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Oriana Fallaci e l'autonegazione dell'Europa

di Fabrizio Gualco - 9 aprile 2004

A due anni di distanza da La rabbia e l'orgoglio, pubblicato dopo la tragedia dell'11 settembre a New York, Oriana Fallaci ritorna a far sentire la sua voce con il suo ultimo libro intitolato La Forza della Ragione, dato alle stampe ventiquattro ore dopo la strage dell'11 marzo a Madrid.

I detrattori ne possono dire tutto il male che vogliono. Affari loro. La Fallaci possiede uno stile inconfondibile, non duplicabile, inimitabile. Può piacere o non piacere, ma ciò che dice e il modo in cui lo dice non lascia certo indifferenti. Come centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, chi scrive stima la figura e l'opera di Oriana Fallaci. E, come centinaia di migliaia di persone, ritiene questa "antica signora" la più grande scrittrice italiana vivente.

Però, detto questo, ciò che al momento ritengo necessario è porre in evidenza che la La Forza della Ragione, libro da leggere in presa diretta e meditare in modo personale, chiamando a raccolta attenzione e senso critico, veicola un messaggio importante: un messaggio collocato oltre la critica negativa alla realtà islamica, perché indirizzato alla realtà europea.

La posizione della Fallaci nei confronti dell'Islam, peraltro già esposta ne La rabbia e l'orgoglio, è nota e sufficientemente chiara per commentarsi da sé. Il giudizio è inequivocabilmente negativo: sorvolando sulla possibile distinzione fra Islam "moderato" e Islam integralista, la scrittrice conduce alle estreme conseguenze il fatto, peraltro storicamente accertato, che la religione islamica possiede nel suo DNA una indiscutibile vocazione "espansiva" (sia in senso territoriale che spirituale), di volta in volta tentata o attuata nei confronti dei mondi non islamici.

In questo senso, rispetto a quello precedente, l'ultimo libro della Fallaci ha avuto una gestazione meno rapida e presenta un valore aggiunto che si determina nella denuncia argomentata dell'autonegazione della vocazione europea perpetrata dall'Europa nei confronti di se stessa.

La Forza della Ragione, insomma, è uno scritto che mette a nudo, in modo impietoso e vigoroso, le magagne ideologiche, politiche e morali che affliggono il nostro continente e compromettono uno sviluppo pienamente compatibile con il tempo presente: un nichilismo che, in modo diretto o indiretto, svilisce l'identità europea generando un clima stagnante, un'atmosfera cupa in cui incertezza, insicurezza e paura formano un cocktail da cui niente di buono può derivare.

Se l'Europa è vittima di un progressivo annichilimento perpetrato ai danni della sua identità, ciò è dovuto alle multiformi pratiche del nichilismo politico contemporaneo. A suo modo, senza giri di parole, la Fallaci tratteggia con maestria nostre vecchie conoscenze: il pacifismo a senso unico, il cattocomunismo moralista, l'antiamericanismo ideologico: realtà che convergono nella negazione della bontà e della dignità dei valori espressi nel corso di una storia millenaria che ha tutto il diritto e soprattutto il dovere di continuare nel tempo.

In tal senso, la Fallaci non dice niente di strano quando rileva non solo nella sinistra, ma anche in parte della destra e del mondo cattolico che esistono un filoislamismo progressista ed un filoislamismo conservatore, entrambe uniti, nelle differenze, da una radicata predisposizione antimoderna, illiberale, antioccidentale.

Non tanto la forza islamica, quanto la debolezza europea: per dirla con Ortega y Gasset, quella delineata ne La Forza della Ragione è un'Europa senza spina dorsale. La debolezza europea è fatta di sentimentalismo privo di vera passione, di razionalismo ma non di ragionevolezza, di moralismo dal sapore neocollettivista che tende a sopprimere una morale fondata sulla persona concreta.

Contro lo sdegno concreto della Fallaci, c'è da giurarci, si ergerà l'indignazione astratta di non pochi intellettuali. Non sarà certo la prima né l'ultima volta. In questo senso Oriana Fallaci riceverà dalla stragrande maggioranza del mondo culturale lo stesso trattamento che Berlusconi riceve dal mondo politico. Del resto, la negatività sterile delineata ne La Forza della Ragione è apparentata con l'odio che attraverso giornali, riviste e vari talk-show le viene recapitato sotto forma di denigrazione o insulto personale ogni volta che la sua penna apre bocca.

Fabrizio Gualco

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Ragionpolitica, periodico on line n.52 del 9/4/2004
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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