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Il pianista

di Andrea D'Elia - 30 gennaio 2004

Il pianistaIl 1 Settembre 1939, le truppe tedesche occupano la Polonia, nonostante una coraggiosa ma allo stesso tempo disperata resistenza dell'esercito. Di tre milioni e mezzo di ebrei polacchi, 360.000 vivono a Varsavia: è il "serbatoio di Hitler" dove vengono ammassati anche omosessuali, zingari ed infermi (questi ultimi immediatamente "sollevati" dalle loro sofferenze grazie all'azione "misericordiosa" delle camere a gas). Le SS, in collaborazione con la Gestapo, confiscano tutti i beni agli ebrei, costringendoli e relegandoli nel noto "Distretto Ebraico", un vero e proprio ghetto circondato da mura (nel Luglio 1942, 300.000 ebrei vennero deportati a Treblinka per la cd. "soluzione finale").

Tutto comincia con lo scoppio di una bomba. Il protagonista, Wladislaw Szpilman (Adrien Brody), benestante ebreo polacco, e talentuoso pianista conosciuto in tutta la capitale, insieme alla sua famiglia, non si preoccupa per l'improvvisa detonazione, anzi, esulta alla notizia sentita alla radio che comunica la dichiarazione di guerra dell'Inghilterra alla Germania, probabile segno della futura fine dell'occupazione. La reazione dei nazisti è quasi immediata: nessun ebreo può tenere in casa più di una certa somma di denaro, camminare sul marciapiede, usare i bagni pubblici, recarsi al bar o sedersi sulle panchine: è l'inizio dell'olocausto.

Il pianistaSzpilman, per riuscire a sopravvivere all'interno del ghetto, suona in un locale, ma le restrizioni sono sempre più pressanti e gli assassinii sempre più frequenti, ingiustificati e casuali e, una volta resosi conto del destino inesorabile a cui sarebbe andato incontro, decide di fuggire, aiutato da una ragazza, conosciuta poco tempo prima, che riesce a procurargli un appartamento "sicuro", ma che poi, scherzo della sorte, diventa a sua volta un ghetto, forse ancora peggiore di quello dal quale è appena fuggito; infatti, come un prigioniero, non può assolutamente uscire, soffre la fame, dipendendo in tutto dalla generosità degli altri che, sfruttando la situazione riescono con l'inganno a portargli via anche l'amato l'orologio con la scusa dell'acquisto di generi alimentari. Infine, i vicini filo-nazisti lo costringeranno a nascondersi tra le rovine di una Varsavia bombardata e devastata. Adesso è solo, nessuno può aiutarlo, uscire allo scoperto vuole dire andare incontro ad una morte certa, infatti, i tedeschi sono dappertutto e sembra abbiano ormai perso la testa sparando a chiunque si presenti a portata di fucile.

Il pianistaIl regista, Roman Polanski (premio oscar come miglior regista), riesce a rendere molto bene il senso claustrofobico e sempre più soffocante di un ghetto dove le privazioni e i soprusi sono all'ordine del giorno, ingenerando nello spettatore, un sentimento di disperazione e di impotenza, che, nato nell'incredulità per il destino che la storia ha scritto, portava gli ebrei di Varsavia, convinti che la situazione non sarebbe potuta peggiorare, ad un paradossale ottimismo.

Tutto questo è rappresentato dall'impeccabile recitazione del protagonista, disperato ed affamato, nascosto tra le rovine, spettatore impotente di fronte agli eventi drammatici come la coraggiosa insurrezione (repressa nel sangue) degli abitanti del ghetto e le spietate esecuzioni anche di vecchi e bambini. A differenza di Spielberg, poco credibile in alcuni momenti del romanzato "Schindler's List", Roman Polanski riesce a far apparire una realtà cruda che rispecchia il momento storico. Attraverso gli occhi di Szpilman, come in un documentario, riusciamo a fare un salto nel passato ed osservare da vicino frammenti dello sterminio programmato.

Un ottimo film, vincitore di tre premi Oscar (miglior attore, miglior regista, miglior sceneggiatura non originale), che sicuramente vale la pena di vedere, visti i temi affrontati e le immagini particolarmente crude e sconvolgenti, ma in nessun modo esagerate che, se pur in maniera traumatica ci insegnano e ci invitano ad una riflessione approfondita.

! Andrea D'Elia
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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