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Una scuola per lo sviluppo della maturità del caratteredi Gianni Antonio Bozza e Gianluca Negro - 27 febbraio 2004 Volendo sintetizzare le caratteristiche di una persona dobbiamo riferirci almeno a tre componenti:
Tutti e tre hanno uno sviluppo nel tempo. Come si sviluppa il fisico nel tempo così si sviluppano intelligenza e carattere; come si costruisce il fisico nel tempo così si costruiscono intelligenza e carattere. Per il fisico si è fatto molto. La Medicina ha permesso di superare quasi ogni ostacolo, l'Educazione fisica di potenziarlo al massimo. Anche per l'intelligenza si è fatto molto. Essa ha trovato nella scuola la sua palestra migliore. Dall'infanzia alla vecchiaia le capacità intellettuali arrivano a vette altissime grazie all'esercizio scolastico e al nutrimento culturale. Per il carattere, invece, si è fatto poco. Alla sua costruzione provvedono, fino a una certa età, le famiglie responsabili e affettuose, ma dall'adolescenza in poi al carattere il giovane deve pensarci da solo con l'aiuto della società che lo circonda. Per questo il giovane ha educatori privilegiati: nel 67% gli amici, il partner, i fratelli; nel 37% i genitori, raramente gli insegnanti e i preti; il 20% finisce per risolvere i propri problemi da solo. E la situazione di non raggiunta maturità lo lascia in balia di chiunque. La Psicologia ha attualmente metodi per aiutare tale crescita (che avviene a ogni età). Da essa trarremo pochi accenni sul carattere, sul suo sviluppo e sui metodi per formarlo. Cos'è il carattere?
Volendo riassumere: il carattere è costituito da quelle forze che utilizzano l'intelligenza e il fisico dell'individuo per la sua realizzazione nella società. Sono forze che crescono con l'individuo, si formano con lui attraverso l'infanzia, la prepubertà, l'adolescenza, fino all'età adulta . La crescita del carattere si identifica con lo sviluppo socio-affettivo. La maturità del carattere si identifica con l'adeguatezza dello sviluppo socio-affettivo all'età raggiunta. Come si sviluppa il carattere? Possiamo esaminarlo in alcune sue espressioni: la coscienza morale, gli interessi e le tendenze, l'affettività e la sessualità, la socialità. La coscienza morale. Debole nel bambino, accettata dapprima perché formata dai genitori o da altra persona d'autorità, è poi elaborata in proprio dal giovane che identifica nel bene l'ideale che lui si è proposto di realizzare. L'adulto rivede i suoi ideali attenuando il rigorismo etico. Gli interessi, le tendenze. Nel bambino piccolo c'è interesse alle favole, a sé stesso e a chi gli dà affetto; c'è tendenza a distruggere. Dai cinque anni c'è tendenza a imparare. Le tendenze ideali si esprimono nella prepubertà con l'opposizione ai genitori. Nel giovane si assestano. E l'uomo con la maturazione della sua volontà abbraccia un suo ideale. L'affettuosità, la sessualità. Nell'infanzia condizionate dal complesso di Edipo, dal pudore. Nel giovane maschio l'impulso erotico è enorme. La giovane donna in un primo tempo sfugge; quindi si dona. La conclusione matura del rapporto con l'altro sesso è la convivenza matrimoniale e il bisogno di avere figli. La socialità. Nel bambino appare dal gioco: individuale fino a 4 anni, con coetanei e con bambini più anziani di lui successivamente. Dai nove anni i ragazzi tendono a stare con coetanei dello stesso sesso. Più avanti il giovane tende ad associarsi con altri giovani intorno alle proprie idee e dichiara guerra a chi procede per altre vie. Sui metodi per formare un carattere maturo parleremo nei prossimi articoli. Sono metodi semplicissimi e la scuola italiana è in grado di attuarli con grande successo. Gianni Antonio Bozza e Gianluca Negro |
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Ragionpolitica, periodico on line n.46 del 27/2/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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