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Nomination agli Oscar: regna la polemicadi Andrea Fontana - 6 febbraio 2004 Appena sono apparse le nomination agli Oscar sono subito esplose le solite, intramontabili polemiche, a partire dall'esclusione di Io non ho paura di Salvatores. Ma andiamo con ordine: le nomination come miglior film sono andate a Il Signore degli Anelli- il ritorno del re, Mystic river, Lost in translation, Master & commander e Seabisciut. Titoli eccellenti, non c'è dubbio, in particolare Mystic river, l'ultimo grande lavoro di un Clint Eastwood in stato di grazia. Ma ci si chiede il perché della mancanza di Kill Bill di Tarantino o di Big Fish di Burton. L'Accademy ha già dimostrato più di una volta che gli Oscar non premiano la qualità ma la quantità (monetaria) che le pellicole portano alle casse delle case di produzione. Per il valore artistico ci sono i Golden Globe, che non a caso sono presieduti da una giuria composta da giornalisti esteri. Come giustificare sennò la vittoria come miglior film nel '99 di Shakspeare in love, quando a concorrere per la stessa categoria c'era La sottile linea rossa, un capolavoro assoluto del cinema mondiale? Comunque ai Golden Globe ha dominato il terzo capitolo della saga tolkieniana, come a sottolineare che spesso le grandi produzioni non mancano di virtuosismo concettuale. Le nomination come miglior regista sono andate a: Peter Jackson per Il signore degli anelli- il ritorno del re, Sofia Coppola (figlia di Francis Ford) per Lost in translation, Peter Weir per Master & commander, Clint Eatwood per Mystic river e, a sorpresa, Fernando Meirelles per City of God. Martin Scorsese ci insegna quanto sia vacua la premiazione di tale categoria, dato che quest'ultimo, forse il più grande regista vivente, non ha mai vinto un Oscar. Le nomination che includono le premiazioni riguardanti gli attori (miglior attore, miglior attrice, miglior attore non protagonista e miglior attrice non protagonista) brulicano di grandi nomi, personalmente meriterebbero la vittoria Bill Murray (da sempre sottovalutato), Sean Penn (magistrale in Mystic river) e Johnny Depp nella categoria miglior attore; Charlize Theron in Monster e Naomi Watts in 21 Grammi come migliore attrice; Tim Robbins in Mystic river come miglior attore non protagonista. Peter Jackson si è lamentato dell'assenza di nomination per i suoi attori, ma credo che la scelta di escludere a priori i personaggi del Signore degli anelli sia giusta, poiché la compagnia di attori in una saga come questa non è catalogabile facilmente, l'azione è talmente corale che è impossibile definire quale sia l'attore protagonista e quello non protagonista. Le polemiche sull'esclusione di Russel Crowe, protagonista in Master & commander sono, a mio parere, infondate: l'attore australiano, gia vincitore della statuetta per l'interpretazione del Gladiatore (anche se la meritava di più per quella in Insider di Micheal Mann), regge l'intero film del regista Peter Weir col suo portamento e il suo carisma, ma l'interpretazione è ben lontana dalla perfezione che lo ha caratterizzato in lavori come il già citato Insider o in A beautiful mind. La categoria riservata agli effetti speciali vede contrapporsi lavori quali Il Signore degli Anelli- il ritorno del re, Master & Commander e La maledizione della prima luna, sembra palese e indiscutibile a chi andrà la statuetta. Stupisce l'assenza di Hans Zimmer nella categoria "miglior colonna sonora", che avrebbe gareggiato con L'ultimo samurai. Se è vero che Zimmer è un ospite fisso, con il rischio di una fossilizzazione della premiazione, è altrettanto vero che sarebbe un reato non riconoscere il valore e la straordinaria bravura di un musicista di tale livello. Infine le nomination per il miglior film straniero: Le invasioni barbariche, Evil, The Twilight samurai, Twin sister e Zelary. Escluso Io non ho paura di Gabriele Salvatores, tratto dall'omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti. La (nostra) critica specializzata ha preso la cosa come un atteggiamento snobista nei confronti del cinema italiano. È evidente che la tradizione degli Oscar non desidera ripetizioni, per mantenere quella caratteristica intrinseca tale da renderla sempre e comunque originale. Lo dimostra l'esclusione di Crowe e di Salvatores appunto, il quale aveva già vinto con Mediterraneo. La speranza è che non si ripeti il fatto, assolutamente vergognoso, avvenuto durante l'ultima edizione del Festival del cinema di Venezia, quando la premiazione con il Leone d'oro del Ritorno e la sconfitta di Buongiorno, notte aveva scatenato lo sdegno generale di quella che si compiace chiamarsi critica. Come se fosse implicito che in una manifestazione italiana debba per forza vincere un film italiano.
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Ragionpolitica, periodico on line n.43 del 6/2/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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