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numero 280
6 marzo 2008
 
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Ivano Marescotti e il caos organizzato

di Elena Siri - 17 aprile 2004

"Babe-lè" è il titolo di un insolito spettacolo teatrale presentato al Teatro Comunale di Conselice (RA) nella prima settimana di aprile 2004 al termine di un laboratorio durato alcuni mesi.

L'idea di Ivano Marescotti è quella di costruire un lavoro multilinguistico intersecando dialetti regionali e lingue europee. L'operazione è interessante per molti aspetti: la ricerca linguistica produce percorsi affascinanti dando allo spettacolo una dimensione prevalentemente auditiva ricca di suggestioni. Le parole si confondono e si sovrappongono in uno svuotamento di significati; qua e là spunta qualche termine che rimanda ad un concetto e che sembra imporsi sugli altri suoni, ma subito si svilisce, si perde, si confonde fino ad annullarsi nel caos di altre parole vane. Si mescolano così parole di molte lingue, frammenti di molte vite, immagini di molte situazioni. Gli individui si perdono nella società multietnica e faticano a comunicare la loro propria esistenza.

L'incomprensione tra gli uomini è inevitabile e totale: l'amore, la sofferenza, la vita e la morte si susseguono senza sosta e senza tregua in un vortice inarrestabile: la natura come una ruota gira inesorabilmente e la violenza della storia come una mola sminuzza tutto nel suo divenire. Come dei bagliori, dei flash di sintesi brevissima, gli istanti di un qualche rapporto tra individui, di una qualche comprensione reciproca, si spengono appena nati. E allora ci si muove nella dimensione delle città invisibili di Italo Calvino:

«L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà, è quello che è già qui. L'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio».

In uno spettacolo inquietante e drammatico, dove è forte la rappresentazione della violenza, si fa strada il concetto dell'ironia. L'ironia che salva l'uomo si manifesta attraverso mille volti, fino ad incarnarsi nello spirito di Arlecchino che trasforma il negativo in positivo, il pianto in riso, la fame in sazietà, la morte in uno scherzo. L'inizio dello spettacolo è affidato all'ironia con la seduta di un improbabile "Parlamento delle Regioni" composto da rappresentati che si esprimono nel loro dialetto di appartenenza, in un pluralismo culturale dove nessuno ascolta altro che sé stesso. La seduta parlamentare viene ripresa a fine spettacolo e termina con l'approvazione di una sorta di legge di autogoverno delle Regioni: l'approvazione della frammentazione territoriale e della divisione culturale si risolve in un efficace monologo in cui Marescotti mostra la sua arte attoriale, sorridendo sul concetto di confine e trascinando il pubblico in una divertente ricerca del vero confine della "Romagna" .

Un brillante cast di 16 attori accompagnati da appropriate musiche di scena, da semplici ma efficaci soluzioni scenografiche e da luci d'emozione. Grande cura nella regia e nel lavoro di messa in scena; uno spettacolo dove si rivela prezioso ed evidente l'impegno dell'assistente alla regia Mariano Nieddu che ha impegnato il cast in un lavoro accurato. Alla regia e agli assistenti va anche riconosciuto il grande merito di aver trattato un tema delicato come quello dell'individuo nella società multietnica in modo metafisico e non banale evitando il più possibile di cadere nel sentimentalismo e nella trattazione pietista di un razzismo storicamente già superato.

Un progetto finanziato con il sostegno della Commissione Europea che dimostra che il teatro sperimentale può ancora dire qualcosa di artisticamente emozionante a patto che sia costruito con il rigore di un testo classico e che si fondi sull'onestà intellettuale e l'umiltà che il mestiere richiede.

! Elena Siri
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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