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A proposito di Ayn Randdi Fabrizio Gualco - 12 marzo 2004 «Se mi accadrà di essere io stesso l'eroe della mia vita o se questa parte verrà sostenuta da qualche altro, lo diranno queste pagine»; così recitano le prime righe del David Copperfield di Charles Dickens: questa frase potrebbe costituire l'epigrafe ideale da apporre in calce all'opera e alla vita di Ayn Rand, una donna per la quale la vita nel mondo e le storie che in esso si intersecano sono sempre vita e storie individuali. Saggista poliedrica, autrice di romanzi, ideatrice della corrente di pensiero chiamata oggettivismo (Objectivism), nata a Sanpietroburgo nei primi anni del Novecento, Ayn Rand (il cui vero nome è Alyssa Rosenbaum) rappresenta una delle figure più singolari del panorama culturale novecentesco. Fuggita dalla realtà totalitaria dei soviet, giunge negli States poco più che ventenne. Nel nuovo mondo inizia la sua nuova vita: comincia a lavorare per l'industria cinematografica di Hollywood e finisce per diventare, nel tempo, una scrittrice di successo a cui il pubblico (soprattutto americano) riserva un altissimo gradimento. Un favore testimoniato, fra le altre cose, da milioni di libri venduti. Attraverso la sua attività teorica, Ayn Rand opera un'influenza pratica vasta e variegata. Il suo messaggio possiede una risonanza capace di porsi oltre i ristretti circuiti dell'intellettualità. A livello diretto o indiretto, le sue proposte vengono recepite e rielaborate da molti: non ultimo da Alan Greenspan, attuale governatore della Federal Reserve americana. Felicemente predisposta ad aderire più al reale che all'ideale, consapevole dei frutti orrendi che l'applicazione pratica della mentalità ideologica può apportare, Ayn Rand sceglie, sin da subito, di mobilitare il proprio talento su più fronti. Collettivismo, statalismo, moralismo ed ogni altra forma o possibilità concreta di liberticidio rappresentano i suoi nemici giurati, nei cui confronti oppone argomenti relativi all'individualità umana, alla felicità personale come fine morale dell'esistenza, alla tecnologia come mezzo di innovazione e autoespressione umana, alla società di mercato come l'unica forma sociale ed economica in cui è data la possibilità di intrattenere rapporti vicendevoli basati sulla dignità e sull'esplicazione creativa dei talenti singolarmente posseduti. Contro la demonizzazione della ricchezza, ad esempio, Ayn Rand vede nel denaro un mezzo capace di caratterizzare l'azione di chi è volenteroso e conscio che lavorare significa operare per il benessere e non per la sofferenza. Se è vero come è vero, argomenta la Rand, che ogni uomo è proprietario della propria mente e del frutto dei propri sforzi (la proprietà, sia essa materiale oppure immateriale, per Ayn Rand, assume per l'essere umano l'importanza e l'imprescindibilità di un diritto naturale), allora il denaro, lungi dall'essere considerato come entità negativa, dovrà essere accolto come il medium attraverso cui ottenere o concretizzare benefici reciproci. Insomma: laddove Marx ed epigoni vedono, all'interno delle relazioni economiche, lo sfruttamento come cifra negativa ed egemonica, Ayn Rand coglie un'opportunità di crescita e una possibilità di vivere concretamente la multiforme libertà cui il singolo è l'indiscutibile detentore. Per coloro che volessero accostarsi alla produzione randiana, fra tutti i testi disponibili in lingua italiana è consigliabile la lettura di Antifona (Anthem), romanzo breve ma profondo, agile ma importante, recentemente proposto dalla editrice Liberilibri di Macerata. Antifona, pubblicato per la prima volta nel 1938 presso un editore di Londra, è un romanzo in cui l'autrice, fruendo di un talento narrativo e descrittivo certo non comune, delinea contorni e disegna particolari di un modello sociale utopico entro cui si persegue, con ogni mezzo ed in ogni sua forma, l'annichilimento concreto dell'individuo sulla base di motivazioni astratte. La Rand affida all'estro letterario il compito di veicolare un importante messaggio politico che può essere recepito da più punti di vista. In tal senso, l'opera può essere letta e interpretata a più livelli. In questa sede scegliamo di evidenziarne alcuni:
Buona lettura. Fabrizio Gualco |
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Ragionpolitica, periodico on line n.48 del 12/3/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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