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Elisa di Rivombrosadi Clio Caminati - 24 aprile 2004
L'idea nasce dalla regista Cinzia Th. Torrini, forse ancora poco nota ai più ma non per questo poco talentuosa ed abile nel ricostruire il sapore dell'epoca, un '700 fascinoso ed intrigante, e la quotidianità del periodo storico, con l'intento di dare allo spettatore di oggi la possibilità di identificarsi in una storia d'amore senza tempo. Cinzia Th. Torrini si diploma all'accademia di cinema "Hoch Schule feuer film und fernsehen" di Monaco di Baviera, è una regista di cinema e di televisione e realizza lavori per diversi paesi stranieri come Francia, America, Svezia e Germania. Una piccola curiosità: è stato proprio quest'ultimo paese a rifiutare la regina delle fiction televisive di quest'anno perchè l'ha ritenuta un genere poco popolare e privo degli spunti necessari per assicurarsi l'attenzione dei telespettatori tedeschi! "Elisa di Rivombrosa" è il secondo lavoro in costume di Cinzia dopo "Piccolo Mondo antico": un genere quindi a lei caro e in cui secondo noi ben riesce. Ciò che risultava più difficile alla Torrini era realizzare per così tanti mesi una media di minutaggio al giorno alta che si richiede ad una serie contemporanea, senza perdere lo standard della qualità, del ritmo della recitazione e della perfezione visiva che ci si aspetta da un film in costume (così mostrava le sue paure in un intervista la Torrini a lavori ultimati). Elisa rappresenta l'amore romantico, quello alla Romeo & Giulietta, quello che sfida le convenzioni e la morte stessa. I personaggi vivono passioni e dolori in un susseguirsi di vicende amorose, di tradimenti, intrighi e complotti politici. Lo sfondo su cui si muovono queste vicende è una Torino fiabesca riportata agli splendori dell'epoca con i suoi castelli settecenteschi e le sue colline verdeggianti. Le riprese avvengono per lo più tra gli sfarzi dei palazzi piemontesi quali il Castello ducale di Agliè (nella fiction dimora dei Ristori) o ancora la Palazzina di caccia di Stupinigi (dimora del Re).
Elisa è bella, intelligente, umile e coraggiosa, incarna il carnevale della vita. Non appena Fabrizio arriva a Rivombrosa la incontra e se ne innamora perdutamente. Purtroppo un nobile non può amare una serva, così come è proibito ad una serva amare un nobile; è la convenzione, è l'etichetta di una Torino non ancora capitale d'Italia. Elisa rappresenta tutti coloro che con difficoltà e dolore hanno anteposto il proprio destino a ciò che contingenze e pregiudizi impongono. Elisa è la trasgressione sana, pura e per questo sognata e sperata ancor oggi nelle storie di tutti i giorni probabilmente più semplici e sicuramente più moderne. Non è forse il caso dell'amore sbocciato tra il principe di Svezia e la ragazza madre priva di qualsiasi radice nobile?!. Elisa entra nel cuore di Fabrizio, il protagonista maschile della serie, è un uomo dai grandi propositi, conduce una vita virtuosa basata sulla dignità, la libertà e il coraggio, s'innamora di Elisa perchè lei incarna i suoi ideali: è dolce e grintosa allo stesso tempo, quanto pura e sensuale. Come in tutte le storie d'amore sofferte, si affacciano nella serie anche personaggi che sono tutt'altro che positivi: è il caso della Marchesa Lucrezia Van Necker, interpretata dalla bellezza statuaria Jane Alexander; è lei l'antagonista, la rivale di Elisa capace degli intrighi più sottili e delle decisioni più improvvise. Per colpa sua, anni prima il giovanissimo Fabrizio aveva lasciato Rivombrosa. Tra lui e la Marchesa infatti era nata una storia d'amore che l'ambiziosa Lucrezia aveva troncato per andare in sposa ad un uomo più ricco ed affermato di Fabrizio. Cinzia Th. Torrini tuttavia decide che il suo lavoro non dev'essere unicamente la riproposizione delle atmosfere dei grandi romanzi d'appendice, vuole andare oltre, decidendo d'introdurre vicende politiche che si intersecano attorno al Re e alla sua corte. E' un modo per attirare, oltre alle telespettatrici assetate dell'ennesima "soap", un pubblico più vasto. Grazie all'intrigo politico emergono altri personaggi e crescono quelli già citati: è il caso del "Elisa di Rivombrosa" viene così a configurarsi come la lotta dei buoni contro i cattivi , delle passioni contro la razionalità radicata del '700, la lotta storica dei giusti ideali contro le realtà corrotte. La fortuna di "Elisa" sta nell'essere stata concepita in un periodo sterile della televisione, un periodo in cui lo spettatore è impossibilitato a vedere storie che fanno sognare, che ci fanno ricordare che tutto è possibile e raggiungibile. Se ce l'ha fatta Elisa, perchè non posso riuscirci anch'io? La riuscita di questo lavoro ha giovato a tutti, Vittoria Puccini ed Alessandro Preziosi hanno vinto il Telegatto, Cinzia Th. Torrini si é guadagnata la credibilità propria oramai di pochi registi e la possibilità di entrare a far parte del mondo della produzione per la massa. Noi telespettatori abbiamo tirato un sospiro di sollievo perchè finalmente abbiamo avuto la prova che c'è ancora qualcuno con idee nuove e innovative. Speriamo di non doverci ricredere nel vedere la seconda serie attualmente in preparazione e tra qualche mese in uscita.
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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