RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Il restauro del Moderno

di Riccardo Forte - 12 marzo 2004

Genova, Mercato comunale del PesceIl recupero del Mercato Comunale del Pesce a Genova richiama a nuove valutazioni interpretative sull'eredità storica e l'identità del patrimonio architettonico del Movimento Moderno.

Il dibattito in corso sul futuro destino del mercato comunale del Pesce di Genova, in previsione del suo definitivo trasferimento in una nuova sede appositamente costruita in prossimità dello svincolo elicoidale del quartiere di San Benigno, ha riportato questa struttura agli onori della cronaca. Scampato alla distruzione, alla metà degli anni Sessanta, quando il tracciato della costruenda strada Sopraelevata arriva a lambirne il profilo, mutilandone una parte e isolandolo di fatto, con la netta cesura della strada, dal contesto urbano, il mercato del pesce si pone senza dubbio in ordine alle testimonianze più rimarchevoli dell'architettura razionalista genovese d'anteguerra.

La questione legata alla riqualificazione del mercato pone sul tavolo la problematica più generale del restauro del moderno, nella prospettiva di un'avanzata politica di tutela atta a preservare le testimonianze più significative legate all'esperienza delle avanguardie storiche. Spogliata dei contenuti simbolici e politici che l'architettura del Ventennio ha incarnato negli ultimi cinquant'anni, il recupero del patrimonio architettonico moderno apre nuovi terreni di confronto, finalizzati all'individuazione di nuove destinazioni funzionali compatibili con l'identità storica e la qualità artistica e formale di questi "monumenti della contemporaneità".

Mercato del Pesce, dettaglio dell'ingresso principale allo stato attuale «Fra le opere edilizie, importantissima è quella della nuova Pescheria in piazza Cavour; costruita nella zona tradizionale del mercato del pesce, architettonicamente costituisce una delle più felici costruzioni moderne della nostra Città, [per la sua] movimentata distribuzione delle masse e dei volumi ed impiego di materiali nuovi di ardito effetto decorativo» (da Genova, novembre 1935).

Agli inizi degli anni Trenta l'architettura moderna muove a Genova i suoi primi passi; dell'orizzonte razionalista locale, la cui produzione si esaurisce nel breve arco di un decennio, si fa principalmente interprete l'amministrazione comunale genovese attraverso il suo ufficio tecnico, dotando la città di moderne infrastrutture e di grandi opere civili (mercati rionali, scuole, impianti sportivi, edifici istituzionali, ecc.). A differenza degli edifici privati, nei quali domina un'architettura ancora essenzialmente attestata su attardati formulari storicisti, proprio alle opere pubbliche (nella fattispecie i mercati), in quanto espressione ufficiale della cultura di regime, è delegato il compito di rappresentare gli indirizzi programmatici della «moderna architettura»: tra le prime opere razionaliste, aveva fatto la sua comparsa, nel 1933, il mercato rionale di Pegli, opera di quello stesso Mario Braccialini che firmerà, alcuni mesi più tardi, in qualità di ingegnere capo del Comune di Genova, il progetto per il mercato di piazza Cavour. La soluzione arrotondata e le pensiline a sbalzo del corpo di testata, così come le finestre a nastro, o le ringhiere allusive all'architettura della nave rimandavano inequivocabilmente per la prima volta, pur nell'evidente semplicità del tema, al codice razionalista più aggiornato.

Contemporaneo al Mercato di Pegli è il Mercato del Pesce o Pescheria; costruito in sostituzione del vecchio emporio nel quartiere del Molo - ritenuto ormai inadeguato e indecoroso - in un'area di proprietà del Consorzio Autonomo del Porto, strategicamente contigua agli scali portuali e ai moli pescherecci già raccordati con la rete ferroviaria, l'edificio è il primo autentico esempio "metropolitano" di architettura razionalista concepita ad uso commerciale. Esplicito è il riferimento alle avanguardie: se i "tagli" delle finestre orizzontali alludono all'espressionismo di scuola mendelsohniana, la soluzione vagamente futurista del corpo semicircolare d'ingresso, con la pensilina in forte aggetto, i setti radiali e la grande vetrata a tutt'altezza, sembra direttamente alludere ai coevi modelli compositivi di Fillia e Sartoris.

Genova, Mercato comunale del Pesce; progetto di recupero e riconversione funzionale Nello stesso tempo, la persistenza di inflessioni novecentiste-Déco, come la forma bombata del corpo laterale, la bicromia del paramento in laterizio o i profili del cornicione e dei volumi sopraelevati fanno ancora del mercato comunale un'opera di transizione, testimonianza ulteriore di come permanga a lungo nella cultura della città l'inclinazione all'adozione di linguaggi espressivi altrove esauriti, secondo quello spirito di contaminazione linguistica che pervade parte della produzione architettonica locale.

All'interno del mercato la dotazione dei servizi, semplice e razionale, appare ispirata «alle più moderne concezioni»: la grande aula del pianoterreno è suddivisa in due ampi saloni destinati rispettivamente al mercato all'ingrosso e a quello al minuto. La vendita all'ingrosso dispone di 14 posteggi per le aste e quella al minuto di 23 banchi, il tutto predisposto e rifinito «con la più scrupolosa cura dell'igiene e del decoro». Nel sottostante piano seminterrato trovano posto altri servizi, quali i locali per le visite sanitarie, i vivai e le celle frigorifere, mentre al primo piano, in corrispondenza del volume retrostante rialzato sono allocati gli uffici per il servizio banca, quelli per i rivenditori, e i locali per il laboratorio sperimentale marino della Regia Università.

Dall'oblio al recupero: una proposta di riqualificazione

Mercato del Pesce, progetto di riqualificazione: planimetria del piano terra Nel panorama architettonico genovese il mercato razionalista di piazza Cavour rappresenta un unicum di grande rilevanza storica. Concepito agli inizi degli anni Trenta come struttura utilitaria e commerciale, negli ultimi decenni ha subito un progressivo processo di degrado e "marginalizzazione" dal tessuto connettivo della città storica; processo aggravato ulteriormente a partire dagli anni Sessanta con la demolizione di una parte dell'edificio stesso in concomitanza della realizzazione della strada sopraelevata.

L'edificio, situato nel centro cittadino, occupa tuttavia una posizione strategica contigua al water-front del Porto Antico, nelle immediate vicinanze dell'Acquario di Renzo Piano e del Centro Congressi dei Magazzini del Cotone.

Il piano di recupero urbano del porto antico avviato nel 1992 in occasione delle celebrazioni Colombiane, trasla di fatto il baricentro delle funzioni di questa parte di città; l'area a levante del Porto Antico, corrispondente al sestiere del Mandraccio, viene così ad assumere nel medio termine una funzione strategica. La conversione delle aree demaniali, a cui si aggiunge l'attuale ridefinizione della viabilità urbana, costituiscono le premesse indispensabili per il recupero definitivo del comparto urbano.

Alla luce di queste considerazioni, il processo di trasformazione post-industriale in atto richiama ad un ripensamento globale delle attuali funzioni. Nel caso specifico l'obsolescenza tecnica e la non idoneità funzionale del mercato pongono nuovi interrogativi sulla sua futura destinazione d'uso.

Progetto di recupero: sezione longitudinale della sala per concertiNella direzione di una complessiva valorizzazione del patrimonio architettonico moderno, in previsione del trasferimento del mercato nella futura sede allocata in prossimità dello svincolo elicoidale di San Benigno, è stato presentato in questi giorni all'attenzione delle autorità locali una proposta di recupero e riqualificazione funzionale del mercato, a cura dello scrivente e in collaborazione con l'architetto Marcello Buffa. Tale progetto prevede una riconversione d'uso dell'immobile con l'inserimento di attività culturali e musicali (Palajazz - Museo della Pubblicità), spazi comprendenti sala per concerti, spazi espositivi, internet cafè, book-shop, parcheggi e servizi annessi. Il piano di recupero prevede che alla funzione della struttura - un contenitore culturale-musicale a gestione mista pubblico-privato - faccia riscontro una congrua porzione di spazi ad uso collettivo destinati ad attività di tipo sociale.

! Riccardo Forte

DIDASCALIE ILLUSTRAZIONI

  1. Genova, Mercato comunale del Pesce, 1933-34 - arch. Mario Braccialini (Genova, n. 4, aprile 1938).
  2. Mercato del Pesce, dettaglio dell'ingresso principale allo stato attuale (foto 2003).
  3. Genova, Mercato comunale del Pesce; progetto di recupero e riconversione funzionale - Palajazz. Arch.i Riccardo Forte e Marcello Buffa (simulazione al computer in 3D).
  4. Mercato del Pesce, progetto di riqualificazione: planimetria del piano terra (Palajazz-sala concerti-auditorium, spazi espositivi).
  5. Progetto di recupero: sezione longitudinale della sala per concerti.

SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.48 del 12/3/2004
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata