi? Cosa c'è di tanto terribile nel tentare di rendere più competitive tra loro le scuole, che saranno libere di scegliere orari e materie in modo più autonomo, e di conseguenza di essere più efficienti? Non funziona forse allo stesso modo in Inghilterra? E in Germania? I due più grandi governi di sinistra in Europa, o sbaglio? Non è forse più giusto che un genitore possa decidere in che scuola mandare il proprio figlio (pubblica o privata) potendo valutarne alla luce del sole i programmi, gli orari e soprattutto i docenti?

Ecco, i docenti! Tanto imbestialiti per questa riforma; ma come mai, visto che la stessa riforma prevede per loro, tra l'altro, un aumento di 147 euro al mese, nonché corsi di formazione e aggiornamento continui? Sarà forse perché finalmente qualcuno potrà verificarne l'insegnamento obiettivo ed imparziale (ripenso ai miei professori di storia e filosofia...) ed eventualmente prendere dei provvedimenti? Ma, chissà...Sarà forse perché con questa riforma ci sarà più concorrenza anche tra loro? Sia ben chiaro: ho molta stima per quei docenti, che per fortuna ci sono e sono molti, che lavorano con passione e che meritano grande ammirazione, soprattutto perché allo stato attuale delle cose risultano sottopagati.

Ma tornando al mio caro Trentino, forse i disinformati non sanno che per l'Università di Trento è previsto un finanziamento di 2 milioni di euro per portare a Trento professori stranieri e ricercatori di alta qualità; e soprattutto che le scuole trentine avranno ancora maggiore autonomia per la scelta degli insegnanti e per l'insegnamento di materie più indicate al contesto del territorio in cui viviamo.

Allora perché criticare una riforma dai valori così importanti come la libertà e l'autonomia? Perché opporsi ad una riforma che altro non fa che allineare l'Italia ai modelli di istruzione più avanzati in Europa? Per il fatto che tale riforma viene da un governo che ai "disinformatori" non è mai piaciuto, un governo di centro-destra criticato a priori per il suo premier, un governo che però lavora e propone (la riforma Moratti ne è una prova).

Io sollecito chiunque a leggere questa riforma in tutti i suoi aspetti prima di parlare, prima di emettere giudizi insensati e politicamente strumentalizzati. Cari docenti: non c'è cosa peggiore che emettere giudizi politicamente strumentalizzati a degli studenti non ancora formati e perciò influenzabili più di chiunque altra persona.

! Marta Stoffella
Gli ultimi commenti
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