|
|||||||
|
|
La casa di sabbia e nebbiaUn dramma che profuma di Oscardi Andrea D'Elia - 12 marzo 2004
L'immobile, messo all'asta, viene acquistato per un prezzo molto al di sotto del valore commerciale dal Sig. Beherani (Ben Kingsley), un immigrato iraniano ex colonnello dell'esercito, rispettato e pluridecorato nel suo paese, desideroso di regalare a se ed alla sua famiglia, il riscatto dalla povertà trovata negli Stati Uniti, a causa di lavori precari e poco remunerativi che riescono a garantire soltanto la sopravvivenza. Lo scopo è quello di migliorare l'abitazione e rivenderla ad un prezzo superiore, attuando così una sorta di speculazione.
Ma la vera protagonista della vicenda è la casa, simbolo inequivocabile di stabilità, sicurezza e custode dei nostri ricordi ma soprattutto delle nostre radici. Perderla significa perdere la propria identità, ma soprattutto staccare quel filo di Arianna che noi tutti tendiamo a lasciare alle nostre spalle per poter trovare uno stabile e sicuro punto di riferimento. Non può accadere cosa peggiore ad una personalità come quella di Kathy, fragile ed insicura, ma non rassegnata. Incomincia una disperata battaglia legale che non porta a nulla di concreto, grazie alla tenacia ed alla testardaggine del colonnello iraniano. Quest'ultimo tuttavia non riveste un ruolo negativo nella vicenda, ma in un certo senso, pur contrastando in tutti modi, anche brutalmente, gli "attacchi" della ex proprietaria, la capisce e si rende conto della sua situazione di vittima. E' subito pronto ad accoglierla in casa e a curarla quando lei tenta il suicidio.
Particolare ed interessante è la figura della signora Behrani (Shohreh Aghdashloo), che non parla inglese e viene ripresa sempre in casa, che subisce le scelte di un marito autoritario, che è spettatrice passiva degli avvenimenti intorno a lei e che incideranno su di lei, ancora troppo aggrappata alle proprie origini e mal integrata nella società americana. Tutti i protagonisti della vicenda sono vittime di una casa contesa, di una casa che spogliata della propria identità, diventa ostile, e porto di "insicurezza" e precarietà, ma che soprattutto metterà a nudo ogni sentimento, ogni pregio e ogni difetto delle persone che intorno a lei gravitano e che da lei saranno inghiottite.
Tirando le somme, un film strano, che fa della stranezza il proprio punto di forza, intenso e ricco di pathos, che lascia lo spettatore incredulo ma soddisfatto, non solo per il messaggio che ci vuole trasmettere, ma per l'originalità e la forza con cui viene trasmesso.
|
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.48 del 12/3/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||