|
|||||||
|
|
Alessandra Lancellotti e Roberto Perotti NoidueUno straordinario elogio della coppiarecensione di Francesco Natale - 3 aprile 2004 Amore: sentimento che, come nessun altro, ha subìto le sciabolate della dozzinalità, le mazzate della banalizzazione, le stilettate della sociologia spicciola. Nell'epoca del trionfo delle "scienze sociali" che hanno progressivamente impoverito l'Uomo, degradandolo a fenomeno, che hanno decantato l'elogio della materia e forzatamente democratizzato ogni espressione dell'umano sentire, c'è chi ancora rifiuta l'omologazione, il nichilismo, l'emotivismo radicale. Ed è proprio in questo contesto "controcorrente" che si colloca l'opera dall'esemplificativo titolo "Noidue" di Alessandra Lancellotti e Roberto Perotti, raffinati artefici di una poesia agile come il nuoto del delfino ed efficace come uno sparviero in caccia. Uno dei temi portanti della raccolta è il mito platonico della Venere Celeste e della Venere Terrestre, non più nettamente divise ma sinergicamente interagenti. L'Amore è inteso come agnizione, come "riconoscersi", come incontro su tutti i piani della vita, come leggiamo in "Dalla laguna": «Dalla laguna del pensiero La coppia non è barriera che chiude lo sguardo alla realtà: è amore a 360 gradi che non si isola nel rapporto a due ma si apre alla realtà e agli altri (figli, genitori, Natura, Dio). L'unione diviene così lo strumento conoscitivo perfetto e completo, nonché vera espressione di libertà: è come una piramide di cui non si intravede mai la sommità, costruita con infiniti blocchi posati ora dall'uno, ora dall'altro, distinti e, ad un tempo, perfettamente integrati tra loro. Rivive nella poesia dei due autori il rapporto dualistico Eros-Thanatos, reinterpretato in chiave originalissima e legato agli aspetti geminali degli elementi: Cielo e Terra delimitano lo spazio verticale in cui si muovono ora calmi, ora furenti Acqua e Fuoco, di volta in volta portatori di vita oppure distruttori. L'Acqua è donna, umidità, vita ma anche gelo, nebbia, uragano. Il Fuoco è deserto, demone, annientamento, ma anche passione, calore, sensualità. L'incontro degli elementi tradizionalmente contrapposti non comporta il reciproco annullamento, anzi: è l'unione che riassume in sé tutto il Creato e ne diventa sinossi. Emerge inoltre il tema della "creaturalità" della donna, già presente in Saba (vedi "A mia moglie"): la donna è paragonata agli animali non perché inferiore, ma perché più vicina alla natura, più vera: Se ti penso «Sei Ora insegui i tuoi fratelli delfini Corri corri Riposi anche Che viaggio fai Tu sai I versi sono dotati di un ritmo pregevole che suona come un'onda musicale incessante, la quale alimenta un dialogo fatto di sottili contrappunti. E', inoltre, riscontrabile una significativa "valenza cromatica" delle parole e dei versi che, di volta in volta, hanno il vigore e la brillantezza del colore ad olio o la delicatezza eterea dell'acquerello: la realtà viene stemperata nelle sue infinite sfumature che divengono versi attraverso l'adozione di un linguaggio inusitato, fuori dal comune ricco di similitudini, analogie e sinestesie, ma sempre fresco, scorrevole, mai pomposo o autocompiacente. E in un epoca dominata dal "Giallo-Canarino", "Verde-Speranza" e "Rosso-Fuoco" questo originale "cromatismo linguistico" suona davvero come un bicchiere d'acqua fresca di fonte dopo un'ardua escursione montana...
|
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail Noidue
IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.51 del 2/4/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||