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La chiesa di San Michele di Paganadi Sara Franchino - 3 aprile 2004
E' andando alla ricerca del luogo che ospita questa imponente tela che si giunge alla minuta e, al contempo, ricchissima chiesa di San Michele Arcangelo nella frazione di San Michele di Pagana (Rapallo). Un piccolo tempio cristiano dalla storia antica, che sorge sulla sommità d'una collina a dominare le baie di Trelo e Prelo. Un edifico caratterizzato da una facciata particolare in contenute forme neoclassiche culminante in un timpano sotto al quale una lunetta (quasi un mezzo di rosone) si apre in linea con l'unico portale, stretto fra due colonne architravate su cui poggia la statua di San Michele. Se la posizione fa dell'esterno un luogo sublime, di certo non di minor intensità sarà la sorpresa una volta all'interno, ove, percorrendo la sola navata, si scorgono esempi importanti della pittura seicentesca. Si tratta di opere la cui attribuzione è ancora per lo più incerta, alcune delle quali di evidente scuola emiliana; due presunti Ribera e (non poteva esser altrimenti) capolavori genovesi. Proprio tra questi ultimi spicca per la complessità compositiva ed iconografica un dipinto, restaurato qualche anno fa a cura della Fondazione Schiffini, di Gregorio de Ferrari (1647-1726) che campeggia alla destra dell'altare maggiore. Soggetto della pala è la "Glorificazione della Madonna", che viene raffigurata col bambino in una posa elegante su d'un trono di nuvole sostenuto da un paio di "piccoli angeli" nascosto, per lo più, dai sapienti panneggi della veste, mentre dal basso la contemplano i santi Francesco Xavier e Filippo Neri. Alla sua destra l'affianca un'altra figura femminile, la cui identità riserva ancora alcuni dubbi: nella denominazione del dipinto è, infatti, data per Anna, anche se don Mimmo Borzini, il parroco di san Michele (grazie alla cui iniziativa la piccola chiesa, a seguito di interventi di recupero e restauro, ha riacquistato tutto il suo fascino), è più propenso a pensare che si tratti della mistica Caterina da Genova. Un'opinione che si radica su due considerazioni: che Anna, nella storia dell'arte, non viene praticamente mai rappresentata accanto alla Madonna e che Caterina Fieschi, santa locale, era soggetto di un forte culto devozionale in zona.
Non sono, però, solo le singole opere di grande pregio nella loro individualità a rendere la chiesa una meta irrinunciabile, bensì la complessa armonia e vivacità d'insieme adesso perfettamente apprezzabile anche grazie al nuovo impianto d'illuminazione finanziato dalla Fondazione Carige. L'impianto consente finalmente di ammirare gli affreschi realizzati dal pittore genovese Giovanni Quinzio (1832 -1918) che ricoprono la superficie dell'intera chiesa nel loro acceso cromatismo e in tutta la loro forza. Così, chiaramente, si può osservare anche la combattuta scena in cui l'Arcangelo Michele, con vigore quasi michelangiolesco e brandita la spada, sconfigge il Maligno.
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Ragionpolitica, periodico on line n.51 del 2/4/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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