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numero 280
6 marzo 2008
 
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Alessandra Lancellotti e Roberto Perotti

Noidue

Uno straordinario elogio della coppia

recensione di Francesco Natale - 3 aprile 2004

Amore: sentimento che, come nessun altro, ha subìto le sciabolate della dozzinalità, le mazzate della banalizzazione, le stilettate della sociologia spicciola.
Coppia: una volta considerata come elemento fondante della società civile, come reciproco terreno di crescita, vero e proprio "testing ground" della persona, atto ad evidenziarne (e correggerne) i difetti ed esaltarne le virtù. Oggi, retaggio medievale, gabbia neppure troppo dorata che limita l'individuo, paradigma dell'oscurantismo che preclude la vera conoscenza ed impedisce lo sviluppo di un'esperienza di vita piena e totale.

Nell'epoca del trionfo delle "scienze sociali" che hanno progressivamente impoverito l'Uomo, degradandolo a fenomeno, che hanno decantato l'elogio della materia e forzatamente democratizzato ogni espressione dell'umano sentire, c'è chi ancora rifiuta l'omologazione, il nichilismo, l'emotivismo radicale. Ed è proprio in questo contesto "controcorrente" che si colloca l'opera dall'esemplificativo titolo "Noidue" di Alessandra Lancellotti e Roberto Perotti, raffinati artefici di una poesia agile come il nuoto del delfino ed efficace come uno sparviero in caccia.

Uno dei temi portanti della raccolta è il mito platonico della Venere Celeste e della Venere Terrestre, non più nettamente divise ma sinergicamente interagenti. L'Amore è inteso come agnizione, come "riconoscersi", come incontro su tutti i piani della vita, come leggiamo in "Dalla laguna":

«Dalla laguna del pensiero
dondola una domanda:
fra te e me che mare c'è?
Dal solaio dell'amore
si specchia un birillo
nei suoi spicchi dorati:
fra te e me che gioco c'è?
Dal sereno del mio amore
L'arco si tende in tutti i suoi
colori:
fra te e me
ci siamo noi.
»

La coppia non è barriera che chiude lo sguardo alla realtà: è amore a 360 gradi che non si isola nel rapporto a due ma si apre alla realtà e agli altri (figli, genitori, Natura, Dio). L'unione diviene così lo strumento conoscitivo perfetto e completo, nonché vera espressione di libertà: è come una piramide di cui non si intravede mai la sommità, costruita con infiniti blocchi posati ora dall'uno, ora dall'altro, distinti e, ad un tempo, perfettamente integrati tra loro. Rivive nella poesia dei due autori il rapporto dualistico Eros-Thanatos, reinterpretato in chiave originalissima e legato agli aspetti geminali degli elementi: Cielo e Terra delimitano lo spazio verticale in cui si muovono ora calmi, ora furenti Acqua e Fuoco, di volta in volta portatori di vita oppure distruttori. L'Acqua è donna, umidità, vita ma anche gelo, nebbia, uragano. Il Fuoco è deserto, demone, annientamento, ma anche passione, calore, sensualità.

L'incontro degli elementi tradizionalmente contrapposti non comporta il reciproco annullamento, anzi: è l'unione che riassume in sé tutto il Creato e ne diventa sinossi. Emerge inoltre il tema della "creaturalità" della donna, già presente in Saba (vedi "A mia moglie"): la donna è paragonata agli animali non perché inferiore, ma perché più vicina alla natura, più vera:

Se ti penso

«Sei
come la donnola impaurita
perché ha perso la strada delle stelle
e sei
la rondine che torna
lasciando nel cielo geometrie fuggitive
vertigini d'ali

Ora insegui i tuoi fratelli delfini
vuoi conoscere i giochi
e l'eleganza del corpo
e canti come riso marino

Corri corri
come una palla dello schioppo di Dio
come le
mandrie furenti
per l'acqua perduta
di infinite savane

Riposi anche
come la volpe d'Inverno
bianco su bianco
ti accovacci nel silenzio
e sogni il sole

Che viaggio fai
scoiattolo bruno
cercherò tra le foglie
le traccie che lasci
o il lampo rapido di occhi
cupi di luce

Tu sai
come è bello ascoltare lo scroscio dell'acqua
violento e roco
e la pagliuzza di voce ridente
che riempie di brividi
i ciotoli antichi.»

I versi sono dotati di un ritmo pregevole che suona come un'onda musicale incessante, la quale alimenta un dialogo fatto di sottili contrappunti. E', inoltre, riscontrabile una significativa "valenza cromatica" delle parole e dei versi che, di volta in volta, hanno il vigore e la brillantezza del colore ad olio o la delicatezza eterea dell'acquerello: la realtà viene stemperata nelle sue infinite sfumature che divengono versi attraverso l'adozione di un linguaggio inusitato, fuori dal comune ricco di similitudini, analogie e sinestesie, ma sempre fresco, scorrevole, mai pomposo o autocompiacente. E in un epoca dominata dal "Giallo-Canarino", "Verde-Speranza" e "Rosso-Fuoco" questo originale "cromatismo linguistico" suona davvero come un bicchiere d'acqua fresca di fonte dopo un'ardua escursione montana...

! Francesco Natale
Gli ultimi commenti
  • bravo - di alessandra e roberto - 7 aprile 2004 11:37
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Noidue
  • Autore:
    Alessandra Lancellotti e Roberto Perotti
  • Editore:
    O Caroggio
  • Prezzo: n.d.
  • Pagine: n.d.

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Ragionpolitica, periodico on line n.51 del 2/4/2004
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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