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Diamanti e petrolio: l'evoluzione dei mercenaridi Marco Biso - 17 aprile 2004 Le formazioni di mercenari, attive soprattutto in Africa dopo la fine della seconda guerra mondiale, celebrate anche al cinema da numerose pellicole tra cui spicca il famoso "I quattro dell'Oca Selvaggia" (un Club di Johannesburg dove si riunivano i mercenari in attesa di ingaggio), oggi non esistono più. Sono scomparsi i personaggi dal sapore quasi romanzesco del calibro dell'ex marine francese Bob Denard, forse il più attivo e caratteristico comandante mercenario moderno, attivo in Congo, Yemen, Angola e Benin che nel 1978 organizzò un colpo di stato nelle isole Comore e, con il tacito assenso della Francia, ne divenne il governatore fino al 1990 o dell'inglese "Mad Mike" Hoare, un ex maggiore dell'esercito di Sua Maestà componente dello staff militare di Mountbatten in Birmania, attivo in Sudafrica, Congo e Rhodesia negli anni ‘60-'70. Al loro posto ci sono vere e proprie holding le cui denominazioni ne lasciano intendere, in maniera più o meno esplicita, l'oggetto sociale: Executive Outcomes, Dyncorp, Vinnel, Sandline International, ICI, Life Guard, Armor Group, Global Risk Strategies, Defence System Limited. Al vertice di esse si trovano ex appartenenti (in maggioranza occidentali) alle forze speciali e di intelligence che, in cambio di servizi di controllo, protezione e sicurezza, ricevono, oltre ad ingenti quantità di denaro (lo stipendio di un ex operatore S.A.S. britannico supera i 500 € giornalieri), partecipazioni in società minerarie o petrolifere. Al contrario dei loro predecessori, i nuovi mercenari dimostrano di possedere un alto senso degli affari proprio dell'imprenditore e non del combattente. Caso emblematico è rappresentato dagli affari conclusi nel 1995 in Sierra Leone dalla società Executive Outcomes che proteggeva con uomini e armi i siti minerari dati in concessione alla Branch Energy, filiale di Strategic Resources, a sua volta compresa nella stessa holding di Executive Outcomes. Due anni più tardi, il controllo delle miniere è passato a Sandline International a seguito dell'incorporazione di Executive Outcomes... L'ultimo grosso affare per le "multinazionali della guerra" è la guerra in Iraq. Agli efficienti servizi resi dai mercenari si affidano non solo i privati (ad es., protezione dei giornalisti televisivi), ma anche i governi belligeranti che conducono il conflitto secondo il moderno principio di esercito "agile e leggero" a cui non possono essere affidate tutte le mansioni di scorta e sicurezza. Troviamo gli uomini della Control Risks Group a proteggere i funzionari del Ministero degli Esteri britannico e il personale della Armor Group a difesa di tutte le installazioni americane in Medio Oriente. A Nassirya troveremo a difesa delle installazioni della Coalizione, al posto dei nostri soldati della Brigata Sassari, i mercenari pachistani, inglesi ed americani della Kbr. Il ricchissimo contratto di vigilanza dei pozzi petroliferi e degli oleodotti iracheni, del valore complessivo di circa 40 milioni di dollari, è stato concluso dagli amministratori della britannica Erinys, già in passato ingaggiati per sorvegliare le installazioni di estrazione del greggio in Colombia e Nigeria.
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Ragionpolitica, periodico on line n.53 del 17/4/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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